LA PESTE di Albert Camus e la fragilità di chi si accosta alla scrittura

albert camusTra i tanti memorabili personaggi del capolavoro di Albert Camus, La peste, c’è un modesto impiegato comunale con velleità letterarie, Grand; qui di seguito un suo dialogo con il medico Rieux in cui emergono tutta l’incertezza e la fragilità di chi si accosta umilmente alla scrittura. Il brano è tratto dall’edizione dei Grandi Tascabili Bompiani (traduzione di Beniamino Dal Fabbro). Continua a leggere

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IL PONTE di Vitaliano Trevisan e i libri e gli scrittori come prodotti di serie

IL PONTE di Trevisan, copertina Einaudi Stile liberoQuando ho scoperto con Works la scrittura di Vitaliano Trevisan, mi sono ripromesso di confrontarmi con altre sue opere, ma ho disatteso a lungo il proposito perché più le aspettative sono alte, maggiore è il rischio di ritrovarsi delusi. Alla fine mi sono però deciso a leggere Il ponte, un breve romanzo-pamphlet pubblicato da Einaudi Stile libero nel 2007, e vi ho ritrovato il suo stile in apparenza delirante ma in realtà sorvegliato e incisivo, le sue osservazioni schiette e destabilizzanti; insomma, la riprova che Trevisan sia uno degli autori più originali e significativi della nostra letteratura. La storia intorno alla quale è costruita quest’opera è quella dell’amicizia tra il narratore e un cugino, che viene definitivamente recisa dalla morte del figlio di quest’ultimo, ma che già nel passaggio dall’infanzia all’età adulta aveva cominciato a incrinarsi; questa tuttavia non è che una traccia dalla quale continuamente si discosta uno strabordante flusso di amare considerazioni sulla politica e la cultura del Belpaese, sull’adolescenza negli anni ’70 e sulla pericolosità dei ricordi, sulle tensioni che avvelenano la vita famigliare e su innumerevoli altri aspetti della contemporaneità – come lo sfracello del panorama letterario che emerge da alcuni brani qui di seguito citati. Continua a leggere

NEL TERRITORIO DEL DIAVOLO – Sul mistero di scrivere, Flannery O’Connor

flannery o'connorRaramente i manuali di scrittura sono utili se non a comprendere le peculiarità della tecnica e della poetica dei loro autori. Rappresenta una preziosa eccezione questa raccolta di saggi di Flanerry O’Connor, Nel territorio del diavolo – Sul mistero di scrivere, a cura di Robert e Sally Fitzgerald, pubblicata da minimum fax con la supervisione di Ottavio Fatica. La O’Connor non solo rende conto del suo modo di intendere l’arte, ma coglie con semplicità e acume la necessità per ogni narratore di svincolarsi da dogmi di ogni tipo, di confrontarsi con la realtà e di infondere vita e verità nelle storie e nei personaggi. Riporto di seguito alcuni brani e invito a leggere questo testo non solo gli aspiranti scrittori, ma tutti coloro che vogliano comprendere cosa possa e debba essere la letteratura. Continua a leggere

Perché leggere e perché scrivere in TONY & SUSAN di Austin Wright

Tony & Susan_Wright_copertina AdelphiPubblicato nel 1993 negli Stati Uniti, Tony & Susan è il più celebre romanzo di Austin Wright ed è stato riproposto con la traduzione di Laura Noulian da Adelphi nel 2011, dopo l’edizione Rizzoli del 1994. Da quest’opera è stato tratto il film del 2016 Animali notturni (regia di Tom Ford) che l’ha riportata in auge restituendogli l’attenzione che merita. È un romanzo appassionante che si muove su due piani narrativi: in uno c’è Tony, la cui vita viene stravolta in una notte di folle violenza, nell’altro Edward che ha scritto questa storia (dal titolo Animali notturni) e ora sottopone il manoscritto a colei che ne aveva scoraggiato le velleità letterarie, ossia la sua ex moglie, Susan; le vicende del personaggio si alternano a quelle presenti e passate di quest’ultima, così come l’atmosfera noir prevalente nel primo e nell’ultimo quarto del libro si intreccia con quella intimistico-famigliare. Sebbene la tensione implacabile che Wright riesce a innescare si esaurisca quasi nel primo centinaio di pagine, lo fa a vantaggio di una ficcante esplorazione dell’ambiguità e dell’incostanza dei sentimenti. Ma c’è anche almeno un’altra ragione che può far apprezzare Tony & Susan: il gran numero di riferimenti alla scrittura e alla lettura, alle ragioni profonde a esse sottese. Ne riporto i più significativi. Continua a leggere

BESTIARIO di Julio Cortázar e le regole di un buon racconto

BESTIARIO di Julio Cortázar _copertinaChiunque ami leggere racconti o si cimenti a scriverne non può ignorare Bestiario, la prima raccolta di Julio Cortázar. L’autore argentino non si preoccupa di giustificare l’irrazionale, ma di dar forma al mistero che fa vibrare la realtà e ai sentimenti torbidi e inquieti che ci appartengono: ne scaturiscono degli splendidi racconti malinconici e surreali, in cui spesso la tensione deflagra negli spiazzanti finali. L’edizione dei Nuovi Coralli Einaudi (traduzione di Flaviarosa Nicoletti Rossini) include in appendice due brevi saggi teorici di Cortázar (tradotti da Vittoria Martinetto) dai quali riporto qui di seguito alcuni brani. Continua a leggere

Editoria e letteratura in alcuni brani di Martin Amis

The novelist Martin Amis

Oltre che critico letterario, Martin Amis è anche un prolifico narratore: L’informazione, romanzo tradotto da Gaspare Bona per Einaudi, è una storia di amicizia e rivalità tra due scrittori in cui l’autore inglese dimostra tutta la sua ironia e inventiva, oscillando continuamente tra virtuosismo e verbosità.
Paolo Zardi ha affermato: “Ho letto L’informazione nell’estate del 2009 e ne sono rimasto folgorato. Qualche anno dopo ho letto Money, e poi London Fields, e poi tutti gli altri suoi romanzi. Se potessi scegliere quale autore essere, direi senza dubbio lui. Ha uno stile che io trovo irresistibile – la scelta degli aggettivi, le metafore, le iperboli, la costruzione dei paragrafi… È un autore poco conosciuto, in Italia, dove gode di una considerazione tutto sommato modesta; di lui spesso si dice che scrive storie troppo lunghe, che è prolisso, barocco, politicamente scorretto. Io invece dico che ogni volta che mi avvicino alle ultime pagine di un suo libro sento la malinconia profonda che accompagna la fine delle cose belle”.
Qui di seguito riporto alcuni brani de L’informazione sul mondo letterario ed editoriale.

Il terzo romanzo non fu pubblicato da nessuna parte. E così il quarto. E il quinto. In queste tre brevi frasette lasciamo intravedere un intero Mahabharata di sofferenza. Richard ricevette un bel po’ di offerte per il sesto romanzo, perché ormai, durante un periodo di rincretinimento da sogno e bisogno, aveva cominciato a rispondere agli annunci che molto prosaicamente dicevano: PUBBLICHIAMO IL TUO LIBRO, oppure EDITORE LONDINESE CERCA (o era NECESSITA?) AUTORI. Naturalmente questi editori, che ululavano in cerca di parole da stampare come cani in calore sotto una luna struggente, non erano editori normali. Per esempio, dovevi pagarli. E, cosa forse ancora più grave, nessuno ti leggeva mai. Richard perseverò e fini da un certo Mr Cohen in Marylebone High Street. Ne uscì con il suo sesto romanzo ancora da piazzare ma con un nuovo lavoro, quello di Direttore Speciale della Tantalus Press. Vi andava circa un giorno alla settimana, adescando e taglieggiando romanzi di analfabeti, autobiografie a svisceramento totale in cui mai nessuno si muoveva o faceva qualcosa, raccolte di poesie primitive, prolissi lamenti in morte di un parente (o di un cagnolino, o di una pianta), trattati scientifici demenziali e, sempre più spesso, così almeno gli sembrava, monologhi drammatici «trovati per caso» sulla psicosi maniaco-depressiva e la schizofrenia. Continua a leggere

L’AVVENTURA DI SCRIVERE ROMANZI, Javier Cercas intervistato da Bruno Arpaia

Javier Cercas

L’avventura di scrivere romanzi è una lunga intervista fatta da Bruno Arpaia a Javier Cercas e pubblicata da Guanda nel 2013: oltre che un confronto sull’idea di letteratura dello scrittore spagnolo, ne viene fuori una guida alla comprensione delle sue opere che precedono L’impostore. Qui di seguito riporto alcune considerazioni di Cercas di carattere generale.

La tradizione di uno scrittore è doppia, deve guidare un carro con due redini: una è la tradizione universale, l’altra è quella nella propria lingua, perché è il suo strumento.

[…] la missione della letteratura è esplorare tutte le infinite possibilità dell’umano, incluse naturalmente le più mostruose.

La storia non ha senso, è un caos. Quello che fa l’arte, e il romanzo in particolare, e manipolare quella realtà per darle una forma e un senso.

[…] la verità della storia è una verità che cerca di fissare quanto è avvenuto a determinate persone in un determinato momento e luogo; al contrario, la verità della letteratura è una verità che cerca di fissare ciò che avviene a tutti gli uomini in qualsiasi luogo e momento. Continua a leggere