Alla scoperta di Xaimaca, collana di letteratura latinoamericana

Collana Xaimaca. letteratura latinoamericanaÈ nata un anno fa ed è giunta al quarto titolo Xaimaca, la collana di letteratura latinoamericana curata da Marino Magliani e Luigi Marfé per Arkadia Editore. A inaugurarla era stato Sin rumbo di Eugenio Cambaceres (tradotto dai due curatori), un romanzo del 1885 la cui capacità corrosiva è immutata: il protagonista vive una quotidianità cupa e disillusa, nonostante gli agi e i facili amori che censo e fascino gli assicurano, e quando abbasserà la guardia riceverà il colpo più atroce. Sono seguiti Letti da un soldo di Enrique González Tuñón, Guerra verticale di César Vallejo e ora, di Ricardo Güiraldes, Xaimaca ossia “la terra della primavera”, che dà il titolo alla collana ed è il resoconto (edito nel 1923) di un viaggio dalle coste cilene sino alla Giamaica, ma anche e soprattutto la storia di un turbamento esistenziale che si scioglie in un amore per poi nuovamente condensarsi; questa volta la traduzione è di Riccardo Ferrazzi, insieme a Magliani. Ho intervistato i protagonisti di questo progetto per saperne di più. Continua a leggere

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Quattro chiacchiere con Marco Cassini sulle Edizioni SUR

SUR edizioni logo e intestazioneDopo aver creato con Daniele di Gennaro minimum fax, Marco Cassini nel 2011 ha dato vita a SUR, una casa editrice dedicata agli scrittori sudamericani e improntata a un nuovo modello distributivo che coinvolge direttamente le librerie indipendenti.

Quando e come sono nati l’interesse per la narrativa sudamericana e l’idea di un nuovo marchio?
SUR è nata da una ricerca che inizialmente doveva portare alla creazione di una collana all’interno della casa editrice minimum fax. Era un periodo in cui ci sembrava che la “new wave” di scrittori dagli Stati Uniti che eravamo stati bravi e fortunati a intercettare si stesse esaurendo, e avevamo deciso di puntare la nostra ricerca sull’America Latina con l’intento di creare una collezione di 4-5 titoli l’anno. Poi il progetto è cresciuto al punto di farci pensare a qualcosa di più grande di una collana: dopo i miei primi viaggi in Argentina e in Messico (e grazie ai contatti presi alle fiere del libro di Buenos Aires e Guadalajara) si era già creato un nucleo piuttosto cospicuo di possibili titoli. Contemporaneamente nasceva la volontà di creare una forma di distribuzione alternativa a quella tradizionale, e questo progetto confliggeva con il vincolo di esclusiva che minimum fax aveva con il distributore cui era legato all’epoca, per cui si dovette creare una persona giuridica diversa da minimum fax. Questioni pratiche e progettuali hanno quindi contribuito alla nascita di una vera e propria casa editrice.

La casa editrice SUR voleva sottrarsi al legame incestuoso tra gruppi editoriali, distributori e librerie di catena, privilegiando un rapporto diretto con i librai indipendenti: ci è riuscita?
Nel 2011 proponemmo un modello di distribuzione alternativo a quello tradizionale: applicare al settore librario il concetto di “filiera corta” già presente e sviluppato in altri mercati, facendo così tornare editore e libraio (che sono due imprenditori, e principalmente due intellettuali) a instaurare un rapporto non solo commerciale ma anche culturale: lo scambio di informazioni e di idee come momento fondativo di una relazione non più mediata da un soggetto terzo. Ovviamente tutto questo ha forti ricadute anche sul rapporto commerciale, che – proprio perché coinvolge meno soggetti della filiera – finisce con l’essere più conveniente per le librerie: i librai non pagano il libro subito ma lo ricevono in conto deposito e lo pagheranno solo nel momento in cui lo vendono al loro cliente; inoltre riescono a ottenere sul prezzo di copertina del libro venduto un margine mediamente più alto di quello che otterrebbero da un distributore. Il modello si è avvalso innanzi tutto del consiglio dei librai stessi, che ci hanno aiutato a migliorarlo fino alla sua formulazione attuale. Oggi sono quasi duecento le librerie indipendenti su tutto il territorio nazionale che accolgono i libri SUR e che hanno aderito al nostro modello. E sono sempre di più gli editori che iniziano a usare un sistema simile. Il nostro voleva appunto essere un modello, e la speranza era proprio che venisse adottato da altri per incidere in maniera significativa sul mercato, di cui non ci piacevano (e continuano a non piacerci) le commistioni e concentrazioni a causa delle quali si è venuto a cristallizzare il contesto che hai ben descritto nella tua domanda. Continua a leggere

RÍO FUGITIVO di Edmundo Paz Soldán, recensione

RÍO FUGITIVO, Edmundo Paz Soldán, FaziRío Fugitivo, il nuovo romanzo del boliviano Edmundo Paz Soldán pubblicato da Fazi nella traduzione di Carla Rughetti

Edmundo Paz Soldán, oltre che scrittore, è docente universitario di Letteratura latinoamericana e Río Fugitivo si pone subito, come sottolinea Juan Gabriel Vásquez nell’Introduzione, sotto il nume di Mario Vargas Llosa, ma gli echi della tradizione letteraria del Sud America in quest’opera sono davvero innumerevoli, da Gabriel García Márquez a Roberto Bolaño Ávalos; lo stesso giovane protagonista, aspirante scrittore, afferma: «Vargas Llosa era il mio mito, volevo – voglio – scrivere della Bolivia come lui scriveva del Perù». Ma più ancora della letteratura è centrale nel romanzo l’attitudine che ha ciascuno di noi a trasfigurare la propria e le altrui vite raccontandole, soprattutto durante la giovinezza: «Eravamo macchine da racconto in costante movimento, dovevamo raccontare storie perché un pezzetto della nostra vita acquisisse significato. Senza un racconto, l’esperienza vissuta non poteva essere elaborata».
Di storie dunque al Don Bosco, istituto d’élite frequentato da Roberto e dal fratello Alfredo, se ne riferiscono tante, soprattutto sugli insegnanti e sui compagni di classe, tutti concentrati sul proprio piccolo mondo, mentre la situazione politico-economica del Paese diventa sempre più critica – siamo nella Bolivia dell’iperinflazione e degli scioperi a oltranza dei primi anni Ottanta. A estraniare ulteriormente il protagonista-narratore dalla realtà contribuisce anche la sua passione per i romanzi gialli e polizieschi, che lo porta a immaginare una città, Río Fugitivo, in cui ambienta i suoi racconti (plagiando i classici del genere) e in cui trova asilo quando non ha voglia di confrontarsi con gli altri e con quanto lo circonda. Continua a leggere