Altri piccoli editori con grandi idee

caratteri tipografici, piccola editoriaPiù ci si addentra nell’universo dell’editoria indipendente più ci si accorge di quanto sia variegato e interessante, per cui quello che era nato come un post estemporaneo al ritorno dal Salone di Torino è diventato l’inizio di un percorso esplorativo che porterò avanti ancora per un po’. Questa volta vi presento Codice Edizioni, Exòrma Edizioni, Fernandel, Panda Edizioni e ’round midnight edizioni. Continua a leggere

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Piccoli editori con grandi idee

editoria indipendente_effequ_quodlibet_scrittura&scrittureProsegue il percorso di scoperta della piccola editoria e giunge alla terza tappa; a raccontarci il progetto delle loro case editrici questa volta sono Francesco Quatraro per Effequ, Manuel Orazi per Quodlibet, Chantal Corrado per Scrittura & Scritture. Continua a leggere

Intervista a Leonardo G. Luccone: editor, agente letterario e curatore di SARÀ UN CAPOLAVORO, raccolta di lettere di Fitzgerald

Sarà un capolavoro, Fitzgerald, a cura di Luccone, copertinaSarà un capolavoro è una raccolta di lettere di e per Francis Scott Fitzgerald che, insieme alle note di Leonardo G. Luccone, compongono una biografia dettagliata dello scrittore e consentono di seguire il tormentato processo creativo delle sue opere, offrendo anche un disincantato spaccato del mondo culturale ed editoriale degli Stati Uniti nella prima metà del ’900. Emerge il profilo di un autore dall’animo umbratile e dallo stile di vita sregolato, tormentato dai debiti, ma allo stesso tempo consapevole del proprio talento, puntuale revisore di se stesso e lettore attento degli scritti altrui, capace di slanci generosi e risentite stoccate tanto verso i colleghi (in particolare l’amico-rivale Hemingway) quanto nei confronti della sua odiata e adorata compagna, Zelda. Di tradurre le lettere se n’è occupato Vincenzo Perna, mentre a curare l’opera è stato Leonardo G. Luccone, titolare dell’agenzia letteraria Oblique: ne ho approfittato per intervistarlo sia su questa pubblicazione edita da minimum fax sia sul suo lavoro.

Come nasce Sarà un capolavoro – Lettere all’agente, all’editor e agli amici scrittori? Hai proposto tu l’idea a minimum fax o sei stato contattato dalla casa editrice?
Lavoravo alle lettere di Fitzgerald da qualche anno e ho proposto a Giorgio Gianotto, il direttore editoriale di minimum fax, di progettare una specie di biografia di Fitzgerald attraverso la corrispondenza e i diari. Mi sono reso conto che era possibile raccontare questo grande autore da un altro punto di vista. Ne viene sovvertita la sua immagine istituzionale. Fitzgerald si è consumato nella scrittura. Eccessi e stravaganze sono una componente minoritaria della sua vita, è la buccia. Il libro mostra uno scrittore consapevole del funzionamento della macchina editoriale, un uomo fragile che diventa vittima dell’architettura che aveva messo in piedi. Nelle lettere scorre la preoccupazione per l’inefficacia dei suoi scritti e per la mancanza di soldi. Un assillo che lo spinge a chiedere continui prestiti al suo agente e al suo editor. Poi c’è il padre e il marito cinico e dolcissimo, geloso e vendicativo. Continua a leggere

Tre piccoli editori scoperti al Salone del Libro di Torino

Salone del Libro di Torino_logoSe c’è qualcosa per cui valga la pena partecipare a fiere e saloni dell’editoria è l’opportunità di conoscere piccoli e interessanti editori che spesso non hanno visibilità in libreria e sui media. Quest’anno in verità ho potuto curiosare molto poco, ma ho fatto tre belle scoperte e avevo voglia di saperne di più: Funambolo Edizioni, L’Iguana Editrice, Edizioni dell’Urogallo. Ho dunque chiesto loro quando siano nati, quale sia il progetto editoriale, dove reperire i loro testi e quali siano quelli più rappresentativi, infine di anticiparci le prossime pubblicazioni. Continua a leggere

Vi presento TerraRossa Edizioni

logo TerraRossa Edizioni, un nuovo marchio editorialeUn progetto pensato e costruito con passione, impegno e tenacia: TerraRossa Edizioni

Sono trascorsi quasi tre anni da quando Angelo De Leonardis mi contattò su Messenger per chiedermi di cosa mi stessi occupando e invitarmi a fare una chiacchierata. Passarono alcuni mesi prima che riuscissimo a vederci e, dal confronto, emerse la sua volontà di creare un nuovo progetto editoriale, mentre io avevo da tempo un paio di ambizioni: recuperare le migliori opere di narrativa fuori commercio (anche se nel frattempo erano sorte iniziative simili) e dare un’opportunità ai tanti scrittori che hanno talento, ma non riescono a pubblicare i propri inediti perché stanchi di dover frequentare i salotti letterari e mostrarsi brillanti sui social network per ottenere un credito che spesso prescinde dal valore dei loro scritti. Continua a leggere

Calvino, Sereni, Vittorini e gli altri “letterati editori” nel saggio di Alberto Cadioli

Italo Calvino alla EinaudiLetterati editori – Attività editoriale e modelli letterari nel Novecento: l’indagine di Alberto Cadioli delle relazioni tra impegno editoriale e poetica di letterari e critici che hanno segnato la storia culturale italiana

Alberto Cadioli sostiene che esaminando la militanza editoriale dei letterati sia possibile approfondire la loro poetica ed è a partire da questo assunto che sviluppa la ricerca di Letterati editori, testo ripubblicato da il Saggiatore in una nuova edizione rivista e integrata. In realtà, come suggerisce il sottotitolo, Attività editoriale e modelli letterari nel Novecento, queste pagine offrono anche la possibilità di ripercorrere le principali vicende editoriali dello scorso secolo e di riscontrare come molte delle odierne problematiche abbiano radici lontane. Dalle difficoltà distributive, per esempio, ai rapporti di “tentato reciproco imbroglio” tra autori ed editori: «Se l’autore cerca infatti di sottoporre quello che “ha sotto mano assicurando che il lavoro suo interesserà, andrà, si venderà”, l’editore risponde “con lo scaricare addosso al pubblico bestiale tutta l’ignoranza e il cattivo gusto del quale, lui editore, è, pur troppo spesso, abbondantemente fornito”» (Cadioli cita da una lettera di Prezzolini del 1909). Continua a leggere

Intervista a Fabio Cremonesi, traduttore di Kent Haruf

trilogia della pianura di kent haruf, nn editoreDopo la Trilogia della Pianura, Fabio Cremonesi ha tradotto anche l’ultima opera di Kent Haruf, Le nostre anime di notte, che ha subito raggiunto la vetta delle classifiche di vendita, confermando l’autore statunitense come uno dei più apprezzati del catalogo di NN Editore tra i lettori italiani.
Le nostre anime di notte, pubblicato postumo, ha ancora una volta come sfondo la piccola cittadina di Holt, che in questo romanzo ha un ruolo tutt’altro che secondario: la sua comunità giudica e biasima la relazione tra i due anziani protagonisti, Addie e Louis, rimasti entrambi vedovi e determinati ad “attraversare la notte insieme”, per lo meno finché sarà loro possibile. La scrittura di Haruf diventa qui ancora più intima, emozionale, ma anche “urgente”, come sottolinea nella nota conclusiva Cremonesi (qui di seguito intervistato).

Sei stato tu a proporre a NN Editore la traduzione delle opere di Kent Haruf o è stata la casa editrice ad affidartela? Com’è stato il tuo primo approccio con questo scrittore?
No, è stata l’editrice, Chicca Dubini – che l’aveva ricevuto da un agente – a darmelo da leggere per una valutazione. È stato un autentico colpo di fulmine, sia per me, sia per Chicca e per Gaia Mazzolini, l’allora caporedattrice prematuramente scomparsa. L’ho letto tutto d’un fiato, cosa insolita per un lettore lento come me, anche perché mi pareva un miracolo che un gioiello simile non fosse già stato acquisito da altri editori e mi pareva urgente tentare di prenderlo noi!

le nostre anime di notte di kent haruf, copertinaNella nota finale, scrivi: “Mentre leggevo Le nostre anime di notte continuavo a pensare all’autore, quest’uomo anziano e malato che lotta contro il tempo per riuscire a raccontare tutta la storia che ha dentro”. Il senso di urgenza e il delicato sentimentalismo di questo romanzo secondo te si devono dunque alla particolare condizione in cui è stato scritto?
Verso la fine del libro c’è una scena molto divertente in cui Addie e Louis parlano di uno spettacolo teatrale tratto da Canto della pianura. Addie chiede a Louis: “Potrebbe scrivere un libro su di noi. Ti piacerebbe?”. La risposta di Louis, che in quel momento è chiaramente un alter-ego dell’autore, è disarmante: “Non mi va di finire in un libro”. Questo è un uomo che sa di avere ancora poche settimane di vita e che anziché cedere alla disperazione e sedersi in veranda ad aspettare la morte, fa una cosa che non ha mai fatto prima: scrivere un libro in pochi mesi, anziché in cinque o sei anni, come aveva sempre fatto con gli altri romanzi. E in questo libro il tempo non è più quello ciclico, legato al susseguirsi delle stagioni, delle sue opere precedenti, ma è un tempo lineare, vettoriale oserei dire: una freccia che va in una direzione ben precisa. E il cuore di quest’ultima opera è un messaggio chiaro, semplice, emozionante: datevi, diamoci sempre un’altra chance; non importa come andrà a finire, anzi, sappiamo già che probabilmente andrà a finire male, ma diamoci comunque un’altra chance. Continua a leggere