L’ANALFABETA di Agota Kristof, molto più di un “racconto autobiografico”

Agota Kristof, primo pianoPuò un esile libricino dirsi perfetto? Sì, Agota Kristof lo dimostra con L’analfabeta pubblicato da Edizioni Casagrande e tradotto da Letizia Bolzani. A comporre quest’opera – sottotitolata Racconto autobiografico – sono undici schegge narrative, brevi e compiute, nelle quali l’autrice ungherese ripercorre come avesse contratto il “morbo” della lettura e trovato rifugio nella scrittura, cosa significasse vivere nell’Unione Sovietica e implicasse fuggirne, la fatica del lavoro in fabbrica, il senso di estraneità dell’esiliato, la difficoltà di appropriarsi di un’altra lingua e infine l’apprendistato come scrittrice. Ci sono la poesia dei sentimenti, l’amarezza e il cinismo di chi ha sofferto, il potere della letteratura: i pochi frammenti che riporto qui di seguito spero bastino a darvene prova. Acquistatelo, leggetelo.

Leggo. È come una malattia. Leggo tutto ciò che mi capita sottomano, sotto gli occhi: giornali, libri di testo, manifesti, pezzi di carta trovati per strada, ricette di cucina, libri per bambini. Tutto ciò che è a caratteri di stampa.
Ho quattro anni. La guerra è appena cominciata.

L'analfabeta, copertina, Agota KristofLa voglia di scrivere verrà più tardi, quando si sarà rotto il filo d’argento dell’infanzia, quando verranno giorni cattivi, e arriveranno gli anni che potrei definire “non amati”.

Ciò che non si potrà mai quantificare è il ruolo nefasto che la dittatura ha avuto per l’arte e la letteratura dei paesi dell’Est. Imponendo loro la propria ideologia, l’Unione Sovietica non ha soltanto impedito lo sviluppo economico di questi paesi, ha anche cercato di soffocare la loro cultura e la loro identità nazionale.

Come sarebbe stata la mia vita se non avessi lasciato il mio paese? Più dura, più povera, penso, ma anche meno solitaria, meno lacerata, forse felice.
La cosa certa è che avrei scritto, in qualsiasi posto, in qualsiasi lingua.

[…] si diventa scrittori scrivendo con pazienza e ostinazione, senza mai perdere la fiducia in quello che si scrive.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...