Alcune scrittrici di talento

Scrittrici di talentoMi ero riproposto di leggere diverse opere durante l’estate e, dopo averle impilate, mi sono accorto che erano per lo più recenti e di scrittrici, come anche sono state al femminile la prima e al momento l’ultima pubblicazione di TerraRossa Edizioni e diversi dei libri di cui ho scritto ultimamente su Vita da editor: Biliardo sott’acqua di Carol Bensimon, La straniera di Claudia Durastanti e Un soffio di vita di Clarice Lispector. Ho tenuto fede al mio proposito e sono molto soddisfatto perché in due delle autrici che più amo, Lucia Berlin e Han Kang, ho ritrovato le ragioni della mia infatuazione e ho anche scoperto altre due giovani scrittrici di grande valore e delle quali sentiremo senz’altro parlare in futuro, Elvira Navarro e Gabriela Ybarra. Qui di seguito i miei appunti di lettura. Continua a leggere

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UN SOFFIO DI VITA di Clarice Lispector, GLI UNDICI di Pierre Michon, IL MACELLAIO di Sándor Márai: ode all’Adelphi.

Un soffio di vita_Lispector_Gli Undici_Michon_Il macellaio_Márai_AdelphiIl coraggio e la coerenza della case editrice Adelphi nel proporre testi complessi ma sorprendenti come quelli di Clarice Lispector o di Pierre Michon

«Se mai questo libro verrà pubblicato, che i profani ne stiano alla larga. Giacché scrivere è cosa sacra a cui gli infedeli non hanno accesso. Realizzare apposta un libro brutto per allontanare i profani che vogliono “apprezzarlo”»: è l’ammonimento con cui Clarice Lispector chiarisce nelle pagine iniziali di Un soffio di vita che la sua non è un’opera destinata a tutti e lo ribadisce anche il traduttore, Roberto Francavilla, nella postilla finale. In realtà potrebbe essere un’avvertenza da premettere a molti dei libri Adelphi, una delle pochissime case editrici italiane che cerca di tradurre in un progetto culturale coerente e coraggioso il proposito di stimolare i lettori a uno sforzo di comprensione che li ripaghi poi abbondantemente con preziose scoperte, rifuggendo dal rassicurante appiattimento stilistico e contenutistico che viene spesso propinato come “letteratura pop”. Del resto a inquadrare perfettamente il problema era stato tempo fa Roberto Calasso che nell’Impronta dell’editore spiega: «La percezione della qualità o non-qualità di un libro diventa un elemento sempre più evanescente e secondario. Quel certo libro va o non va? A che cosa si riallaccia? È cool o non è cool? È una tendenza o è antiquato? Funzionerebbe come e-book? L’autore viaggia o non viaggia? Rende, in televisione? Sono alcune questioni che vengono soppesate con gravità. Parlare della bruttezza – o bellezza – di un libro sembra disturbante, fuori luogo. Così avviene all’interno delle case editrici perché così avviene nella psiche del vasto mondo». Non è però questa, e gliene va dato merito, la scelta fatta dal marchio milanese alla cui creazione proprio Calasso ha collaborato e di cui dal 2015 è anche socio di maggioranza. Continua a leggere

FAME di Knut Hamsun e l’ispirazione

Knut HamsunKnut Hamsun, ricevette il Premio Nobel per la Letteratura nel 1920 e aveva solo trentuno anni quando fu pubblicato Fame (nel 1890): è un breve romanzo che ha per protagonista un aspirante scrittore lacerato dal conflitto tra orgoglio e principi morali da una parte, fame e disperazione dall’altra. Il brano riportato qui di seguito, tradotto da Ervino Pocar, è tratto dall’edizione Adelphi e mostra il narratore in uno dei rari momenti di felice ispirazione. Continua a leggere

Intervista ad Anna Rusconi, traduttrice di TUTTO QUELLO CHE È UN UOMO di David Szalay

Anna Rusconi traduttrice di Tutto quello che è un uomo

Foto di Francesca Pagliai

Anna Rusconi ha tradotto per le più importanti case editrici italiane scrittori come Patricia Daniels Cornwell, Jack London, Alice Munro, Haruki Murakami, Joyce Carol Oates, Tom Wright e tra gli ultimi autori ai quali ha dato voce c’è anche David Szalay con Tutto quello che è un uomo (Adelphi): una successione di racconti che attraversano l’Europa e le diverse età dell’uomo, dall’adolescenza alla vecchiaia, mostrandone le fragilità e le ambizioni, le ottusità e gli slanci.

Quando ti è stata affidata la traduzione di Tutto quello che è un uomo, conoscevi già David Szalay? Come mai le sue precedenti opere non sono state ancora proposte in italiano?
No, non conoscevo Szalay. La traduzione mi arrivò nella primavera del 2016 e quando mi documentai scoprii che aveva già scritto altri romanzi e alcuni radiodrammi per la BBC. Fondamentalmente, però, allora rimasi concentrata sul libro che avevo in mano. Perché quei titoli non siano ancora stati proposti in Italia è una domanda che andrebbe rivolta agli editori. Quello che posso dire adesso, dopo aver letto anche Spring, è che Tutto quello che è un uomo mi sembra un’opera decisamente più matura, ricca e completa sia nello stile che nei contenuti, quindi Adelphi ci ha visto lungo. Continua a leggere

ATTI UMANI di Han Kang, recensione entusiasta

Han Kang, scrittriceDopo La vegetariana, un’altra prova di talento di Han Kang: Atti umani

Adelphi pubblica un secondo romanzo di Han Kang, Atti umani (traduzione di Milena Zemira Ciccimarra), in cui la scrittrice sudcoreana conferma tutto il suo talento, scegliendo ancora una volta una lingua e dei soggetti disturbanti. La vegetariana ha per protagonista una donna che inizia a rifiutare il cibo di origine animale, ma questo non è che il primo sintomo di un disagio che assumerà via via connotati sempre più estremi; la sua condotta viene però raccontata, interpretata e travisata da altri personaggi. Allo stesso modo, in Atti umani la storia dell’adolescente Dong-ho e del suo sacrificio viene ripercorsa poco per volta attraverso lo sguardo di diversi narratori, intrecciandosi a quella di altri morti e di alcuni sopravvissuti, ammesso che coloro che sono stati mutilati nell’anima possano esser definiti tali: «Non c’è modo di tornare al mondo precedente alla tortura. Nessuna strada per il mondo precedente al massacro». Continua a leggere

Perché leggere e perché scrivere in TONY & SUSAN di Austin Wright

Tony & Susan_Wright_copertina AdelphiPubblicato nel 1993 negli Stati Uniti, Tony & Susan è il più celebre romanzo di Austin Wright ed è stato riproposto con la traduzione di Laura Noulian da Adelphi nel 2011, dopo l’edizione Rizzoli del 1994. Da quest’opera è stato tratto il film del 2016 Animali notturni (regia di Tom Ford) che l’ha riportata in auge restituendogli l’attenzione che merita. È un romanzo appassionante che si muove su due piani narrativi: in uno c’è Tony, la cui vita viene stravolta in una notte di folle violenza, nell’altro Edward che ha scritto questa storia (dal titolo Animali notturni) e ora sottopone il manoscritto a colei che ne aveva scoraggiato le velleità letterarie, ossia la sua ex moglie, Susan; le vicende del personaggio si alternano a quelle presenti e passate di quest’ultima, così come l’atmosfera noir prevalente nel primo e nell’ultimo quarto del libro si intreccia con quella intimistico-famigliare. Sebbene la tensione implacabile che Wright riesce a innescare si esaurisca quasi nel primo centinaio di pagine, lo fa a vantaggio di una ficcante esplorazione dell’ambiguità e dell’incostanza dei sentimenti. Ma c’è anche almeno un’altra ragione che può far apprezzare Tony & Susan: il gran numero di riferimenti alla scrittura e alla lettura, alle ragioni profonde a esse sottese. Ne riporto i più significativi. Continua a leggere

NELLA PERFIDA TERRA DI DIO di Omar Di Monopoli, recensione

NELLA PERFIDA TERRA DI DIO di Omar Di MonopoliEdito da Adelphi il nuovo thriller di frontiera di Omar Di Monopoli

Nella perfida terra di Dio sta raggiungendo un pubblico di lettori molto più ampio e variegato rispetto a quello che già conosceva e apprezzava la scrittura di Omar Di Monopoli e l’impressione è che anche molti critici stiano scoprendo solo ora il quarantenne di Manduria: del resto, gli autori italiani contemporanei nel catalogo Adelphi sono talmente pochi che ogni nuova acquisizione desta sempre un certo interesse. Chi tuttavia ha letto i romanzi Uomini e cani, Ferro e fuoco, La legge di Fonzi o i racconti Aspettati l’inferno, tutti pubblicati con Isbn, e si aspettava che, insieme alla veste grafica più sobria e tradizionale, potessero essere mutati la voce dell’autore o il suo immaginario viene decisamente smentito. Continua a leggere