Intervista a Luca Pantarotto autore di HOLDEN & COMPANY

Way of Great American WritersDal 2013 al 2015 gli appassionati di letteratura statunitense hanno trovato nel blog anonimo Holden & Company brevi saggi e articoli caratterizzati da uno stile chiaro, ironico e appassionato; ora l’autore, Luca Pantarotto, è ormai uscito allo scoperto e una selezione di quei contributi è stata raccolta e pubblicata nella collana Glitch di Aguaplano, con il titolo Holden & Company – peripezie di letteratura americana da J. D. Salinger a Kent Haruf. A molte delle domande che avrei voluto porgli, Luca Pantarotto ha già risposto su Senzaudio, qui quelle che mi sono rimaste. Continua a leggere

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Come superare tabù e sensi di colpa del lettore

Qualche considerazione su quanto, come e perché leggere a partire dalla mia esperienza

Ho deciso, non senza qualche scrupolo, di interrompere la lettura dell’ultimo romanzo di Hanya Yanagihara, ma per farlo sono dovuto arrivare a pagina 303 (di 1091) e confrontarmi con un’altra blogger che non ne era rimasta particolarmente entusiasta. Non è stato facile, perché gli estimatori di Una vita come tante (Sellerio) sono stati tanti, anche tra i critici letterari, e in questi casi si ha sempre il sospetto che la tara sia nostra e non del testo che abbiamo tra le mani. Oltretutto, avevo deciso di acquistarlo dopo aver apprezzato la bella recensione di Alessandro Garigliano su Nazione Indiana e aver ascoltato il lusinghiero giudizio di un amico, Pierfrancesco Ditaranto (al quale devo la scoperta di Javier Cercas). Ebbene, la Yanagihara, attraverso i suoi personaggi, dimostra una profonda comprensione dell’umanità, ma, a mio avviso, tende spesso a uno psicologismo di maniera e la sua delicata scrittura deraglia a più riprese nel melodrammatico; insomma, se in tanti sono stati completamente irretiti da questa storia, io ho iniziato a provarne fastidio, e mi sono arreso.
Sino non molto tempo fa non sarei stato in grado di interrompere la lettura di un libro, per rispetto verso l’autore che, per quanto mediocre possa essere, si è comunque messo in gioco e di chi l’ha pubblicato, investendo su di lui. Continua a leggere

IL GRIDO di Luciano Funetta, recensione

Dopo il buon esordio con Dalle rovine, Luciano Funetta dà piena prova di talento con Il grido

A dispetto della giovane età dell’autore, la scrittura onirica di Luciano Funetta trova piena maturità nel Grido, pubblicato da Chiarelettere nella collana curata da Michele Vaccari. Immersi in un’atmosfera che ha qualcosa sia di orwelliano sia delle ambientazioni dei film di Tim Burton, scopriamo un futuro prossimo angosciante e abbrutito in cui la protagonista, Lena, sopravvive lavorando in un’impresa di pulizie e con qualche briciola d’amore, mentre cerca di ricostruire il proprio passato da orfana presso la casa delle Dame e le frequenti sortite in un Orto Botanico psichedelico. Continua a leggere

L’ADORAZIONE E LA LOTTA: Antonio Moresco, meglio teorico che scrittore?

Antonio MorescoMondadori ha da poco pubblicato una raccolta di saggi sulla letteratura di Antonio Moresco, L’adorazione e la lotta

Pur avendo letto diverse opere di Antonio Moresco, non ne ho mai recensita nessuna, forse perché non avrei saputo spiegare come potessero convivere in me l’ammirazione per la sua radicalità, per la visionarietà di alcuni brani, per l’urgenza della sua scrittura e il tedio che provavo per pagine e pagine, quando la prosa diventava sovrabbondante e venivano ripetute per l’ennesima volta le stesse immagini. Per Gli esordi ho pensato che fosse stata l’aspettativa eccessiva a condizionarmi; per Fiaba d’amore il fatto che si trattasse appunto di una favola che con grazia si riprometteva solo di raccontare un sentimento; Gli increati, però, che pure è una delle opere italiane dall’incipit più potente e originale, è per me stata la conferma che come scrittore Moresco non riesce a emozionarmi né a scardinare o rinnovare davvero la mia percezione del mondo, a dispetto del suo talento (di cui per altro è ben consapevole): è come se il porsi al di là dei canoni narrativi finisse per farmi (o per fargli) smarrire il tracciato. Continua a leggere

Nuovi promettenti autori italiani e qualche consiglio a chi aspiri a diventarlo

libri visti dall'altoL’importanza della piccolo-media editoria, delle agenzie letterarie e delle riviste per dar voce agli scrittori emergenti: gli esempi di Roberto Camurri, Michele Orti Manara e Paolo Pecere

Esauritasi la “moda degli esordienti”, lanciata un decennio fa dal successo della Solitudine dei numeri primi di Paolo Giordano, a dar spazio ai nuovi autori sono tornati in prevalenza i piccoli e medi editori, come già rilevavo in un post di un paio di anni fa. Ebbene, è ancora su di loro che dovrebbero puntare gli scrittori emergenti o aspiranti tali, ma tenendo conto di alcune evidenze: valutare centinaia di testi, con la prospettiva di trovarne uno apprezzabile ogni cinquanta e più, è un lavoro improbo e poco proficuo, perciò è diventato sempre più importante il ruolo degli agenti letterari. Costoro, se svolgono seriamente il proprio lavoro, non solo selezionano le opere che ritengono interessanti, ma le propongono poi a quegli editori che pubblicano libri di quel genere: di conseguenza il testo giunge sul desktop di chi lo valuterà attraverso una corsia preferenziale e a traffico ridotto. Continua a leggere

Traduzioni di editori indipendenti

traduzioni indipendentiDal 23 al 25 marzo, a Milano ci sarà il Book Pride; per prepararvi all’atmosfera, ecco alcune interessanti opere straniere pubblicate da editori indipendenti e che ho letto con qualche mese di ritardo: American Dust di Richard Brautigan, Canzone d’amore da un tempo difficile di Ronald M. Schernikau, Il libro del mare di Morten A. Strøksnes, La ferrovia sotterranea di Colson Whitehead, L’ultimo degli Eltyšev di Roman Senčin.
(Io sarò con i libri di
TerraRossa allo stand V45, insieme a LiberAria: passate a trovarmi.) Continua a leggere

L’OSPITE D’ONORE di Joy Williams, recensione

Una gran bella selezione di racconti di Joy Williams pubblicata dalle Edizioni Black Coffee

“Non troverò mai il tempo di leggerlo” è stata la mia prima considerazione quando Leonardo Taiuti mi ha messo tra le mani L’ospite d’onore di Joy Williams: con i ritmi frenetici di lavoro e il numero dei libri in lista d’attesa che diventa sempre più increscioso, non è facile dedicarsi a opere voluminose di un autore che già non si conosca o che non si reputi un “classico”. Ma in fondo si trattava di racconti, avrei potuto concedermene uno di tanto in tanto portando al contempo avanti altre letture, come mi aveva suggerito lo stesso Taiuti, una delle sue anime delle Edizioni Black Coffee e cotraduttore di quest’opera insieme a Sara Reggiani. Continua a leggere