Traduzioni di editori indipendenti

traduzioni indipendentiDal 23 al 25 marzo, a Milano ci sarà il Book Pride; per prepararvi all’atmosfera, ecco alcune interessanti opere straniere pubblicate da editori indipendenti e che ho letto con qualche mese di ritardo: American Dust di Richard Brautigan, Canzone d’amore da un tempo difficile di Ronald M. Schernikau, Il libro del mare di Morten A. Strøksnes, La ferrovia sotterranea di Colson Whitehead, L’ultimo degli Eltyšev di Roman Senčin.
(Io sarò con i libri di
TerraRossa allo stand V45, insieme a LiberAria: passate a trovarmi.) Continua a leggere

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NEL TERRITORIO DEL DIAVOLO – Sul mistero di scrivere, Flannery O’Connor

flannery o'connorRaramente i manuali di scrittura sono utili se non a comprendere le peculiarità della tecnica e della poetica dei loro autori. Rappresenta una preziosa eccezione questa raccolta di saggi di Flanerry O’Connor, Nel territorio del diavolo – Sul mistero di scrivere, a cura di Robert e Sally Fitzgerald, pubblicata da minimum fax con la supervisione di Ottavio Fatica. La O’Connor non solo rende conto del suo modo di intendere l’arte, ma coglie con semplicità e acume la necessità per ogni narratore di svincolarsi da dogmi di ogni tipo, di confrontarsi con la realtà e di infondere vita e verità nelle storie e nei personaggi. Riporto di seguito alcuni brani e invito a leggere questo testo non solo gli aspiranti scrittori, ma tutti coloro che vogliano comprendere cosa possa e debba essere la letteratura. Continua a leggere

I bestseller del 2017 editore per editore (L-Z)

libri, bestsellerLa scorsa settimana a indicare il loro titolo più venduto nel 2017 sono stati gli editori dalla A alla I, ora tocca agli altri: si tratta inevitabilmente di un elenco parziale, ma spero possa stimolarvi a scoprire marchi che non conoscete o magari a recuperare opere di cui avevate sentito parlare ma non vi avevano ancora sedotto. Continua a leggere

Intervista a Leonardo G. Luccone: editor, agente letterario e curatore di SARÀ UN CAPOLAVORO, raccolta di lettere di Fitzgerald

Sarà un capolavoro, Fitzgerald, a cura di Luccone, copertinaSarà un capolavoro è una raccolta di lettere di e per Francis Scott Fitzgerald che, insieme alle note di Leonardo G. Luccone, compongono una biografia dettagliata dello scrittore e consentono di seguire il tormentato processo creativo delle sue opere, offrendo anche un disincantato spaccato del mondo culturale ed editoriale degli Stati Uniti nella prima metà del ’900. Emerge il profilo di un autore dall’animo umbratile e dallo stile di vita sregolato, tormentato dai debiti, ma allo stesso tempo consapevole del proprio talento, puntuale revisore di se stesso e lettore attento degli scritti altrui, capace di slanci generosi e risentite stoccate tanto verso i colleghi (in particolare l’amico-rivale Hemingway) quanto nei confronti della sua odiata e adorata compagna, Zelda. Di tradurre le lettere se n’è occupato Vincenzo Perna, mentre a curare l’opera è stato Leonardo G. Luccone, titolare dell’agenzia letteraria Oblique: ne ho approfittato per intervistarlo sia su questa pubblicazione edita da minimum fax sia sul suo lavoro.

Come nasce Sarà un capolavoro – Lettere all’agente, all’editor e agli amici scrittori? Hai proposto tu l’idea a minimum fax o sei stato contattato dalla casa editrice?
Lavoravo alle lettere di Fitzgerald da qualche anno e ho proposto a Giorgio Gianotto, il direttore editoriale di minimum fax, di progettare una specie di biografia di Fitzgerald attraverso la corrispondenza e i diari. Mi sono reso conto che era possibile raccontare questo grande autore da un altro punto di vista. Ne viene sovvertita la sua immagine istituzionale. Fitzgerald si è consumato nella scrittura. Eccessi e stravaganze sono una componente minoritaria della sua vita, è la buccia. Il libro mostra uno scrittore consapevole del funzionamento della macchina editoriale, un uomo fragile che diventa vittima dell’architettura che aveva messo in piedi. Nelle lettere scorre la preoccupazione per l’inefficacia dei suoi scritti e per la mancanza di soldi. Un assillo che lo spinge a chiedere continui prestiti al suo agente e al suo editor. Poi c’è il padre e il marito cinico e dolcissimo, geloso e vendicativo. Continua a leggere

I bestseller del 2016 editore per editore

Bestseller, libri migliori editore per editoreDi articoli sui libri migliori dello scorso anno ne sono apparsi davvero troppi, dopo tre anni (2013, 2014, 2015) ho quindi deciso di cambiare la domanda e di chiedere quale sia stato e come mai il titolo più venduto del 2016 per ciascuna casa editrice. Ecco le risposte di ad est dell’equatore, Atlantide, CasaSirio, Einaudi, e/o, Garzanti, Iperborea, Las Vegas, LiberAria, Longanesi, L’Orma, Marcos y Marcos, minimum fax, Neo, NN, Ponte alle Grazie, Racconti, 66thand2nd, SUR, Tunué, Voland. Continua a leggere

TUTTO IL NOSTRO SANGUE di Sara Taylor, recensione

tutto-il-nostro-sangue_sara-taylor_copertinaL’ambizioso e convincente romanzo d’esordio di Sara Taylor, Tutto il nostro sangue

Il titolo originale di Tutto il nostro sangue (tradotto da Nicola Manuppelli per minimum fax) è The Shore, come le isole della Virginia in cui è ambientato e dove Sara Taylor è nata e vive tuttora; la capacità di renderci familiare il paesaggio di una provincia dell’America rurale, tuttavia, non è che una delle molte doti che l’autrice dimostra in quest’opera d’esordio bella e inconsueta. Come Olive Kitteridge della Strout, Tutto il nostro sangue è sì un romanzo, ma composto da racconti, della misura di un capitolo ciascuno, che attraversano oltre due secoli (dalla metà dell’Ottocento a un distopico futuro prossimo) e seguono le travagliate esistenze dei discendenti di una guaritrice “mezzo sangue” (padre bianco e madre indiana). Continua a leggere

Intervista ad Anna Mioni, traduttrice di SENZA PELLE di Nell Zink

Anna MioniAnna Mioni è la titolare dell’agenzia letteraria AC² e tra le sue ultime traduzioni figura Senza pelle di Nell Zink (minimum fax): un’opera la cui protagonista, Tiffany, sembra lasciarsi attraversare dalle proprie esperienze e ci racconta, come se fosse una semplice spettatrice, il precoce e turbolento matrimonio con un birder, le relazioni extraconiugali, la progressiva acquisizione di una coscienza ecologica, il costante tentativo di sopravviversi.

Senza pelle si inserisce in un filone della letteratura contemporanea (da Annie Ernaux a Jenny Offill, gli esempi sono tanti) caratterizzato da scrittrici che raccontano una storia attraverso una narratrice interna, che talvolta ha molto in comune con loro: cosa caratterizza e distingue secondo te il romanzo d’esordio di Nell Zink?
La prima cosa che salta all’occhio: l’autrice non fa niente per renderci simpatica la narratrice, facendo saltare così il meccanismo della potenziale identificazione del lettore con il protagonista. Tiffany è volutamente superficiale, incostante, antipatica. Ma, tramite la sua osservazione della natura, ci apre squarci originali e impensati sul comportamento umano. In questo romanzo molto breve si toccano temi profondi e importanti, in modo più fulminante e condensato di un testo lungo. C’è inoltre un sottotesto filosofico molto forte, ricco di riferimenti, che una persona con una cultura in quel campo dovrebbe cogliere all’istante, anche se è usato in modo da non ostacolare la lettura a chi invece non lo conosce.

Per minimum fax avevi già tradotto altre opere: le hai proposte tu alla casa editrice o sono stati loro ad affidartele? Come hai “incontrato” Senza pelle della Zink e quali difficoltà specifiche ha comportato la sua traduzione (oltre, suppongo, a doversi studiare i rudimenti di ornitologia)?
Quando si traduce dall’inglese è virtualmente impossibile riuscire a proporre un libro da tradurre a una casa editrice: nella maggior parte dei casi gli editori ricevono i libri da agenti italiani o stranieri ben prima della pubblicazione all’estero. Quindi è stata minimum fax a scegliere quali libri affidarmi, basandosi sui registri che mi riesce meglio tradurre e, per i libri musicali, sulle mie competenze in materia.
Le difficoltà di traduzione nel libro della Zink sono state prima di tutto le numerose citazioni letterarie e musicali nascoste nel testo, che in alcuni casi ho smascherato da sola; altre volte, nei casi in cui era necessario un background specifico per notarle, è stata l’autrice a segnalarmele perché non aveva lasciato indizi riconoscibili della loro presenza. Inoltre, l’autrice vive in Germania da molti anni e a volte usa espressioni tradotte di peso dal tedesco, però le segnala quasi sempre. Ma in generale il traduttore esperto ha l’orecchio allenato a queste anomalie del testo e le nota subito, e quando non riesce a risolvere l’enigma con i suoi mezzi consulta l’autore.
Quanto ai riferimenti al mondo dell’ornitologia e del bird watching, in realtà non si tratta tanto di difficoltà, quanto della prassi normale per un traduttore professionale: documentarsi sugli argomenti trattati dal testo e cercare le migliori fonti (e, se necessario, gli esperti) da consultare per renderle in modo equivalente in italiano. Non è un’eccezione, ma la normalità del nostro lavoro, quando viene svolto con scrupolo. Continua a leggere