L’INTRUSO di Luigi Bernardi, recensione

Luigi BernardiPubblicata postuma da DeA Planeta l’ultima opera di Luigi Bernardi, L’intruso

Già il titolo, L’intruso, sta a indicare l’anomalia di questo libro autobiografico all’interno della produzione letteraria di Luigi Bernardi, ma si riferisce anche al cancro che si è innestato nel suo corpo per devastarlo: «Mi scopro le dita delle mani e dei piedi strette ad artiglio. Parlassero, ringhierebbero. Non è un effetto collaterale della metastasi. È una postura che non mi era mai appartenuta e che adesso invece si avvia a diventare il mio biglietto da visita. Un principio di difesa, credo. Stringo fino a farmi male. Vorrei strappare forse, artigliare, menare colpi, proteggermi».
Non sono però solo pregne di dolore queste pagine, Continua a leggere

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QUANTE BUGIE HAI DETTO QUESTA SERA di Alessio Di Girolamo, dietro le quinte

Quante bugie hai detto questa sera_copertina_Di Girolamo_TerraRossa EdizioniUna storia su quanto si possa esser soli nella scoperta della propria sessualità e di come la realtà sia la menzogna che ciascuno racconta a se stesso Continua a leggere

Invito alla lettura di Pierluigi Cappello

Pierluigi CappelloIn occasione della pubblicazione di Un prato in pendio (BUR), raccolta di tutte le liriche di Pierluigi Cappello, ho chiesto a tre esperti di poesia e suoi estimatori di scrivere un breve invito alla lettura di questo autore. Da profano della materia, ho apprezzato molto la densità e insieme la limpidezza dei suoi versi, ma soprattutto il dono di Cappello di emozionarsi ed emozionarci dinanzi a un volto, a un insetto, a un’immagine quotidiana, consapevole che attraverso la scrittura si “coglie la sfuggente occasione di dare un ordine, fosse pure precario, a una parte, fosse pure minuscola, dell’universo”, come lui stesso dichiara in Cassacco, anno zero. Continua a leggere

Intervista a Stefano Izzo, editor della narrativa italiana di DeA Planeta

Stefano Izzo, editor della DeA PlanetaAvevo già intervistato Stefano Izzo quando lavorava per Rizzoli; da qualche mese si occupa però della narrativa italiana di DeA Planeta: un nuovo e ambizioso marchio frutto della collaborazione tra il Gruppo Planeta e quello De Agostini. Sono dunque tornato a fargli qualche domanda per scoprirne di più su questa nuova impresa. Continua a leggere

ELMET di Fiona Mozley, recensione

Elmet, Fiona Mozley, Fazi copertinaElmet, il celebrato esordio di Fiona Mozley appena pubblicato da Fazi

Finalista al Man Booker Prize e selezionato come libro dell’anno da diverse prestigiose riviste, Elmet si presenta come un clamoroso caso editoriale intorno al quale la critica anglofona ha speso elogi sperticati. Si è parlato di un “Cime tempestose scritto con una voce completamente nuova” su «Stylist» e di “un mix fra Hansel e Gretel e Il padrino” su «The Sunday Times»; un riferimento pertinente sarebbe invece senz’altro Tutto il nostro sangue di Sara Taylor: anche nel romanzo d’esordio della trentenne inglese Fiona Mozley l’ambientazione prevalente è rurale e pienamente novecentesca e c’è una violenza compressa che solo a tratti si manifesta, per poi dilagare nel finale. Continua a leggere

Intervista a Riccardo Michelucci, traduttore di Paul Lynch

Neve nera_Paul Lynch_66thand2ndDopo Cielo rosso al mattino, 66thand2nd ha affidato a Riccardo Michelucci anche la traduzione del secondo romanzo di Paul Lynch, Neve nera. In quest’opera, l’autore conferma la sua scrittura materica e replica l’efficace escamotage di interrompere la narrazione in prima persona con degli innesti in prima, che qui danno voce al figlio dei due protagonisti: una coppia di coloni che nella prima metà del ’900 lascia gli Stati Uniti per fare ritorno in un’Irlanda rurale, dove l’insofferenza della comunità locale li condurrà a esiti sempre più drammatici.
Qui di seguito l’intervista a Riccardo Michelucci, giornalista e studioso dell’Irlanda oltre che traduttore.

È stato lei a proporre alla 66thand2nd la traduzione dei romanzi di Paul Lynch o la casa editrice ad affidargliela?
No, è stata Isabella Ferretti di 66thand2nd a farmi conoscere questo autore straordinario, del quale fino a qualche anno fa avevo solo sentito parlare, e ad affidarmi la traduzione delle sue opere. Avevo già lavorato per loro cimentandomi con un famoso drammaturgo irlandese del Secondo dopoguerra, Brendan Behan. Ma la traduzione di Un irlandese in America. La New York di Brendan Behan (Brendan Behan’s New York) è stato un lavoro completamente diverso, più breve e assai meno impegnativo rispetto a Lynch. Continua a leggere