Da editor a editore, che follia

Brevi considerazioni sul sistema editoriale e nuova vita per il sottoscritto, ovvero stop and go per TerraRossa Edizioni

Quando nelle scorse settimane accennavo alla possibilità di acquistare e gestire in prima persona il marchio di TerraRossa Edizioni, le reazioni erano sempre e solo di due tipi: sgomento e invito a riconsiderare l’eventualità da parte di chi lavora nel mondo editoriale, esaltazione e felicitazioni da tutti gli altri. Cercherò allora di spiegare agli uni e agli altri cosa mi abbia spinto a compiere questo azzardo e perché il mio entusiasmo fosse contenuto.
Ormai quasi nessuno dei piccoli e medi editori riesce a sopravvivere con i proventi della vendita dei libri, nonostante lo sfruttamento di risorse umane sottopagate – professionisti che, pur di vedersi impiegati nel settore per il quale si sono formati, svendono le proprie capacità e il proprio tempo finché esigenze famigliari e spossatezza non li dirottano altrove. Ecco perché ovunque sorgono corsi di scrittura, di editoria, di lettura, di packaging e nonosocosaltro: chi li organizza ha bisogno di far cassa, per sopravvivere, per non dover scendere dalla giostra; chi li segue spera di aumentare le proprie qualifiche per esser preso in considerazione, ignaro di cosa l’attenda.
Il dramma non è solo quello per cui in Italia si legge poco e male: solo il 40% dei nostri connazionali legge almeno un libro l’anno e di questi diversi si limitano all’oroscopo di Paolo Fox o a un ricettario di Benedetta Parodi. Il problema è anche che degli introiti delle (scarse) vendite non è nemmeno l’editore a beneficiarne. Del prezzo di copertina circa il 55% va a promotori e distributori (che a loro volta concedono ai librai uno sconto del 30% più o meno); il 15% circa sono i costi di stampa; tra il 7 e il 10% i diritti d’autore (sì, anche gli scrittori se la passano molto male). Dal restante 20% circa devono uscire tasse, costi di spedizione, copie in promozione e ovviamente i compensi dei collaboratori: editor, redattori, grafici, addetti stampa, web e social media manager (qualora qualcuno non riesca a ricoprire più ruoli). Finisce che l’editore non solo non ci guadagna nulla, ma deve rimetterci del suo – a meno che non venda migliaia di copie (spesso a enti e istituzioni) o si specializzi nell’intercettare i bandi con cui nazioni (culturalmente) più evolute della nostra sovvenzionano le traduzioni.
Ho dunque buone ragioni per essere piuttosto preoccupato, no? Un conto è percepire una miseria per valutare inediti e occuparsi della revisione dei testi insieme agli autori, ossia fare l’editor; un altro è sorbirsi rogne burocratiche, fiscali e gestionali, pagando (poco) i collaboratori anziché venir pagati (poco), ossia fare l’editore. E allora perché rischiare? Perché portare avanti un progetto nel quale chi mi ha suggerito di crearlo ha smesso di crederci prima ancora di cominciare?
Parlare di vocazione pare ridicolo? E allora diciamo per ostinata passione, ecco, ma non solo. Credo che il sistema sia diventato talmente grottesco che le ragioni per le quali un tempo si faceva editoria ormai sono considerate folli: ossia cercare di proporre libri diversi da quelli che il pubblico si aspetta, sforzarsi di formare lettori pensanti e consapevoli, perseguire un’idea di letteratura che sondi le possibilità del linguaggio e quelle dell’invenzione. Di questa follia però abbiamo tutti dannatamente bisogno, più di quanto si creda. E allora ci provo: voglio far le cose per bene, senza eccessive ambizioni ma con serietà e determinazione. Nella peggiore delle ipotesi, quanto avrei speso per cambiare finalmente auto sarà servito a pubblicare qualche buon libro.
A voi chiedo però di dare un’occhiata alle pubblicazioni di TerraRossa Edizioni e se vi incuriosiscono di acquistarle, meglio ancora se direttamente dal sito: http://www.terrarossaedizioni.it/ (a breve però, salvo imprevisti, verranno distribuite da Libro Co e potrete acquistarle senza le attuali difficoltà in tutte le librerie e gli store online). Venite poi a trovarci al nostro stand a Più libri più liberi a Roma (6-10 dicembre): avrete modo di sfogliare in anteprima il nuovo romanzo di Cristò, Restiamo così quando ve ne andate, un’opera formidabile che inaugura nel migliore dei modi il nuovo percorso intrapreso.
Ma non basta: se leggete qualcosa che vi entusiasma siatene promotori instancabili; se si organizza qualche evento letterario nella vostra città che credete possa interessarvi, non lasciatevi scoraggiare dal traffico o dalla pigrizia; se continuate ad aggiornare compulsivamente la home dei social network, spegnete smartphone-tablet-computer e aprite un libro che avete scelto con cura tra quelli che vengono pubblicati con dedizione.

Annunci

24 thoughts on “Da editor a editore, che follia

  1. Guido Sperandio ha detto:

    Auguri! 🙂
    Capisco benissimo e immagino, sì, le vie al suicidio sono infinite 🙂

  2. Claudia Lamma ha detto:

    sei un grande Giovanni.

  3. Alessandro Madeddu ha detto:

    In groppa al riccio! 🙂

  4. Chiara R. ha detto:

    Quindi è ufficiale? Sono molto felice per te e da parte mia e del mio blog, avrai tutto il sostegno che meriti. 😀

  5. stefano ha detto:

    Bene, ora basta trovare un autore che vi faccia sfondare ed è fatta.

  6. lamelasbacata ha detto:

    Davvero complimenti e un in bocca al lupo. Sul sito ho trovato titoli interessanti e farò acquisti con piacere. Negli ultimi anni mi sto orientando sempre più verso i piccoli editori indipendenti e la qualità è molto alta.

  7. Spero di farcela a venire a Roma!

  8. raf71 ha detto:

    In bocca al lupo!

  9. pani ha detto:

    uh! Allora credo che PLPL farò un salto allo stand.

  10. Martino ha detto:

    Forza Giovanni!

  11. […] follia però abbiamo tutti dannatamente bisogno”, coroni con queste parole sul tuo blog il grande annuncio: sei appena passato dal ruolo di editor a quello di editore. In che modo ha preso vita questo […]

  12. […] di libri senza pedanteria, di tirar fuori continuamente aneddoti e curiosità. Nel frattempo da editor sono diventato editore e continuo a esser fiducioso di vincere: il suo è un romanzo che sta avendo successo perché […]

  13. haikuspot ha detto:

    E allora buona fortuna ai compagni di follie! L’editoria come la scrittura sono due malattie pressoché inguaribili, non ne usciremo. Tantovale picchiare fino alla fine 😉

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...