LA BIBLIOTECA DI GOULD di Bernard Quiriny, recensione – About short stories

la_biblioteca_di_gould_ormaLa raccolta “plurima” di Bernard Quiriny all’insegna del divertissement

La biblioteca di Gould. Una collezione molto particolare di Bernard Quiriny è la quinta opera della collana Kreuzville (L’orma editore), che si propone di indagare la contemporaneità attraverso opere francesi e tedesche. Si deve a Lorenza Di Lella e a Giuseppe Girimonti Greco la traduzione di questa “plurima” raccolta di racconti: plurima perché composta da tre sillogi di narrazioni brevi a montaggio alternato. Continua a leggere

Luciano Bianciardi, LA VITA AGRA

la_vita_agra_bianciardi[La vita agra di Luciano Bianciardi è la storia di una vocazione all’impegno civile disattesa, di un uomo sposato e una donna che nonostante tutto decidono di amarsi, ma è anche la storia dell’Italia del miracolo economico e della sua nascente società dei consumi che rendono gli operai schiavi e i cittadini semplici acquirenti. Sorprendono davvero – tanto più tenendo conto che l’opera è stata pubblicata nel 1962 – la scrittura torrenziale e parodistica, il sarcasmo e l’acume di Bianciardi, sebbene la narrazione finisca un po’ per perdersi nella sua pirotecnica verbosità.
Insomma, se non avete già letto La vita agra, vi auguro di farlo quest’estate (senza scoraggiarvi alle prime “deliranti” pagine) e qui di seguito riporto un estratto di quella che potrebbe essere intesa come una dichiarazione di poetica dello stesso Bianciardi.] Continua a leggere

CARTONGESSO di Francesco Maino, recensione

cartongesso_mainoCartongesso di Francesco Maino, un esordio capace di coniugare letteratura e impegno

Vincitore del Premio Calvino 2013, Cartongesso (Einaudi) di Francesco Maino è uno di quegli esordi che restituiscono fiducia nella capacità della narrativa italiana di raccontare il nostro tempo e di ridefinire i canoni letterari.
Si sostanzia delle amare considerazioni del protagonista sulla realtà che lo circonda, tanto che è stato definito “romanzo invettiva”, e se non c’è una trama tradizionale ben definibile c’è però la storia del degrado italiano degli ultimi decenni: «Maledetti insaponatesi, maledetti italiani, penso io, gente che ha fallito la propria missione, si è giocata la vita così: ha scelto d’auto-asfaltarsi, ha scelto di pasteggiare a catrame, ha scelto gli auto-lavaggi, ha scelto le borsette di plastica e la grande distribuzione, le mandorle di compiacenza, la mona abusiva, la convenienza. […] questo paese non è avanzato di un solo centimetro in cinquant’anni (50). Anzi, è indietreggiato. E a forza di camminare all’indietro e disperdere le scorte di democrazia e passione civile è stato annientato. È stato venduto. Ha perso ogni identità».
Se l’Italia intera è un luna park dell’imbarbarimento, la giostra su cui si trova il protagonista-narratore è il Veneto orientale. Michele Tessari, che con Francesco Maino ha molto in comune, vive infatti a Insaponata (San Donà di Piave) ed è un avvocato affetto da disturbo bipolare; la sua vicenda personale si delinea attraverso frammenti di esistenza disseminati lungo il corso del suo torrenziale monologo: dai traumi dell’infanzia agli amori corrisposti e non, dal legame con i famigliari al percorso di studi, dal praticantato alla corte di uno sciacallo al tentativo di aiutare extracomunitari e derelitti. Continua a leggere

Vita da editor (55)

Scrittore: Salve, ho pubblicato un romanzo su ilmiolibro.it; ti andrebbe di recensirlo sul tuo blog?

Editor: Non molto… Devo ancora leggere i testi che mi sono stati inviati qualche mese fa e, in verità, non mi è mai capitato di trovare opere valide autopubblicate.

Scrittore: Ah, ok. Allora potresti intervistarmi.

Editor: Senza sapere come scrivi?!?

Scrittore: E perché no? Che ti costa?

Editor: Non mi piacciono gli appuntamenti al buio…

 

Vita da editor (54): http://giovannituri.wordpress.com/2014/06/17/vita-da-editor-54/

PASSI di Jerzy Kosinski, recensione – About short stories

passi_kosinski copertinaJerzy Kosinski e la fenomenologia dell’abbrutimento

Passi (Elliot Edizioni, traduzione di Vincenzo Mantovani) è da molti considerato il capolavoro di Jerzy Kosinski, scrittore di origine polacca e statunitense di adozione, morto suicida nel 1991. Passi non è un romanzo, sebbene taluni lo definiscano tale, ma una successione di crudeli frammenti narrativi, scritti in prima persona, che compongono una sorta di fenomenologia dell’abbrutimento: non vi è mai una condanna, un giudizio, è come se ogni morale venisse sospesa in un’osservazione distaccata che si traduce in una prosa algida e lacerante.
Non è difficile immaginare lo scalpore che destò l’opera quando venne pubblicata, nel 1968, dal momento che ci sono dialoghi sulla fellatio e amori adulteri vissuti con disinvoltura, stupri di gruppo e di “altro tipo” (una ragazza per scommessa viene sottoposta alle voglie di un animale), vendette atroci compiute sui ignari bambini e giochi dagli esiti mortali, violenze fisiche e psicologiche, irrisione delle gerarchie militari e delle norme del vivere civile. Continua a leggere