Io, Claudia Lamma e Jenny la Secca: suppergiù una storia d’amore (editoriale)

copertina Jenny la Secca di Claudia Lamma, TerraRossaVi racconto l’apprensione, l’entusiasmo, la frustrazione e l’affetto che ci sono dietro a un libro, ovvero il labirintico percorso che ha portato alla pubblicazione di Jenny la Secca, romanzo d’esordio di Claudia Lamma. Il mio lavoro, in fondo, questo è: stabilire legami con chi scrive per provare a raggiungere chi legge.

Ho un paio d’ore di tempo e ne approfitto per controllare le e-mail che mi sono arrivate all’indirizzo della Stilo Editrice. Ormai lo faccio saltuariamente, sia perché ho la testa a un altro progetto che si delinea all’orizzonte (TerraRossa Edizioni), sia perché siamo ad aprile (del 2015): uno dei quattro mesi durante l’anno in cui faccio la guida turistica a tempo pieno, sette giorni a settimana – prima o poi sarebbe interessante condurre un’inchiesta sui secondi e terzi lavori della quasi totalità dei professionisti dell’editoria.
Tra i tanti inediti c’è quello di una bolognese, sono circa 650.000 battute: pubblichiamo testi molto più corti e per ragioni distributive e promozionali stiamo privilegiando gli autori pugliesi. Insomma, potrei cestinarlo direttamente, anzi, sarebbe la cosa più logica da fare. Invece comincio a leggere le prime righe di Jenny la Secca, mi prendono: c’è un tizio malconcio legato su una sedia e a ridurlo così sono stati due suoi amici. Sbircio l’ora. Ho ancora una ventina di minuti, poi devo spegnere il pc e scappare al parcheggio degli autobus. Sposto il file sul desktop e do un’altra occhiata alla biografia dell’autrice, Claudia Lamma: curriculum letterario pari a zero. La cerco su Facebook: quasi tutti gli aspiranti scrittori hanno chiesto (e ottenuto) l’amicizia di autori affermati, giornalisti, blogger che sono anche tra i miei contatti. Niente. Continua a leggere

Intervista a Cristina Palomba, editor di Ponte alle Grazie

Ponte alle Grazie, logo casa editrice, intervista a Cristina PalombaIntervista a Cristina Palomba editor dal 2000 di Ponte alle Grazie, casa editrice del Gruppo Mauri Spagnol

Quale percorso formativo e professionale ti ha portato a diventare editor di Ponte alle Grazie?
Sono laureata in filosofia, sono stata una lettrice vorace e ho studiato musica. Direi che questa è la partenza. Ho cominciato abbastanza in tenera età – avevo 23 anni – a fare la lettrice per Longanesi, dal francese. Ho fatto poi mille cose come collaboratrice, dallo spedire pacchi alla correzione di bozze. Nel 1994 ho iniziato a lavorare in redazione in Salani.

Attraverso quali canali vengono selezionati gli inediti di narrativa italiana e straniera? Cosa deve contraddistinguerli perché entrino a far parte del vostro catalogo?
I canali sono quelli tradizionali per tutti gli editori: agenti, editori stranieri, scrittori e giornalisti, amici, ma anche incontri casuali.
Cosa deve contraddistinguerli: ecco, questa è veramente una domanda difficile. Facciamo narrativa letteraria – e mi pare una parola di una incredibile vuotezza ma non saprei come altro definirla. La saggistica viene selezionata in base all’argomento – psicologia, filosofia, musica, giardino e natura – ma in verità non siamo mai rigidi. Se un libro ci sembra interessante, lo facciamo. Qualche anno fa ci hanno chiesto uno slogan per il sito Ponte alle Grazie. Ci abbiamo pensato a lungo e alla fine abbiamo scelto: Libri per cambiare idea. Mi pare che questo motto ci rappresenti bene. Continua a leggere

Come proporre un manoscritto: la sinossi e la biografia

come-proporre-un-manoscritto-sinossi-e-biografia_edward-hopper-office-at-nightA meno che non gli sia stata richiesta una scheda di valutazione (e venga pagato per farla), è probabile che un professionista dell’editoria dedichi a ciascun manoscritto solo un’attenzione limitata, per cui è fondamentale che il modo in cui gli viene proposto sia quello giusto: potrebbe influire sul suo approccio all’opera, fermo restando che, se non viene incuriosito dalle prime pagine e da quelle a campione con cui ne saggerà la caratura, difficilmente deciderà di leggerlo integralmente (concedendogli due-tre-quattro giorni, quelli che occorrono insomma). Ecco alcuni consigli per scrivere efficacemente sinossi e biografia.

Sinossi
Si tratta di una breve presentazione del testo, e breve vuol dire appunto non più di una cartella (2000 battute circa), altrimenti si fa prima a saggiare direttamente l’inedito. [Sembra scontato, ma ne ho viste alcune lunghe sino a cinque-sei cartelle.]
Occorre essere chiari perché, se già è incomprensibile il modo in cui ricostruite la trama e giustificate le scelte stilistiche, si inizia a dubitare delle vostre capacità autoriali ancor prima di cominciare a leggere il manoscritto. [Dopo aver riletto una mail di presentazione tre volte e aver provato a fare l’analisi logica per ricostruire il senso dei periodi, è difficile resistere alla meschina tentazione di cestinare subito tutto.] Continua a leggere

Vita da editor (72)

Scrittore: Le invio in valutazione un noir ideologicamente impegnato, ma non privo di umorismo e nonsense. Lo stile potremmo definirlo grottesco e iperreale, una sintesi inedita tra stile carveriano e massimalismo postmoderno.

Editor: Accidenti! Credo che abbia inaugurato un nuovo genere letterario: potremmo definirlo pot-pourri…

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Vita da editor (71):
https://giovannituri.wordpress.com/2016/05/26/vita-da-editor-71/

 

Vita da editor (71)

Editor: Ci sono diversi termini in russo: è comprensibile considerando le origini del personaggio, ma lo hai studiato? Ti sei rivolto a un bilingue?

Scrittore: Tranquillo, ho usato Google Translate!

Editor: Stai scherzando?

Scrittore: No. Perché? Google Maps funziona alla grande!

Editor: …

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Vita da editor (70):
https://giovannituri.wordpress.com/2016/04/14/vita-da-editor-70/

Vita da editor (70)

Passa la scadenza stabilita* e tu resti in fiduciosa attesa per qualche giorno.
Poi mandi un messaggio neutrale; così, tanto per sapere – non hai risposta.
Provi con una mail cordiale e di spirito – niente.
Tenti allora con una seconda mail, questa volta un po’ piccata – ancora niente.
Non resta che vincere la tua ritrosia e telefonare – ovviamente squilla a vuoto.
Certi editori sono peggio della più carina della classe; almeno, però, quando vai ad aspettarli sotto casa non hai paura del papà.

*per il pagamento di un lavoro, la consegna delle bozze o la pubblicazione di un testo che hai editato: cambia poco…

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Vita da editor (69):
https://giovannituri.wordpress.com/2016/03/16/vita-da-editor-69/