Intervista a Kareen De Martin Pinter, autrice di DIMENTICA DI RESPIRARE – Professione scrittore 27

Kareen De Martin Pinter, autrice di DIMENTICA DI RESPIRARE , intervista

Foto di Klara Beck

Dopo aver esordito per Mondadori nel 2013 con L’animo leggero, Kareen De Martin Pinter ha pubblicato con Tunué il suo secondo romanzo nella collana diretta da Vanni Santoni.
Giuliano, il protagonista di Dimentica di respirare, ha un pensiero forte che lo trattiene sul fondo del mare e quando Maurizio gli insegnerà la disciplina avrà inizio la sua carriera di apneista. L’autrice ce lo presenta però quando la sua parabola sta per declinare, attraverso una scrittura ipnotica, anche quando impone al lettore degli scarti, poiché narrazione in prima persona al presente, visioni e ricordi si inanellano senza interruzioni. È un romanzo che sembra riprodurre l’esplorazione subacquea fatta di subitanee apparizioni attraverso una densità lì di materia qui di parole, ma è anche un omaggio al mare e alle sue creature, insieme crudeli e dispensatori di grazia. Continua a leggere

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Nuovi promettenti autori italiani e qualche consiglio a chi aspiri a diventarlo

libri visti dall'altoL’importanza della piccolo-media editoria, delle agenzie letterarie e delle riviste per dar voce agli scrittori emergenti: gli esempi di Roberto Camurri, Michele Orti Manara e Paolo Pecere

Esauritasi la “moda degli esordienti”, lanciata un decennio fa dal successo della Solitudine dei numeri primi di Paolo Giordano, a dar spazio ai nuovi autori sono tornati in prevalenza i piccoli e medi editori, come già rilevavo in un post di un paio di anni fa. Ebbene, è ancora su di loro che dovrebbero puntare gli scrittori emergenti o aspiranti tali, ma tenendo conto di alcune evidenze: valutare centinaia di testi, con la prospettiva di trovarne uno apprezzabile ogni cinquanta e più, è un lavoro improbo e poco proficuo, perciò è diventato sempre più importante il ruolo degli agenti letterari. Costoro, se svolgono seriamente il proprio lavoro, non solo selezionano le opere che ritengono interessanti, ma le propongono poi a quegli editori che pubblicano libri di quel genere: di conseguenza il testo giunge sul desktop di chi lo valuterà attraverso una corsia preferenziale e a traffico ridotto. Continua a leggere

Dietro le quinte della GENTE PER BENE di Francesco Dezio

La gente per bene_Francesco DezioCome un’eruzione di ironia, acume e frustrazione diventi una potente opera letteraria

Lo smartphone comincia a squillare e compare il nome di Francesco Dezio. Ho qualche istante di esitazione prima di rispondere: le sue telefonate sono sempre sfiancanti, ma è anche uno degli scrittori più talentuosi con cui abbia mai lavorato.
Mi chiede se abbia notizie sulla data di pubblicazione di Nicola Rubino è entrato in fabbrica: abbiamo da poco terminato la revisione per rieditare con TerraRossa il romanzo che aveva segnato il suo folgorante esordio con Feltrinelli. Poi tira fuori il vero motivo della chiamata: come mi aveva accennato un paio di mesi prima, ha terminato di scrivere il nuovo romanzo, La gente per bene, e vorrebbe che lo valuti; avevo rimandato il tutto a giugno (2016), quando sarei stato un po’ più libero e ora non posso tirarmi indietro. Continua a leggere

LE CASE DEL MALCONTENTO di Sacha Naspini, recensione

Le case del Malcontento_Sacha Naspini_copertinaL’umanità incarognita in una grande narrazione corale: Le Case del malcontento di Sacha Naspini

Quando allo scorso Salone del Libro di Torino Claudio Ceciarelli, editor e/o, mi ha annunciato le novità in pubblicazione, a un certo punto ho colto nel suo tono un orgoglio trattenuto a stento: aveva iniziato a parlarmi dell’ultimo romanzo di Sacha Naspini, Le Case del malcontento. Ne ero dunque incuriosito, anche se il legame che si instaura tra un editor e un’opera sulla quale è intervenuto prescinde talvolta dal suo valore letterario.
Sono bastate le prime pagine per farmi deporre lo scetticismo e le successive mi hanno confermato che è realmente un romanzo ironico e angosciante, che a più riprese assesta mirati manrovesci al lettore, sino al colpo di scena finale. Continua a leggere

Io, Cristò e il suo ultimo romanzo: RESTIAMO COSÌ QUANDO VE NE ANDATE

Giovanni e Cristò, prima di Restiamo così quando ve ne andateStoria di un’amicizia, dell’ultimo romanzo di Cristò e di una scommessa (che non intendo perdere)

Ci sono due ricordi legati a Restiamo così quando ve ne andate, che all’epoca era ancora intitolato L’hashish nobilita l’uomo: risalgono uno all’estate del 2014 e l’altro a quella successiva. Nel primo siamo al mare, nei pressi di Ostuni, e Cristò mi ha appena consegnato il dattiloscritto, spiegandomi cosa sia e trattenendo a stento la voglia di anticiparmi come spiazza il lettore. Nell’altro ci troviamo sotto casa di un’amica comune: da Einaudi gli hanno dato risposta negativa e sto cercando di rassicurarlo sul valore di quanto ha scritto. Sa che lo penso davvero, perché non sempre ho espresso giudizi positivi su ciò che mi ha fatto leggere, e mi chiede di aiutarlo a trovare un editore. Continua a leggere

IPOTESI DI UNA SCONFITTA di Giorgio Falco, recensione

Copertina IPOTESI DI UNA SCONFITTA di Giorgio Falco, EinaudiIpotesi di una sconfitta, un bel romanzo che mi ha deluso

Prima di confrontarmi con l’ultimo romanzo di Giorgio Falco, Ipotesi di una sconfitta (Einaudi Stile libero), avevo letto delle recensioni molto lusinghiere di critici di valore e alcuni post entusiasti sui social network, per giunta avevo già apprezzato altre due sue opere, Pausa caffè e Sottofondo italiano, e diversi dei racconti raccolti nell’Ubicazione del bene. Non credo però che le riserve su quest’opera siano ascrivibili esclusivamente all’aspettativa molto alta. Continua a leggere

Sono di Cosimo Argentina, Osvaldo Capraro e Francesco Dezio i primi tre Fondanti

copertine Fondanti_lightNicola Rubino è entrato in fabbrica di Francesco Dezio, Né padri né figli di Osvaldo Capraro, Il cadetto di Cosimo Argentina: le prime tre riscoperte della collana Fondanti di TerraRossa Edizioni.

Occorre interrogarsi su quante opere siano introvabili già a pochi anni dalla loro pubblicazione, sebbene abbiano ancora molto da dire ai lettori e siano migliori di gran parte delle novità che ogni settimana ingombrano gli scaffali delle librerie. Ma il dissenso e la polemica accendono gli animi (e i dibattiti sui social network) per qualche giorno e poi si stemperano senza lasciare traccia. Meglio allora invertire concretamente un trend insostenibile come quello dei “libri usa e getta”: la letteratura è e deve continuare a essere ciò che resta e continua a rivolgersi a ciascuno di noi.
Quella della collana Fondanti, però, non vuole essere una sterile “operazione nostalgia”, né limitarsi a rendere nuovamente disponibili i testi in e-book (come la pur meritoria collana Laurana reloaded diretta da Marco Drago): l’intenzione è sì quella di ripubblicare in forma cartacea romanzi significativi già editi e ormai fuori commercio, ma dando la possibilità agli autori di rivitalizzarli attraverso l’evoluzione che ha caratterizzato la loro scrittura, magari recuperando episodi e scelte stilistiche che erano stati snaturati in fase redazionale. Ogni pubblicazione sarà dunque preceduta da una prefazione in cui ciascuno scrittore racconterà il percorso autoriale intercorso nel frattempo e se e quanto questo abbia influito durante la revisione del testo, prima solitaria e poi con me e Tiziana Giudice (che sta facendo un’egregia correzione di bozze). Continua a leggere