Pubblicazioni recenti: appunti di lettura e quinta pagella

pubblicazioni recentiIn questa pagella Una cosa che volevo dirti da un po’ di Alice Munro, La strada del Donbas di Serhij Žadan, La stanza profonda di Vanni Santoni, La stanza di Therese di Francesco D’Isa, Lions di Bonnie Nadzam, A fuoco vivo di Ivan Ruccione e anche un’opera meno recente che merita però di raggiungere nuovi lettori: Neve, cane, piede di Claudio Morandini.
I racconti della Munro e il romanzo di Morandini li ho letti a seguito del suggerimento dato da
Sandro Campani e da Alessandro Garigliano nelle rispettive interviste: a riprova del fatto che gli scrittori bravi sono anche buoni lettori (purtroppo non è invece vero il contrario, ma questo è un altro discorso).

Una cosa che volevo dirti da un po’, Alice Munro, Einaudi (traduzione di Susanna Basso)
In questi racconti c’è sempre un segreto, un’omissione che talvolta alimenta e altre seda le tensioni inespresse, i risentimenti che inquinano alcune esistenze. La Munro è abile nel rivelare le nostre meschinità, tanto quanto nello spiazzare il lettore nelle pagine o nei paragrafi conclusivi; con il suo stile sussurrato e tagliente fende i rapporti tra uomini e donne, tra giovani e anziani, tra consanguinei e in particolare tra sorelle (come nel testo che dà il titolo al volume o come nell’altrettanto splendido Cerimonia di commiato). La raccolta, riproposta da Einaudi, è del 1974 e dimostra un’autrice già pienamente matura, sebbene il Premio Nobel per la Letteratura le sia stato conferito solo nel 2013.
Voto: 8+

Neve, cane, piede, Claudio Morandini, Exòrma
Adelmo Farandola durante la seconda guerra mondiale ha imparato a nascondersi sui monti e ad apprezzare la solitudine, sino a scegliere di fare definitivamente a meno del consorzio umano; il suo passato affiora a tratti, poiché la narrazione ha inizio quando il protagonista comincia ad accusare vuoti di memoria, oltre che a dare segni di squilibrio sempre più evidenti, ma è proprio allora che trova qualcuno disposto a sopportarlo e con cui conversare: un cane. Gradualmente, però, il racconto montano diventa sempre più macabro, rivelandosi un’opera atipica e vibrante, corroborata da una scrittura materica, che impasta un’ottima abilità descrittiva con note talvolta cupe, talvolta ironiche e fiabesche. Si tratta di un romanzo pubblicato a fine 2015, ma di cui fortunatamente si è ricominciato a parlare lo scorso febbraio, quando è risultato il più votato di Modus Legendi​ 2017 (concorso promosso dai lettori e dedicato all’editoria indipendente).
Voto: 8-

La strada del Donbas, Serhij Žadan, Voland (traduzione di Giovanna Brogi e Mariana Prokopovyč)
È il protagonista stesso, Herman, a raccontare in maniera grottesca e ironica come finisca per farsi invischiare nella complicata situazione dalla quale è misteriosamente fuggito suo fratello: la gestione di una stazione di rifornimento contesa da un losco imprenditore. Sarà così costretto a tornare nei luoghi di frontiera in cui è cresciuto, a confrontarsi con persone bizzarre e imprevedibili e con un’inestinguibile violenza, ma avrà anche l’occasione di riscoprire la forza e il senso dei legami comunitari. Žadan ci presenta una periferia Ucraina da Far West contemporaneo, con la sua irriverenza e goliardia da Bukowski dell’Est.
Voto: 7,5

La stanza profonda, Vanni Santoni, Laterza
Dopo la controcultura dei rave in Muro di casse, attraverso la storia di un master e dei suoi sodali, Santoni espone nella Stanza profonda quella dei giochi di ruolo, basata sulla cooperazione dei partecipanti e priva di orizzonti temporali e finalità diverse dall’esplorazione dell’immaginario. L’autore limita qui la sperimentazione stilistica che contraddistingue altre sue opere, ma adotta un’efficace scrittura in seconda persona e riesce nel difficile intento di introdurre interamente e coerentemente l’indagine nella struttura romanzesca; ci conduce così nei mondi finzionali dei giochi di ruolo, dando al contempo concretezza alla sempre più spopolata e inerte provincia italiana (nello specifico quella toscana), dove il protagonista e altri appassionati si riunivano periodicamente per celebrare qualcosa di simile a un rito.
Voto: 7+

La stanza di Therese, Francesco D’Isa, Tunué
È un’opera sorprendente per l’originale ricorso a elementi grafici eterogenei, integrati nella narrazione, ma anche per la densità della riflessione a essa sottesa e che verte principalmente su limiti e infinito – la formazione di Francesca D’Isa, del resto, è artistico-filosofica. Tuttavia come romanzo patisce lo sbilanciamento speculativo, via via più marcato, e un plot sviluppato solo parzialmente: Therese si ritira in una stanza d’albergo per meditare e intrattiene una fitta corrispondenza con la sorella, che chiosa le sue lettere (i commenti sono in corsivo ai margini del testo) e gliele rispedisce; così il lettore partecipa al loro conflittuale confronto e apprende stralci della loro biografia. Prima ancora che raccontare la loro storia, l’autore si è posto però degli interrogativi di natura gnoseologica, a cui attraverso le osservazioni di Therese ha cercato di rispondere in una forma che forza i confini della pagina stampata e dei consueti generi letterari.
Voto: 7

Lions, Bonnie Nadzam, Edizioni Black Coffee (traduzione di Leonardo Taiuti)
Gordon vorrebbe proseguire l’attività del padre, saldatore, Leigh intende frequentare un college e soprattutto lasciare la desolata Lions, che lui la segua o meno: ruota intorno a questo contrasto il romanzo di Bonnie Nazdam, abile nel tracciare le dinamiche che si innescano in una piccola comunità rurale e nel definire caratterialmente i suoi personaggi, forse un po’ meno nell’imprimere accelerazioni e svolte inattese nella narrazione.
Voto: 7-

A fuoco vivo, Ivan Ruccione, Miraggi
Mariano è un cuoco che, a causa del lavoro, ha finito per trascurare moglie e figlia e non riesce nemmeno a dare forma alle sue ambizioni letterarie; l’insoddisfazione si tramuta in vessazioni a scapito del suo aiutante nella prima parte e in un girovagare inconcludente per la sua città, Vigevano, nella seconda. Un po’ semplicistica la psicologia dei comprimari; innumerevoli le similitudini azzardate e non sempre efficaci i tentativi di far sorridere il lettore. Inoltre, temi forti come la violenza domestica o la ludopatia vengono lambiti con una certa superficialità. Forse è un esordio prematuro, ma vi sono dei periodi di dilaniante amarezza che lasciano sperare in un esito diverso per l’opera seconda.
Voto: 5,5

Qui anche le altre pagelle pubblicate su Vita da editor:
https://giovannituri.wordpress.com/tag/pagella/

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5 thoughts on “Pubblicazioni recenti: appunti di lettura e quinta pagella

  1. […] libro che mi è piaciuto moltissimo (non tanto recente ma rilanciato da poco da Modus Legendi): Neve, cane, piede di Claudio Morandini, Exòrma […]

  2. […] libri hai apprezzato particolarmente tra quelli pubblicati negli ultimi mesi? Una cosa che volevo dirti da un po’, una raccolta di racconti di Alice Munro uscita originariamente nel 1974 ma tradotta da poco per […]

  3. Carla ha detto:

    M’incuriosiscono tantissimo La stanza profonda e La stanza di Therese, che recupererò prestissimo!

  4. […] quattro nuove recensioni della Stanza profonda: Lorenzo Fantoni su N3rdcore, Giovanni Turi su Vita da editor, e una doppietta: Critica letteraria a firma di Lorena Bruno e ancora Critica letteraria, a firma […]

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