LA NOVITÀ di Paul Fournel, recensione

recensione-la-novita-paul-fournel-voland«L’editoria è sessualmente trasmissibile», lo suggerisce Paul Fournel

È innegabile il fascino esercitato dalle professioni legate al mondo del libro, soprattutto su chi non lo conosce dall’interno: La novità di Paul Fournel, tradotto per Voland da Federica Di Lella, è però scritto da un autore che lavora nell’editoria e ce la racconta con sincerità, passione e perspicacia, tanto da fornirci in questo pregevole romanzo anche un ottimo manuale sull’argomento.
Il protagonista e narratore, Robert Dubois, è ormai diventato un ingombrante relitto per i soci di maggioranza della casa editrice che porta il suo nome e avverte con disagio le nuove prospettive aperte dal digitale; il suo, del resto, è ormai uno sguardo disincantato: «Da secoli ormai non leggo più, rileggo soltanto. Sempre la solita minestra che noi trasformiamo in novità, tendenze, rentrée letterarie, successi e flop, molti flop». Dubois sa di essere corresponsabile del declino delle patrie lettere: «Abbiamo svuotato i libri di contenuto per venderli meglio e ora non li vendiamo proprio più», ammette e poco oltre rincara: «Non facciamo che ripeterci all’infinito che pubblichiamo troppi libri inutili, che dovremmo smetterla, dopodiché continuiamo tutti a farne uscire il dieci percento in più all’anno»; follia? No, calcolo, poiché, come spiega a uno di quei manager che stanno prendendo il posto dei direttori editoriali, un’indagine di mercato richiede «tre volte il costo di un libro. Per cui abbiamo preso la brutta abitudine di fare i libri per sapere come vanno i libri». Poi, certo, gli editori non sono gli unici colpevoli: «Quando un autore ha successo, tutti desiderano che riscriva lo stesso libro. I lettori, i librai, l’editore (soprattutto se lo nega). Solo l’autore a volte ha qualche dubbio». Continua a leggere

I bestseller del 2016 editore per editore

Bestseller, libri migliori editore per editoreDi articoli sui libri migliori dello scorso anno ne sono apparsi davvero troppi, dopo tre anni (2013, 2014, 2015) ho quindi deciso di cambiare la domanda e di chiedere quale sia stato e come mai il titolo più venduto del 2016 per ciascuna casa editrice. Ecco le risposte di ad est dell’equatore, Atlantide, CasaSirio, Einaudi, e/o, Garzanti, Iperborea, Las Vegas, LiberAria, Longanesi, L’Orma, Marcos y Marcos, minimum fax, Neo, NN, Ponte alle Grazie, Racconti, 66thand2nd, SUR, Tunué, Voland. Continua a leggere

Pubblicazioni recenti: appunti di lettura e terza pagella

pagella 3_La vegetariana di Han Kang, Le cose che non facciamo, Andrés Neuman, Matteo ha perso il lavoro, Gonçalo M. Tavares, ecc.

Cercare di tenere il passo con le novità editoriali che si susseguono incessantemente è impossibile, ancor più recensirle, ma in qualche modo continuo a provarci. Ecco la terza pagella con La vegetariana di Han Kang, Le cose che non facciamo di Andrés Neuman, Matteo ha perso il lavoro di Gonçalo M. Tavares, Medusa di Luca Bernardi, Tempo senza scelte di Paolo Di Paolo, L’ultimo viaggio di Soutine di Ralph Dutli, Tokyo transit di Fabrizio Patriarca, Il primo giorno della tartaruga di Sirio Lubreto.

La vegetariana, Han Kang, Adelphi (traduzione di Milena Zemira Ciccimarra)
Yeong-hye comincia a fare dei sogni che turbano prima il suo rapporto con il cibo di origine animale e poi gli equilibri del suo stare al mondo. È lei la protagonista di questo contundente romanzo, ma a raccontarci le tre fasi della sua parabola sono lo stolido marito (unico narratore in prima persona); poi il cognato, artista sperimentale che la coinvolgerà in una performance estrema; infine la sorella, sempre più impotente dinanzi al disfacimento del proprio mondo e alla metamorfosi vegetale di Yeong-hye. Quella di Han Kang è una scrittura estrema, scarna e inquieta, che mette in evidenza la solitudine e la fragilità di ogni vita, di ogni psiche; ecco perché con La vegetariana si è aggiudicata il prestigioso Man Booker International Prize del 2016.
Voto: 8+ Continua a leggere

ABBACINANTE. L’ALA DESTRA di Mircea Cărtărescu, recensione

Abbacinante. L’ala destra. Mircea Cărtărescu, VolandSi conclude con Abbacinante. L’ala destra la trilogia del rumeno Mircea Cărtărescu pubblicata da Voland

Abbacinante. L’ala destra prosegue e porta a compimento il percorso di Mircea Cărtărescu attraverso la storia della Romania, il proprio passato e l’idea di una letteratura che assorbe e plasma una realtà dilatata. L’intera trilogia (che comprende anche Abbacinate. L’ala sinistra e Abbacinante. Il corpo) è stata tradotta a cura di Bruno Mazzoni per Voland, impresa non da poco; nella scrittura di Cărtărescu sogni, visioni, ricordi, riflessioni metaletterarie e satira politica si compenetrano al punto che lo stesso autore non è più in grado di delimitarne i confini: «[…] non so più quando vivo e quando scrivo. Quando passeggio per strada, mi rendo improvvisamente conto che sono in una via inesistente nella Bucarest reale, che è la strada descritta da me il giorno prima in questo libro illeggibile».
È dunque incoraggiante che Abbacinate. Il corpo abbia vinto il Premio Gregor von Rezzori e sia ora tra i finalisti per il Premio Strega Europeo; è il segnale che nonostante tutto si ritiene ancora un valore la capacità di sperimentare, di sovvertire i canoni della narrazione tradizionale, di sfidare il lettore chiedendogli di perdersi nell’incubo partorito da un’altra mente: «Il suo manoscritto era tutto quel che poteva essere più diverso da un romanzo: era un libro. Esso non poteva essere letto, come non è possibile leggere una pietra o una nuvola. Lo scriveva non con l’inchiostro di una biro, ma con il midollo stesso della sua spina dorsale». Continua a leggere

CONFORME ALLA GLORIA di Demetrio Paolin, recensione e intervista

Conforme alla gloria, Demetrio Paolin, Voland (copertina)A sette anni dal primo, esce il nuovo romanzo di Demetrio Paolin, Conforme alla gloria

Conforme alla gloria di Demetrio Paolin, pubblicato da Voland, è un romanzo duro nei contenuti e nitido nello stile, come se la scrittura densa e sorvegliata faccia da argine alla sofferenza dei tre protagonisti: Rudolf, figlio di un infervorato nazista, dal quale eredita una testimonianza delle atrocità commesse; Enea, sopravvissuto al campo di concentramento di Mauthausen, che continua a cercare un’impossibile espiazione; Ana, una giovane affetta da disturbi alimentari, ossessionata dalla sua pelle e dal suo corpo. Le loro storie si intrecciano e sembrano suggerire che anche chi non ha colpa non può redimersi dal male commesso, dalla sua ordinarietà: «Nessuno si sente colpevole, nessuno lo è, eppure se si guarda nel profondo tutti lo sono, tutti sono quel passato: è come un albero che ha le sue radici in un terreno inquinato, i suoi frutti saranno inquinati, incolpevoli ma comunque marci e malvagi al gusto».
Paolin ricostruisce anche alcuni brutali episodi di cui scrittori come Primo Levi e Imre Kertész hanno già dato testimonianza, ma sembra soprattutto volerci mettere in guardia: il nazi-fascismo non è stato solo frutto di una follia collettiva, ma è l’espressione del fascino che il male esercita sull’uomo e che continuamente si rinnova. Non mancano i riferimenti a persone reali (tra le quali lo stesso Levi) e a crimini più recenti (come quelli perpetrati dalla dittatura argentina tra gli anni ’70 e ’80), ma soprattutto al pericolo che la spettacolarizzazione e la quotidianità della violenza alle quali siamo sottoposti possano generare assuefazione. Così, quando Rudolf metterà in mostra il cimelio paterno che ha devastato lui e la sua famiglia, non otterrà che un’attenzione fugace: «Abituati ormai a tanto orrore in diretta televisiva, nelle foto, sui siti internet, le persone sbadigliavano davanti alla tela sempre più impolverata al museo». Così quando Enea farà di Ana un corpo deturpato in un’installazione temporanea, le categorie dell’arte finiranno per addomesticare e neutralizzare quella che per lui non è solo una provocatoria messinscena.
Qui di seguito l’intervista a Demetrio Paolin. Continua a leggere

ABBACINANTE. IL CORPO di Mircea Cărtărescu

Mircea CărtărescuDopo Abbacinante. L’ala sinistra, Voland ha pubblicato il secondo volume della trilogia di Mircea Cărtărescu

Abbacinate. L'ala sinistra, Mircea CărtărescuCon Abbacinante. Il corpo prosegue la traduzione, a cura di Bruno Mazzoni, della trilogia dell’autore rumeno Mircea Cărtărescu. Nel 2008 era stato pubblicato, sempre da Voland, il primo volume, Abbacinante. L’ala sinistra: un gorgo visionario che inghiotte realtà e incubi e dal quale affiorano frammenti narrativi della storia della madre e della giovinezza del narratore. Un’opera complessa che viene definita «libro illeggibile», «il sudore, lo sperma e le lacrime che insudiciano le lenzuola dell’uomo solo», «un urlo giallo, abbacinante, apocalittico». La Bucarest che ne emerge ha i contorni espansi del sogno e la realtà storico-politica traspare appena: tutto viene inglobato nel flusso ininterrotto di una scrittura di grande potenza immaginifica, che trasfigura anche la biografia dell’alter-ego letterario dell’autore.
In Abbacinante. Il corpo, invece, se nella prima e nella terza parte prevalgono ancora la dimensione allucinata e metaletteraria, in quella centrale (la più estesa) il narratore rievoca –  con uno stile normalizzato e solo a tratti acceso dall’invenzione fantastica – infanzia e pubertà in un contesto ben definito, la Romania tra gli anni ’50 e ’60, con la sua atmosfera greve e la quotidianità segnata dall’abitudine all’obbedienza e dal costante indottrinamento imposti dalla dittatura comunista. È lo stesso narratore a segnalarci la svolta realistica all’inizio della Parte seconda: «[…] credo sia giunta l’ora di accettare un briciolo di realtà. Un po’ di pagine di realtà, dopo le quali – spero! – che mi sarà concesso d’immergermi, di nuovo e ancora, in ciò che ho chiamato sempre la mia verità, il mio manoscritto ossia la mia vita». Ma è un realismo che assorbe il paradossale, perché tutto infine si riduce a una percezione del mondo che non può che essere soggettiva: «I ricordi e il nostro vissuto hanno unità solo dal punto da cui osserviamo, dalla parola più enigmatica che esista, io». Continua a leggere

ETICA DELL’ACQUARIO di Ilaria Gaspari, recensione

ETICA DELL'ACQUARIO, Ilaria Gaspari, VolandVoland propone Etica dell’acquario, romanzo d’esordio di Ilaria Gaspari

La collana Amazzoni della casa editrice Voland è interamente dedicata alla scrittura femminile ed è quella in cui, con Etica dell’acquario, esordisce Ilaria Gaspari: classe 1986, una laurea in Filosofia alla Scuola Normale di Pisa e un dottorato in corso.
Il suo romanzo è incentrato sui legami ossessivi e sull’angosciosa consapevolezza che la protagonista e narratrice, Gaia, ha sviluppato negli anni degli studi universitari e le pagine migliori sono proprio quelle dedicate alla crudele competizione e alla sottile violenza che segnano la vita nel collegio della Scuola; un luogo chiuso in cui ciascuno per sopravvivere deve sviluppare ferocia e determinazione, come in un acquario in cui venga introdotta una specie particolarmente aggressiva. Gaia ha in più le aggravanti di essere bella, di aver lambito la felicità con Marcello e di non avere un rapporto compulsivo con lo studio: Continua a leggere