Vi presento TerraRossa Edizioni

logo TerraRossa Edizioni, un nuovo marchio editorialeUn progetto pensato e costruito con passione, impegno e tenacia: TerraRossa Edizioni

Sono trascorsi quasi tre anni da quando Angelo De Leonardis mi contattò su Messenger per chiedermi di cosa mi stessi occupando e invitarmi a fare una chiacchierata. Passarono alcuni mesi prima che riuscissimo a vederci e, dal confronto, emerse la sua volontà di creare un nuovo progetto editoriale, mentre io avevo da tempo un paio di ambizioni: recuperare le migliori opere di narrativa fuori commercio (anche se nel frattempo erano sorte iniziative simili) e dare un’opportunità ai tanti scrittori che hanno talento, ma non riescono a pubblicare i propri inediti perché stanchi di dover frequentare i salotti letterari e mostrarsi brillanti sui social network per ottenere un credito che spesso prescinde dal valore dei loro scritti.
C’è voluto tempo per delineare quella che vorremmo diventi la nostra identità culturale e grazie a Pierfrancesco Ditaranto e Giuseppe Moliterno anche una linea grafica riconoscibile; ancor più per rintracciare autori e testi di valore e poi per l’editing e le varie fasi redazionali (prezioso il lavoro di correzione di bozze di Tiziana Giudice). È toccato poi stabilire a chi affidare l’ufficio stampa ed Elena Manzari aveva già dato prova di essere la persona giusta per occuparsene. Quanto a promozione e distribuzione (ancora in fase di definizione), non basterebbe aprire una parentesi: occorrerebbe un saggio, ma come funzionino questi settori in Italia lo sapete e non voglio tediarvi. Insomma, questo lavoro svolto in sordina prende ora forma in TerraRossa Edizioni, che esordirà al Salone del Libro di Torino (18-22 maggio) portando in anteprima i suoi primi volumi.
Il catalogo, per il momento, si articolerà in due collane. Fondanti riproporrà in edizioni riviste (e talvolta riscritte o integrate) opere contemporanee di autori meridionali che sono già state pubblicate da editori nazionali e hanno riscosso l’attenzione di critica e lettori, ma sono poi finite fuori commercio: inutile intasare un mercato librario già sovraffollato con nuovi testi se la migliore produzione letteraria degli scorsi anni è irreperibile. Si comincia con Nicola Rubino è entrato in fabbrica di Francesco Dezio, uno dei primi romanzi della letteratura post-industriale, edito da Feltrinelli; Né padri né figli di Osvaldo Capraro, che ha inaugurato la fortunata stagione dei noir pugliesi/mediterranei e ha visto la luce con e/o; Il cadetto, un romanzo duro e ironico che ha rappresentato l’esordio con Marsilio di Cosimo Argentina; Adesso tienimi, opera prima di Flavia Piccinni, caratterizzata da uno sguardo femminile giovane e disperato (fu per la Fazi un piccolo caso editoriale). Il proposito è quello di delineare un canone della letteratura meridionale – ma questo resti tra noi, ché non si vuole peccare di arroganza.
L’altra collana, Sperimentali, pubblicherà inediti che coniugano solidità narrativa e originalità stilistica con storie incisive e radicate nel nostro tempo, ossia darà spazio a quegli autori di ogni parte d’Italia che cercano di percorrere nuove strade, ma che spesso devono fare i conti con editori disinteressati alla sperimentazione formale e attenti più che alle opere alla popolarità di chi le scrive. I primi tre libri saranno Jenny la Secca di Claudia Lamma, un romanzo corale che ci presenta un gruppo di amici alle prese con le conseguenze dei legami adolescenziali e dei compromessi ai quali la vita ci costringe (aveva vinto il concorso SpiritiLibri ed era stato scelto da CaratteriMobili prima che sospendesse le pubblicazioni, a loro va dunque il merito di averci scommesso sopra per primi); Restiamo così quando ve ne andate di Cristò, storia di un giovane uomo costretto ad assumersi gradualmente la responsabilità del fallimento delle proprie aspirazioni, ma soprattutto a fare i conti con una “presenza” molto più ingombrante di quanto possa immaginare; La gente per bene di Francesco Dezio, con un suo nuovo alter ego letterario che alterna lavori a termine a strazianti periodi di disoccupazione e ci restituisce un’immagine caustica e dolente della nostra epoca.
Vorrei aggiungere molto altro su questi testi, ma ci sarà tempo e modo e al momento ne sono troppo orgoglioso per essere oggettivo, allora taccio e lascio che a conquistarvi siano essi stessi: dategli l’opportunità di farlo passando a trovarci al nostro stand a Torino e, ovviamente, leggendoli. Da parte mia continuerò a metterci tutta la passione che ho per la letteratura, oltre alle competenze maturate in ormai dieci anni di (precario) lavoro editoriale, perché dar voce e forma alle parole altrui è l’unica cosa che credo di saper fare, che sono sicuro di voler fare.

Ecco il sito della casa editrice (ancora in fase di aggiornamento e correzione):
http://www.terrarossaedizioni.it/

La pagina Facebook (dai, mettetelo un like):
https://www.facebook.com/TerraRossaEdizioni/

E quella Twitter (siatene “seguaci” entusiasti e non ve ne pentirete):
https://twitter.com/TR_edizioni

Infine, l’indirizzo a cui proporre gli inediti è giovannituri@terrarossaedizioni.it e aggiungo l’odiosa frase “risponderò solo se siamo interessati”, ma non potrei fare altrimenti (a poche ore dalla creazione della pagina Facebook, ne sono già arrivati tre).

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18 thoughts on “Vi presento TerraRossa Edizioni

  1. Anifares ha detto:

    C’è spazio per scrittori che non vogliono farsi vedere 🙂 cioè per quelli che vorrebbero pubblicare ma non sopportano gli incontri nelle librerie e le promozioni dovunque tipo le parrocchie, i centri culturali per anziani? Insomma quelli asociali e che temono questo mondo dell’editoria però a cui piace scrivere e qualche volta vincono anche concorsi? Non sono io, sia chiaro 😉

  2. Francesca de Lena ha detto:

    Bravo Giovanni, in bocca al lupo!

  3. gianni spinelli ha detto:

    In bocca al lupo e complimenti per il coraggio. Gianni Spinelli

  4. L'esageratore ha detto:

    Complimenti e buon tutto per Torino!

  5. Laura Parise ha detto:

    In bocca al lupo, in questo mondo che alza muri verso la lettura e gli scrittori emergenti, solo se sei un vip puoi pubblicare qualsiasi cosa, e vieni pubblicizzato, è il nome conta, la visibilità, il far noitizia, per il resto… il talento è un optiona… ben vengano persone come voi!!

    • Giovanni Turi ha detto:

      In realtà, la colpa non è solo degli editori, ma anche dei lettori che si lasciano attrarre dagli autori e dai volti noti. Noi cercheremo di fare del nostro meglio e viva il lupo! 🙂

  6. francescaromanag ha detto:

    Buongiorno Giovanni, è la prima volta che visito il tuo blog e… ti faccio i complimenti. Ottimo lavoro! Mi sono ritrovata negli articoli che ho letto, nelle tue parole semplici (ma mai abbastanza ripetute, pare…). In bocca al lupo per questo nuovo progetto! Da pugliese, non mancheranno le occasioni di incontro.
    Ancora auguri,
    Francesca

    • Giovanni Turi ha detto:

      Buongiorno a te e grazie davvero.
      Se dovessi venire a qualche presentazione o incontro (dopo il Salone ce ne saranno diversi), palesati! 😉
      Un caro saluto e in bocca al lupo anche a te.

  7. loshame ha detto:

    Ottimo lavoro 😊☺

  8. […] Nicola Rubino è entrato in fabbrica di Francesco Dezio, Né padri né figli di Osvaldo Capraro, Il cadetto di Cosimo Argentina: le prime tre riscoperte della collana Fondanti di TerraRossa Edizioni. […]

  9. […] faccio saltuariamente, sia perché ho la testa a un altro progetto che si delinea all’orizzonte (TerraRossa Edizioni), sia perché siamo ad aprile (del 2015): uno dei quattro mesi durante l’anno in cui faccio la […]

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