Dieci opere per aspiranti scrittori

Dieci opere per aspiranti scrittori,
che possono essere apprezzate anche dai lettori più esigenti

libri su libri

  1. Bassotuba non c’è di Paolo Nori
    Perché con la sorprendente e intemperante verbosità di Learco Ferrari, aspirante scrittore e alter ego di Nori, manifesta come lo stile sia innanzitutto un personale strumento espressivo.
  2. Chiedi alla polvere di John Fante
    Per l’intensità con cui il protagonista, Arturo Bandini, si strugge nella fame d’amore e nell’ambizione letteraria.
  3. Fahrenheit 451 di Ray Bradbury
    Che dimostra il valore sovversivo, al pari dei sentimenti, dei libri e della conoscenza.
  4. Gioventù di John Maxwell Coetzee
    Per la crudeltà con cui rappresenta la testardaggine che spesso contraddistingue chi persegue una presunta vocazione letteraria.
  5. Hotel a zero stelle di Tommaso Pincio
    Perché affronta il tormento delle aspirazioni artistiche e della stupidità del nostro tempo, suggerendo un possibile riscatto – ma anche perché fa i conti con alcuni dei più importanti scrittori moderni.
  6. Il mestiere di vivere di Cesare Pavese
    Perché sconfessa lo stesso autore che sostiene: «La letteratura è una difesa contro le offese della vita»…
  7. Il pendolo di Foucault di Umberto Eco
    Che, tra l’altro, sbircia dietro le quinte della cattiva editoria.
  8. La vita operosa di Massimo Bontempelli
    Per l’ironica ammissione dell’inadeguatezza del letterato nella società moderna.
  9. Lettere a nessuno di Antonio Moresco
    Poiché è un diario delle frustrazioni di uno scrittore a confronto con il sistema editoriale (e di un’idealista rispetto al sistema politico).
  10. Se una notte d’inverno un viaggiatore di Italo Calvino
    Dove il protagonista apparente è il lettore, quello vero è il consulente editoriale che ha smarrito il senso della propria missione culturale.
     

Voi, invece, quali letture suggerireste agli aspiranti scrittori?

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17 thoughts on “Dieci opere per aspiranti scrittori

  1. stefano ha detto:

    “Troppi paradisi” di Walter Siti
    Perché non bisogna mai dimenticare la realtà (e nemmeno l’iper-realtà)

  2. m.grazia ha detto:

    L’orizzonte degli eventi di Cristò, in cui uno scrittore giudica il suo libro ‘una porcheria’!

  3. Chantal Corrado ha detto:

    consiglieri per migliorarsi nella scrittura “Esercizi di stile” Raymon Queneau

  4. Se posso inserirmi nella discussione, consiglieri anche i racconti di Raymond Carver che sono un ottimo esempio di come si scrive un racconto breve. Tra l’altro molti dei suoi protagonisti sono scrittori.
    Anche “Il mestiere di scrivere”, sempre dello stesso Carver, offre ottimi spunti.

  5. Giovanni Turi ha detto:

    Sul mio profilo fb, Giuse Alemanno propone:
    “Novantatré” di V. Hugo, perché la parola – e la narrazione – si eleva, titanica.
    “Leggere e scrivere” di Naipaul, perché il mestiere delle parole ha un senso.
    “Tempo di uccidere” di Flaiano, perché tecnica e atmosfera sono pilastri.

  6. Giulia ha detto:

    Ahimè conosco solo alcuni dei libri proposti, ma permettetemi di esprimere la mia meraviglia (e anche un certo disappunto invidioso) sul fatto che non ci sia un solo nome di donna tra quelli indicati. Ho appena finito di leggere “Parlare non è mai neutro”…( e anche scrivere, aggiungo), di Luce Irigaray.
    Perciò per “protesta” dirò soltanto:
    ” Niente insegna a scrivere bene quanto leggere cattivi scrittori”.

  7. max ha detto:

    “Una storia semplice”, di Leonardo Sciascia. Poche pagine, ma c’è tutto.

  8. Consigli ad un giovane scrittore di Virginia Woolf e Consigli ad un giovane scrittore di Cerami

  9. “Il libro invisibile” di Sergej Dovlatov, appena recensito sul mio blog, dà uno sguardo diverso da quello offerto di solito, discostandosi dal fare manualistico di altri trattati che spesso sembrano solo operazioni editoriali.

  10. Guido Sperandio ha detto:

    Il tuo blog mi piace sempre di più.
    Usa parole semplici e comuni, perchè alla fine sono le più immediate ed efficaci.
    PS: En passant, di Paolo Nori già parlammo 🙂

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