ABBACINANTE. IL CORPO di Mircea Cărtărescu

Mircea CărtărescuDopo Abbacinante. L’ala sinistra, Voland ha pubblicato il secondo volume della trilogia di Mircea Cărtărescu

Abbacinate. L'ala sinistra, Mircea CărtărescuCon Abbacinante. Il corpo prosegue la traduzione, a cura di Bruno Mazzoni, della trilogia dell’autore rumeno Mircea Cărtărescu. Nel 2008 era stato pubblicato, sempre da Voland, il primo volume, Abbacinante. L’ala sinistra: un gorgo visionario che inghiotte realtà e incubi e dal quale affiorano frammenti narrativi della storia della madre e della giovinezza del narratore. Un’opera complessa che viene definita «libro illeggibile», «il sudore, lo sperma e le lacrime che insudiciano le lenzuola dell’uomo solo», «un urlo giallo, abbacinante, apocalittico». La Bucarest che ne emerge ha i contorni espansi del sogno e la realtà storico-politica traspare appena: tutto viene inglobato nel flusso ininterrotto di una scrittura di grande potenza immaginifica, che trasfigura anche la biografia dell’alter-ego letterario dell’autore.
In Abbacinante. Il corpo, invece, se nella prima e nella terza parte prevalgono ancora la dimensione allucinata e metaletteraria, in quella centrale (la più estesa) il narratore rievoca –  con uno stile normalizzato e solo a tratti acceso dall’invenzione fantastica – infanzia e pubertà in un contesto ben definito, la Romania tra gli anni ’50 e ’60, con la sua atmosfera greve e la quotidianità segnata dall’abitudine all’obbedienza e dal costante indottrinamento imposti dalla dittatura comunista. È lo stesso narratore a segnalarci la svolta realistica all’inizio della Parte seconda: «[…] credo sia giunta l’ora di accettare un briciolo di realtà. Un po’ di pagine di realtà, dopo le quali – spero! – che mi sarà concesso d’immergermi, di nuovo e ancora, in ciò che ho chiamato sempre la mia verità, il mio manoscritto ossia la mia vita». Ma è un realismo che assorbe il paradossale, perché tutto infine si riduce a una percezione del mondo che non può che essere soggettiva: «I ricordi e il nostro vissuto hanno unità solo dal punto da cui osserviamo, dalla parola più enigmatica che esista, io».
Abbacinante. Il corpo, Mircea CărtărescuCome Antonio Moresco nella sua trilogia, anche Mircea Cărtărescu dà forma a un percorso che esonda dalla forma del romanzo tradizionale: Abbacinante non ha una trama definita dalla quale lasciarsi condurre, è un’opera da attraversare e comporta soste, passi indietro e brusche accelerazioni; insomma, richiede un lettore disposto a una concentrazione e a una fiducia assolute. Del resto, Cărtărescu fornisce costantemente gli strumenti interpretativi di quanto ci mette tra le mani, consapevole egli stesso della complessità della sua impresa: «Cos’era il mio libro? Una rosa con già centinaia di petali? Una perla a cui aggiungevo uno dopo l’altro strati di madreperla? Non leggevo mai a ritroso, non alteravo mai l’ordine dei fogli, orientati irreversibilmente dalla lancetta del tempo. Allontanare l’ultima pagina scritta e rileggere la penultima sarebbe equivalso a un sadico scuoiamento, avrebbe prodotto sofferenze insopportabili al mio manoscritto. Poiché solo l’ultima pagina era realmente epidermide. Le altre, pur essendo passate ciascuna di esse per tale stadio, erano degenerate, si erano risolte in un insieme indistinto, ristrutturandolo continuamente, finché il tutto non è più stato – e non è più – un ammasso di fogli, ma un animale compatto di sostanza ialina, con la pelle ricoperta di disegni mimetici. Non scrivo un libro, ma cresco un embrione nel triste utero del mio cranio e della mia stanza e del mio mondo».
Quest’anno dovrebbe giungere in Italia, sempre con Voland, il terzo volume di Abbacinate: L’ala destra, dedicato principalmente al padre (comunista convinto e deluso), che concluderà la rivisitazione della saga famigliare di Cărtărescu e l’immagine della farfalla – L’ala sinistra è incentrato sulla madre, Il corpo su se stesso. Farfalla che ricorre in varie forme nei primi due volumi e che è anche una metafora della nostra condizione: «Nonostante tutto noi stiamo fra il passato e l’avvenire come un corpo vermiforme di farfalla tra le sue due ali. Possiamo utilizzarne una per volare, perché abbiamo inviato i nostri filamenti nervosi fino alle sue estremità; quanto all’altra, non la conosciamo, quasi fossimo privati dell’occhio che guarda dalla sua parte. Ma come possiamo volare con un’ala sola?».

Per approfondire la conoscenza di Mircea Cărtărescu e della sua opera, vi segnalo alcuni post degni di interesse.
Due interviste di Vanni Santoni:
http://www.leparoleelecose.it/?p=21705
http://www.minimaetmoralia.it/wp/discorsi-sul-metodo-17-mircea-cartarescu/
Una recensione di Abbacinate. Il corpo su leparoleelecose.it, firmata da Raffaele Donnarumma:
http://www.leparoleelecose.it/?p=19687
Una recensione di Abbacinante. L’ala sinistra su dietroleparole.it:
http://dietroleparole.it/2015/11/17/mircea-cartarescu-abbacinante-lala-sinistra/

Qui invece l’intervista a Daniela Di Sora, direttrice editoriale Voland:
https://giovannituri.wordpress.com/2014/11/04/quattro-chiacchiere-con-daniela-di-sora-sulla-collana-sirin-della-voland/

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2 thoughts on “ABBACINANTE. IL CORPO di Mircea Cărtărescu

  1. SoniaLambertini ha detto:

    L’ha ribloggato su sonia lambertini.

  2. […] una letteratura che assorbe e plasma una realtà dilatata. L’intera trilogia (che comprende anche Abbacinate. L’ala sinistra e Abbacinante. Il corpo) è stata tradotta a cura di Bruno Mazzoni per Voland, impresa non da poco; nella scrittura di […]

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