Intervista a Martino Ferrario, direttore editoriale di CasaSirio

logo CasaSirioHo scoperto CasaSirio leggendo Adieu mon cœur, un bel romanzo di Angelo Calvisi pubblicato da loro, e mi sono riproposto di saperne di più. La casa editrice, con sede a Lenate sul Seveso e collaboratori sparsi per l’Italia, nasce nel 2014 all’insegna di una letteratura pop, “che sia attuale, fruibile e appassionante tanto per il lettore forte quanto per quello meno esperto”. Qui di seguito l’intervista al direttore editoriale, Martino Ferrario.

Quale percorso umano e professionale ti ha portato a creare CasaSirio?
Leggo come un matto fin da piccolo. Lo studio non mi è mai interessato (infatti sono uscito con sessanta dal Liceo e mi sono messo a fare il pizzaiolo), poi ho scoperto la Scuola Holden e che quello editoriale è un mestiere che richiede una grande preparazione e mi sono detto “ecco qualcosa che vorrei davvero saper fare”. È lì che ci siamo conosciuti noi di CasaSirio (con me ci sono Carolina, Chiara, Flavia, Jessica, Matteo, Nicoletta), tutti portati dall’amore per le storie e dal desiderio di farne il nostro lavoro. Finita la Scuola, per un annetto abbiamo fatto esperienza in case editrici e in case di produzione cinematografica, poi ci siamo lanciati. Siamo partiti con i nostri risparmi e un piccolissimo finanziamento, dividendoci ogni giorno tra gli impegni di CasaSirio e mille altri lavori, uniti da interminabili discussioni su Skype e mail a pioggia. La cosa incredibile è che finora ci vogliamo ancora tutti bene.

Con i vostri libri vi riproponete di coniugare fruibilità e letterarietà: è davvero un binomio possibile? A quali marchi editoriali vi siete ispirati?
Assolutamente sì. Io provengo da una letteratura considerata mainstream (Crichton, Lansdale, ma anche Ammaniti, Fannie Flagg o Valerio Massimo Manfredi), formata da autori in grado di sfornare libri di alta qualità che “arrivano” a una quantità enorme di lettori. Secondo me loro sono una dimostrazione che il connubio è possibile (non facile, certo, ma se quello del libro fosse un mercato facile non ci sarebbe posto per le “scommesse”). I nostri punti di riferimento sono quegli editori che hanno fatto della qualità (quasi sempre) accessibile la loro bandiera: Marcos y Marcos e Sellerio, ma anche alcune collane di grandi editori come la Piccola Biblioteca di Mondadori.

Come vengono selezionate le opere di narrativa italiana e straniera di CasaSirio? Accettate l’invio spontaneo di inediti?
Leggiamo tanto, leggiamo sempre e ogni giorno proviamo a leggere tutto quello che arriva spontaneamente in redazione. Cinque dei nostri primi nove libri li abbiamo trovati così, e anche tra quelli in programma nei prossimi mesi alcuni sono di esordienti che hanno scelto di farci leggere il loro testo e ci hanno fatto innamorare. Poi, soprattutto per cercare autori stranieri, spulciamo internet, leggiamo recensioni, incipit, consigli di scrittori e recensioni, chiediamo ai librai e ci imbarchiamo in un sacco di libri che partono benissimo e diventano una schifezza. Ogni tanto esce qualcosa di meraviglioso (Elementare, cowboy, ma non solo) e quando c’è si fa festa.
Il modo in cui scegliamo è semplice. Quando in redazione qualcuno si imbatte in un testo che pensa valga (italiano o straniero che sia), lo gira agli altri per una seconda/terza/quarta lettura. Se il libro convince tutti, allora facciamo di tutto perché entri a far parte del nostro catalogo.

Credi che gli strumenti offerti dal web circoscrivano o amplifichino lo strapotere dei grandi gruppi editoriali? In che modo una casa editrice indipendente può competere con loro?
Mah, guarda, io credo che chi dispone di un potenziale economico superiore e di un’ottima rete di contatti possa sempre far valere il proprio profilo un po’ più degli altri. Quelli che “stanno dietro” (la stragrande maggioranza degli editori indipendenti) devono esseri bravi a sfruttare al meglio le armi che hanno e a crearsene sempre di nuove. Il web in questo ci dà una mano enorme perché ci permette di “arrivare” a un gran numero di lettori, ma dopo esserci arrivati siamo noi a dover essere abbastanza cazzuti da convincerli a rimanere in nostra compagnia (come? Non lo so, ma se qualcuno avesse una ricetta magica e vuole scrivermela gli invierò un sorriso in regalo).
Noi proviamo a competere principalmente facendo quello che ci piacerebbe ricevere come lettori. Abbiamo lanciato i PendolariQR (racconti gratuiti sotto forma di biglietto da visita e scaricabili dal nostro sito internet), organizziamo eventi (per Letti di Notte abbiamo organizzato un corso di ballo country per festeggiare la nostra ultima uscita insieme alla libreria Liberi Tutti di La Spezia) e, soprattutto, amiamo alla follia i nostri libri. Perché poi, alla fine, conta solo se il libro vale oppure no.

In Italia si continua a leggere troppo poco: di chi sono le responsabilità e come porvi rimedio?
Secondo me la scuola potrebbe e dovrebbe fare di più. È sui banchi di scuola che si formano i lettori, che li si porta ad amare il libro quanto la birra, lo sport o il sesso (ok, forse questo è esagerato). Basta dare un’occhiata alle classifiche in queste settimane per capire quali testi sono stati consigliati come letture estive, e sono testi che porteranno la maggior parte dei ragazzi a identificare il libro come la più grossa rottura di coglioni della vita adulta. Magari sono libri fondamentali, ma da adolescenti non si possono ancora capire. L’importante, secondo me, è trasmettere il piacere per la lettura. Conosco molti ragazzi che sono diventati lettori partendo da Io, Ibra, Harry Potter o Zerocalcare e secondo me sono quelli che da adulti potranno scoprire e amare anche le letture considerate “fondamentali”.

staff CasaSirioPer te cosa rappresentano i libri e la lettura?
Come dicevo, io leggo anche i cartelli stradali. Fin da piccolo ero quello che veniva cacciato dalla classe, che rischiava di essere bocciato (segato si dice dalle mie parti), che si presentava ubriaco a lezione, quello cui ritiravano la carta d’identità all’estero o che “lei, può seguirci un attimo in questura”. Però facevo tutto questo sempre con dietro un libro.

Quali saranno le prossime pubblicazioni di CasaSirio?
Pubblicheremo la seconda avventura di Raffles (la prima è già andata in ristampa), finora inedita in Italia e, se possibile, ancora più bella della prima. Poi avremo Il primo giorno della tartaruga, un libro che fa onore a uno dei titoli più stilosi che abbia mai letto e che è stato scritto da un autore di nome Sirio (meraviglia delle meraviglie). A dicembre, invece, a Più Libri Più Liberi, presenteremo una raccolta di racconti thriller di alcuni dei migliori autori internazionali di genere. Ci stiamo lavorando giusto in questi giorni e mi vengono i brividi solo a pensarci.

Qui le interviste agli alti editori:
https://giovannituri.wordpress.com/category/conversazioni-con-gli-editori/

E qui quelle agli editor:
https://giovannituri.wordpress.com/category/interviste-a-editor/

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