Intervista a Giorgio Vasta, direttore creativo del Book Pride

Book Pride 2019Quando ha esordito con Il tempo materiale (minimum fax, 2008), Giorgio Vasta ha creato intorno a sé quell’orizzonte d’attesa che generalmente porta gli autori alla paralisi creativa o viceversa a una sovraesposizione compiacente e vacua. Lui no. È rimasto al di fuori dell’universo social, ha pubblicato nel 2010 Spaesamento per Laterza e nel 2016 Absolutely Nothing. Storie e sparizioni nei deserti americani, con le fotografie di Ramak Fazel per Quodlibet, e ha continuato solo sporadicamente a scrivere di libri e di cultura su minima&moralia e sulle pagine culturali di alcuni quotidiani: sempre evitando il sensazionalismo, con parole misurate e puntuali e per quei rari testi che realmente ritenesse significativi. Dal 2018 è il direttore creativo del Book Pride, la fiera dell’editoria indipendente di qualità. Continua a leggere

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Intervista a Margherita Podestà Heir, traduttrice di ACCERCHIAMENTO di Carl Frode Tiller

margherita podestà heir_accerchiamento_tillerA tradurre per la prima volta in italiano Carl Frode Tiller è stata Margherita Podestà Heir, tra le più apprezzate traduttrici dalle lingue scandinave (in particolare dal norvegese). Alle spalle una cinquantina di titoli che spaziano dalla narrativa ai testi teatrali e alla letteratura per ragazzi; tra gli autori ai quali ha dato voce ci sono Henrik Ibsen, Sigrid Undset, Karl Ove Knausgård, Anne Holt, Jo Nesbø, Jonas Jonasson, Jon Fosse, Jostein Gaarder ed Erik Fosnes Hansen.
Di Tiller, uno dei più noti scrittori norvegesi, ha di recente tradotto Accerchiamento per la Stilo Editrice: un romanzo con tre narratori interni che hanno il compito di aiutare David, il protagonista (che non figura mai in prima persona) a recuperare la memoria. Ogni episodio inerente alla vita di David viene ripercorso e interpretato singolarmente da due amici-amanti, Silje e Jon, e dal suo patrigno, Arvid. Tutti e tre vorrebbero restituirgli il passato, o forse riappacificarsi con il proprio. Ciò che emerge dalle loro descrizioni e dai ricordi individuali è che ogni relazione viene vista e vissuta in modo diverso e si compone di fraintendimenti e supposizioni. Continua a leggere

Intervista a Stefano Izzo, editor della narrativa italiana di DeA Planeta

Stefano Izzo, editor della DeA PlanetaAvevo già intervistato Stefano Izzo quando lavorava per Rizzoli; da qualche mese si occupa però della narrativa italiana di DeA Planeta: un nuovo e ambizioso marchio frutto della collaborazione tra il Gruppo Planeta e quello De Agostini. Sono dunque tornato a fargli qualche domanda per scoprirne di più su questa nuova impresa. Continua a leggere

Intervista a Riccardo Michelucci, traduttore di Paul Lynch

Neve nera_Paul Lynch_66thand2ndDopo Cielo rosso al mattino, 66thand2nd ha affidato a Riccardo Michelucci anche la traduzione del secondo romanzo di Paul Lynch, Neve nera. In quest’opera, l’autore conferma la sua scrittura materica e replica l’efficace escamotage di interrompere la narrazione in prima persona con degli innesti in prima, che qui danno voce al figlio dei due protagonisti: una coppia di coloni che nella prima metà del ’900 lascia gli Stati Uniti per fare ritorno in un’Irlanda rurale, dove l’insofferenza della comunità locale li condurrà a esiti sempre più drammatici.
Qui di seguito l’intervista a Riccardo Michelucci, giornalista e studioso dell’Irlanda oltre che traduttore.

È stato lei a proporre alla 66thand2nd la traduzione dei romanzi di Paul Lynch o la casa editrice ad affidargliela?
No, è stata Isabella Ferretti di 66thand2nd a farmi conoscere questo autore straordinario, del quale fino a qualche anno fa avevo solo sentito parlare, e ad affidarmi la traduzione delle sue opere. Avevo già lavorato per loro cimentandomi con un famoso drammaturgo irlandese del Secondo dopoguerra, Brendan Behan. Ma la traduzione di Un irlandese in America. La New York di Brendan Behan (Brendan Behan’s New York) è stato un lavoro completamente diverso, più breve e assai meno impegnativo rispetto a Lynch. Continua a leggere

Intervista a Luca Pantarotto autore di HOLDEN & COMPANY

Way of Great American WritersDal 2013 al 2015 gli appassionati di letteratura statunitense hanno trovato nel blog anonimo Holden & Company brevi saggi e articoli caratterizzati da uno stile chiaro, ironico e appassionato; ora l’autore, Luca Pantarotto, è ormai uscito allo scoperto e una selezione di quei contributi è stata raccolta e pubblicata nella collana Glitch di Aguaplano, con il titolo Holden & Company – peripezie di letteratura americana da J. D. Salinger a Kent Haruf. A molte delle domande che avrei voluto porgli, Luca Pantarotto ha già risposto su Senzaudio, qui quelle che mi sono rimaste. Continua a leggere

Intervista ad Anna Rusconi, traduttrice di TUTTO QUELLO CHE È UN UOMO di David Szalay

Anna Rusconi traduttrice di Tutto quello che è un uomo

Foto di Francesca Pagliai

Anna Rusconi ha tradotto per le più importanti case editrici italiane scrittori come Patricia Daniels Cornwell, Jack London, Alice Munro, Haruki Murakami, Joyce Carol Oates, Tom Wright e tra gli ultimi autori ai quali ha dato voce c’è anche David Szalay con Tutto quello che è un uomo (Adelphi): una successione di racconti che attraversano l’Europa e le diverse età dell’uomo, dall’adolescenza alla vecchiaia, mostrandone le fragilità e le ambizioni, le ottusità e gli slanci.

Quando ti è stata affidata la traduzione di Tutto quello che è un uomo, conoscevi già David Szalay? Come mai le sue precedenti opere non sono state ancora proposte in italiano?
No, non conoscevo Szalay. La traduzione mi arrivò nella primavera del 2016 e quando mi documentai scoprii che aveva già scritto altri romanzi e alcuni radiodrammi per la BBC. Fondamentalmente, però, allora rimasi concentrata sul libro che avevo in mano. Perché quei titoli non siano ancora stati proposti in Italia è una domanda che andrebbe rivolta agli editori. Quello che posso dire adesso, dopo aver letto anche Spring, è che Tutto quello che è un uomo mi sembra un’opera decisamente più matura, ricca e completa sia nello stile che nei contenuti, quindi Adelphi ci ha visto lungo. Continua a leggere

Intervista a Helena Janeczek, autrice de LA RAGAZZA CON LA LEICA – Professione scrittore 26

Helena Janeczek, foto di Chiara Ciccocioppo

Helena Janeczek, foto di Chiara Ciccocioppo

Helena Janeczek vive in Italia dal 1983 e ha lavorato come lettrice professionista per Mondadori, editore presso il quale ha esordito come narratrice nel 1997 con Lezioni di tenebra (ora Guanda) e ha poi pubblicato Cibo nel 2002. Sono seguiti Le rondini di Montecassino (Guanda), Bloody Cow (il Saggiatore) e La ragazza con la Leica (Guanda). Quest’ultimo ha per protagonista Gerda Taro, morta nel 1937 mentre faceva un servizio fotografico sulla guerra civile spagnola; la sua breve parabola esistenziale, di donna ribelle ed entusiasta, viene ripercorsa attraverso l’impronta lasciata nella memoria di tre suoi amici, oscillando tra due piani temporali: la seconda metà degli anni ’30 e i primi anni ’60. Qui di seguito l’intervista, in cui si parla anche di differenze di genere e precariato nel mondo editoriale, blog e social network, editing e lettura. Continua a leggere