Paolo Di Paolo, MANDAMI TANTA VITA

[dal romanzo Mandami tanta vita di Paolo Di Paolo, pubblicato da Feltrinelli]

[…] gli manca, per esempio, il rumore di una tipografia.
[…] L’odore della carta. Lo spessore, della carta. Le casse da schiodare con le prime copie dentro – e quell’istante in cui, presa a caso la prima, preghi quasi in ginocchio che tutto sia perfetto, che nessuna pagina sia sbiancata, cominciare a leggere, lì in piedi, nel rumore, come se quelle parole fossero nuove, sconosciute, perché un libro, quando è diventato un libro, è una cosa nuova, una cosa che prima non c’era […].
Questo è il bello di fare l’editore, il compito grande delle tipografie: fare esistere le parole, le idee. Con un occhio ai conti, quattro librerie modello per stare dietro alle oscillazioni del mercato, si può fare tutto, senza rinunciare a fare cultura. La crisi è sempre esistita e continuerà, è soltanto un alibi.

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2 thoughts on “Paolo Di Paolo, MANDAMI TANTA VITA

  1. amanda ha detto:

    già solo alibi

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