Appunti di lettura su alcune pubblicazioni recenti

Appunti di lettura su alcune pubblicazioni recentiA stilare “pagelle” comincio a prenderci gusto, dopo quella dello scorso aprile, eccone un’altra che raggruppa La caduta delle consonanti intervocaliche di Cristovão Tezza, Appunti da un bordello turco di Philip Ó Ceallaigh, La lezione del maestro di Henry James, Noi bimbi atomici del collettivo Sparajurij, Io odio John Updike di Giordano Tedoldi, Io sono vivo, voi siete morti di Emmanuel Carrère, Finché dura la colpa di Crocifisso Dentello, Buchi di Ugo Cornia, Sull’orlo del precipizio di Antonio Manzini.

La caduta delle consonanti intervocaliche, Cristovão Tezza, Fazi (traduzione di Daniele Petruccioli)
Il settantenne professor Heliseu sta per ricevere un’onorificenza dalla sua università e, mentre prepara un breve discorso di ringraziamento, ripercorre la propria storia: la passione per la filologia, le tensioni accademiche, le turbolenze politiche del secondo Novecento brasiliano, il rapporto via via più problematico con la moglie, l’incapacità di comprendere suo figlio, la disillusione della giovane amante. Una vita ordinaria la sua, esaltante e drammatica come quella di tutti, rari invece sono il suo candore e la sua onestà (alla William Stoner), nonché la carezzevole e fluviale scrittura di Tezza: i ricordi e le considerazioni si susseguono e si accavallano nella mente del protagonista, mentre il narratore esterno lo segue passo passo con discrezione. Potente e suggestivo l’incipit (viene in mente Un uomo solo di Isherwood) e, anche se il ritmo cala un po’ nella seconda metà, senz’altro è un romanzo incantevole.
Voto: 8

Appunti da un bordello turco, Philip Ó Ceallaigh, Racconti (traduzione di Stefano Friani)
Misantropi, farabutti, emarginati: sono loro i suoi personaggi preferiti e Ó Ceallaigh li osserva con sguardo cinico e irriverente ma mai algido, lo stesso che hanno loro nei confronti della vita; ogni tanto la fortuna sembra arridergli, magari poco prima che il destino si accanisca su di loro senza però riuscire a sedarne l’irresponsabile vitalità. Si alternano testi in prima e in terza persona e si spazia dalla Romania agli Stati Uniti, ma è una raccolta dall’impronta ben definita, con numerosi racconti degni di nota.
Voto: 7,5 Continua a leggere

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NARRATORI DEGLI ANNI ZERO a cura di Andrea Cortellessa, recensione

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Narratori degli Anni Zero, antologia a cura di Andrea Cortellessa, «L’illuminista», n. 31-32-33, anno XI, Edizioni Ponte Sisto, 2011, pp. 702.

Dopo l’antologia Poeti degli Anni Zero curata da Vincenzo Ostuni, il quadrimestrale diretto da Walter Pedullà, «L’illuminista», ha assegnato al critico Andrea Cortellessa il compito di tracciare un bilancio della nuova narrativa italiana e di indicarne gli esponenti più rappresentativi: Narratori degli Anni Zero ne prende in considerazione ben venticinque. Cortellessa sottolinea subito che «ci sono infinitamente più cose nella prosa e nella narrazione “reali”, oggi in Italia, di quante ne prescriva l’odierna filosofia del romanzo» (p. 17), in continuità con Alfonso Berardinelli e quanti accusano la tirannia della forma romanzo nella produzione editoriale; vengono così privilegiati i virtuosi della scrittura rispetto ai “creatori di mondi” e, meritoriamente, particolare attenzione è riservata anche ad autori e raccolte di racconti – sebbene come unico criterio di selezione sia stata indicata la qualità letteraria non «limitata all’autosufficienza espressiva dello stile […], la costruzione narrativa non è affatto una variabile accessoria dei testi; né può esserlo per me la loro “trama ideologica”» (p. 25). Viene invece seguito con maggior fedeltà il principio di non osservare «alcun criterio geografico né (anagraficamente) generazionale» (p. 23) nella scelta dei narratori antologizzati; quanto al limite temporale (gli Anni Zero), sono presi in considerazione coloro che hanno raggiunto – talvolta anche solo fatto intravedere… – la propria maturità artistica nel primo decennio del nuovo millennio e, di conseguenza, l’ordine con cui vengono indicizzati è stabilito dall’anno di pubblicazione della loro prima opera letterariamente compiuta.
Alla prefazione di Walter Pedullà, seguono l’introduzione di Andrea Cortellessa e le venticinque sezioni (una per ciascuno scrittore), divise in presentazione critica dell’autore, biografia, assaggi narrativi, dichiarazioni di poetica e silloge di giudizi critici. La mole dell’opera (circa 700 pagine) ha reso possibile offrire al lettore anche ampi estratti delle opere menzionate – che peraltro il curatore ha saputo selezionare con grande pertinenza –, rendendo Narratori degli Anni Zero, più che un testo di semplice consultazione, un’esperienza concreta di lettura attraverso la pluralità della produzione narrativa italiana di questi anni.
Ma veniamo ai venticinque autori e alle specificità che li hanno resi degni di entrare nel novero dei prescelti: Continua a leggere