Walter Siti, TROPPI PARADISI

Walter Siti_Troppi paradisi

[Da Troppi paradisi, “autobiografia di fatti non accaduti”]

Arbasino esclude che io sia uno scrittore perché non faccio altro che parlare della mia vita piccina picciò, e la mia inferiorità sociale, e le mie scopate, e adesso anche la vecchia mamma. Quanto di più cheap, di piccolo-borghese: la negazione del volo fantastico, del coraggio di chi i propri dolorini se li risolve da solo («never explain, never complain») e si affida alla leggerezza crudele della vera creazione, che è sempre un’avventura, un’inchiesta, una sorpresa storica e in lato senso politica, da Mozart alle vedute di Bellotto ai sogni di Borges. Ma io non so degli altri, so solo di me stesso; i grandi secoli e i grandi uomini non mi interessano, mi interessa il carnaio di ora. Il fenomeno politico più rilevante degli ultimi trent’anni in Occidente non è tutto fondato su una formidabile estensione (e distorsione) dei desideri privati?