Vita da editor (69)

Scrittore: Ti invio un romanzo sperimentale del tutto privo di punteggiatura. Sono sicuro che ti divertirai molto a leggerlo!

Editor: Uhm… ho qualche dubbio. Ti sei ispirato a Nanni Balestrini?

Scrittore: Nanni chi?

Editor: Balestrini. Uno dei fondatori del Gruppo 63.

Scrittore: Ah, un musicista?

Editor: ?!!

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Vita da editor (68):
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Vita da editor (66)

Editor: Pronto? Dimmi, ti è arrivata la mail con le indicazioni di editing?

Scrittore: Ciao, sì. È di questo che volevo parlarti…

Editor: Ah, qualcosa non va? Sei in disaccordo con alcune osservazioni?

Scrittore: No, vedi… è che mia figlia è in vacanza e non so aprire la casella di posta.

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Vita da editor (65):
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Vita da editor (65)

Scrittore: Non mi presento perché sono certo che, se non ha letto il mio celebre romanzo d’esordio, avrà comunque sentito parlare di me.

Editor: Mi perdoni, ma in verità non conosco né lei né la casa editrice con cui ha pubblicato i suoi libri.

Scrittore: Beh, è una piccola realtà, di cui sono anche il direttore editoriale.

Editor: Nonché l’autore più prolifico a quanto vedo: metà dei romanzi in catalogo sono suoi…

Scrittore: Oh sì, ma è solo un caso.

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Vita da editor (64):
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Il manuale del perfetto Scrittore di Aldo Busi, NUDO DI MADRE

Nudo di Madre, Aldo BusiNudo di madre, pubblicato prima da Bompiani e poi da Mondadori, ha per sottotitolo Manuale del perfetto Scrittore. In realtà è sia una sorta di autobiografia di Aldo Busi e un attraversamento della sua poetica, sia una riflessione illuminante sui rapporti tra scrittura e potere, editoria, pubblico, vita, denaro. Come sempre bisogna accogliere la sua sfida stilistica e accettare la commistione di consapevolezza e autocelebrazione, ma Busi è senza dubbio uno Scrittore e i brani riportati qui di seguito credo ne indichino la levatura.

Non vi è alcun rapporto simpatetico o materiale fra cultura e arte del sapere scrivere un romanzo.

Mentre il letterato si serve solo della sua cultura e del suo mestiere, lo Scrittore si serve del suo essere uomo […].

[…] la lingua dell’arte è originale, nasce solo dall’intelligenza dell’osservazione, e nessuna operazione retorica è più colta e più intellettuale per uno Scrittore di riuscire a dimenticarsi di ciò che sa per esprimere ciò che riesce a sentire facendo leva là dove si producono le grandiose e non catalogate onomatopee dell’umano: dal brusio della strada e della sua pancia.

[…] mentre uno Scrittore pensa e parla e scrive una lingua, i comuni mortali sono pensati e parlati e scritti da essa senza neppure mai accorgersene.

Lo scrittore che non ha la visionarietà di essere la sintesi di tutti gli uomini e di tutte le donne di ogni tempo passato e presente e futuro e al contempo di essere quel poco che è non è Scrittore.

[…] lo Scrittore dice del proprio essere uomo ciò che ogni uomo trova conveniente tacere per dire solo ciò che è convenuto si possa dire, cioè niente di quanto non sia già stato detto e ripetuto e codificato e non sia sconveniente.

[…] la grande letteratura, non prendendo alla lettera le apparenze dei ruoli assegnati alle persone – ai sessi… – dalla società e dai condizionamenti dell’educazione, aspetta la gente al varco della loro più intima verità e a ciascuna persona assegna il personaggio corrispondente che ne ribalti la facciata ufficiale.
E se la Letteratura non esalta gli esseri sociali incondizionatamente per la faccia che mostrano, neppure condanna gli esseri umani eccessivamente per l’altra che sono costretti prima o poi a rivelare.

La Letteratura richiede come leggio lo spartito dell’intero mondo, la musica solo la letteratura di se stessa […].

Amare e scrivere, cose che richiedono un atto di forza per abbandonarvisi, non possono darsi per debolezza, disperazione, compromesso, tendenza all’ozio o voglia di concludere andando a letto o facendo finire una storia cominciata solo per vedere come va a finire. Continua a leggere

Vita da editor (62)

Scrittore: Il romanzo che le invio in allegato è una saga famigliare ambientata agli inizi del Novecento in una provincia del centro Italia, realistica e immaginaria insieme. La mia prosa si ispira infatti a quella del più grande scrittore sudamericano vivente: Gabriel García Márquez.

Editor: Eh? Márquez è morto lo scorso aprile!

Scrittore: Ah, sì, ha ragione, avevo fatto copia-incolla e mi sono distratto; sono tre anni che spedisco il testo a destra e a manca…

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Vita da editor (61):
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Vita da editor (60)

Scrittore: Visto che viviamo nella stessa regione, ci terrei a consegnarle personalmente il mio inedito. L’ideale per me sarebbe di sabato pomeriggio o domenica mattina.

Editor: Francamente non lo ritengo necessario. Intanto mi spedisca il testo e poi, se opportuno, fissiamo un appuntamento – magari evitando il weekend…

Scrittore: Ma vorrei parlarle della mia vocazione alla scrittura e illustrarle la singolarità della mia opera prima che la legga.

Editor: Stia sereno, è sufficiente che alleghi all’inedito un curriculum e una breve sinossi.

Scrittore: A voce, però, mi riesce meglio spiegarmi.

Editor: Scusi, e la “vocazione alla scrittura” allora?

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Vita da editor (59):
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