Se Mondadori acquistasse RCS Libri e se la legge Levi venisse smembrata

Acqusizione RCS Libri da parte di Mondadori

Molti pensano che “fare cultura” in ambito editoriale significhi disinteressarsi degli aspetti finanziari, cercare semplicemente autori con qualcosa da raccontare e uno stile inedito con cui farlo; ovviamente e purtroppo non è così. Occorre anche essere messi nelle condizioni di poter raggiungere il lettore giusto, di poter competere con le altre realtà editoriali, di conseguire quantomeno una parità di bilancio tra scouting, lavoro redazionale, costi tipografici, di promozione e distribuzione, diritti d’autore da una parte e vendite dall’altra.

Se Mondadori acquistasse RCS Libri, le conseguenze immediate non sarebbero quelle sulle linee editoriali dei singoli marchi del gruppo RCS (Rizzoli, Bompiani, Adelphi, Marsilio e altri): Einaudi fa ad esempio già parte del gruppo Mondadori e ha mantenuto comunque una politica culturale autonoma e qualificata. I dubbi semmai sono sulla sostenibilità economica di un’acquisizione di tale portata da parte di un’azienda già gravata da 300 milioni di debiti e sulla posizione di monopolio sul settore che ne conseguirebbe: la concentrazione dei principali editori, oltre che dei distributori e delle librerie di catena, nelle mani di un unico soggetto più che contrastare Amazon annienterebbe definitivamente le possibilità della piccola e media editoria di operare sul mercato. Continua a leggere