THAT’S (IM)POSSIBLE di Cristò, recensione su PugliaLibre

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That’s (im)possible (Caratteri Mobili, pp. 80, euro 8), ultima opera narrativa di Cristò, si presenta come il resoconto di una misteriosa lotteria diventata in breve tempo un format televisivo dal successo planetario e un fenomeno di massa; tutti sono pronti a farsi blandire da una speranza, sia pure – o anzi ancor più – se irrazionale (in questo caso indovinare un numero tra uno e infinito): «Le cose impossibili accadono continuamente. Per questo giocavo a That’s. Per questo ci giocavano tutti», sono le parole di Leonardo Angrisano, sociologo e presumibilmente personaggio. “Presumibilmente” non solo perché credo proprio di conoscerlo, ma anche perché si legge nella Premessa (necessaria): «Naturalmente tutti sapete che i fatti narrati nel testo sono assolutamente veri e che i nomi e i cognomi delle persone intervistate corrispondono a persone realmente esistenti»; non cercate però Leonardo o altre comparse su Google, perché i risultati della ricerca potrebbero confondervi: come in tutte le opere di Cristò la letteratura è finzione, almeno quanto è letteratura la vita reale – continua ad agire su di lui, anche sul piano stilistico, l’influsso vivifico di John Barth e di altri narratori statunitensi. [Continua su PugliaLibre]

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MIA MOGLIE E IO di Alessandro Garigliano, recensione su PugliaLibre

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Mia moglie e io (pp. 234, euro 15) è il brillante romanzo d’esordio di Alessandro Garigliano, il cui nome sarà senz’altro noto agli assidui lettori del blog culturale minima&moralia; a pubblicarlo è la barese LiberAria Editrice nella collana Meduse.
Quella di Garigliano è una scrittura ricercata e a tratti onirica, che si avvita su se stessa con ironia creando gorghi che talvolta rilasciano senso e talvolta lo occultano; dopo lo straniamento iniziale, il lettore ne rimane irretito, sebbene il ritmo narrativo non sia incalzante e la trama possa apparire un po’ sfilacciata – nonostante l’innegabile solidità strutturale dell’opera.
Si alternano le sezioni Tempo determinato e Tempo indeterminato; nelle prime vi sono gli impieghi precari che il protagonista-narratore racimola «nell’odierno bungee jumping sociale che ti costringe all’ebbrezza del salto nel vuoto per poi, dopo pochi mesi, risucchiarti con un vertiginoso rinculo alla medesima altezza colma di smarrimento da cui eri partito»: si ritrova così a fare il manovale in un cantiere edile, l’impiegato di un ufficio di collocamento, il commesso in libreria. Nelle sezioni che vanno sotto il titoloTempo indeterminato, invece, è la dimensione coniugale a essere raccontata, lo stillicidio di un’esistenza vuota i cui unici fremiti vitali sono dati dall’adorazione della propria moglie [continua su PugliaLibre].

VOLARE SOTT’ACQUA di Fabio Lubrano, recensione su PugliaLibre

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Dopo le iniziali pubblicazioni in formato elettronico, la casa editrice barese LiberAria ha ora intrapreso l’avventura delle edizioni cartacee e i primi titoli, distribuiti da Messaggerie, dimostrano una notevole cura grafica e un taglio culturale particolarmente attento ai giovani e alle contaminazioni artistiche.
Volare sott’acqua (pp. 126, euro 12) di Fabio Lubrano è il secondo volume della collana di narrativa italiana curata da Alessandra Minervini (Meduse) e propone ben trentadue brevi racconti. Lubrano cerca di condensare e conciliare, spesso in poche righe, ironia e sentimentalismo, con risultati dissimili: se in alcuni casi si ha l’impressione che la componente grottesca sia eccessiva o che il racconto sia troppo teso all’effetto sorpresa del finale, in altri non si può che ammirare la sua capacità di inspirare un malinconico sorriso.
Certo, il sottotitolo funge da avvertenza, Racconti per chi non ha tempo di leggere, e io l’ho disattesa, pentendomene: i testi sono stati concepiti in momenti e per occasioni diverse (molti sono già apparsi in rivista), per cui leggerli in stretta successione penalizza la cifra stilistica dell’autore, comunque sempre riconoscibile e a tratti davvero originale.

Su PugliaLibre la seconda metà della recensione:
http://www.puglialibre.it/2013/07/%E2%80%9Cvolare-sott%E2%80%99acqua%E2%80%9D-di-fabio-lubrano/

VELENO di Cristina Zagaria, intervista su PugliaLibre

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Cristina Zagaria, giornalista di origini ioniche, torna a coniugare impegno civile e scrittura narrativa con Veleno – La battaglia di una giovane donna nella città ostaggio dell’Ilva (Sperling & Kupfer, pp. 338, euro 17): una trasposizione letteraria del concreto impegno di Daniela Spera, farmacista tarantina, nel far luce sull’inquinamento incontrollato delle industrie del capoluogo ionico (a partire inevitabilmente dall’Ilva) e sulle sue devastanti conseguenze per la salute. È sufficiente lo stralcio di un dialogo tra Daniela e il suo amico Red a chiarire le coordinate di un dramma tanto reale quanto urgente e complesso:
«“Voglio fare un dossier.”
“E poi?”
“E poi non lo so. Intanto comincio a farlo. […] E poi si vedrà, intanto inizio. Nessuno dà mai il via.”
“E poi?”
“E poi magari lo porto in tribunale o vado ai giornali, non lo so…”
“Ma sai di chi stiamo parlando? Questi pagano i funerali agli operai, assumono figli e nipoti. Comprano la vita con il lavoro, il silenzio con assegni a sei zeri. La povertà ha sempre un prezzo e questa città è sempre stata troppo povera per ribellarsi. A Taranto, se lavori, muori di lavoro. Se non lavori, muori di fame.”»

Per i lettori che dovessero farsi troppo assorbire dal romanzesco, ci pensano poi le ultime due sezioni dell’opera a ristabilire il quadro storico di una città sul baratro: nelle Voci di Taranto sono le persone reali che hanno ispirato alcuni personaggi a offrire la loro testimonianza, o a dar conto della propria esistenza fantastica quando non hanno un corrispettivo in carne e ossa; infine, Il diario degli avvenimenti ripercorre la storia dello stabilimento siderurgico dagli anni ’60 al 14 marzo 2013.

Su PugliaLibre l’intervista a Cristina Zagaria:
http://www.puglialibre.it/2013/05/%E2%80%9Cveleno%E2%80%9D-intervista-a-cristina-zagaria/

LA BALLATA DEI RAMINGHI ADIRATI di Daniele Di Maglie, recensione su PugliaLibre

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Quello che Daniele Di Maglie crea nella Ballata dei raminghi adirati (Il Grillo, pp. 208, euro 15) è un sorprendente universo distopico. Siamo nel 2021, una colossale azione intergovernativa ha eliminato la droga dal pianeta aumentando l’uso di farmaci derivati dalle nanotecnologie: «Hanno cominciato a fare esperimenti sulle persone, introducendo nanomacchine intelligenti e autoreplicanti nei loro corpi, con l’intento di ristrutturare l’organismo, l’intero sistema biologico, l’impalcatura su cui poggia la vita, per renderci immuni alla malattia, alla vecchiaia, alla morte». Ma, mentre gradualmente le nanomacchine si impossessano degli organismi che le ospitano, si scatena una lotta clandestina tra multinazionali e altri non definiti poteri forti per il controllo del settore: ogni individuo si trova così a essere un campo di battaglia tra invisibili forze.

Qui la recensione completa della Ballata dei raminghi adirati:
http://www.puglialibre.it/2013/03/%E2%80%9Cla-ballata-dei-raminghi-adirati%E2%80%9D-di-daniele-di-maglie/

Intervista a Eva Clesis, autrice di PAROLE SANTE

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Intervista a Eva Clesis su PugliaLibre, in occasione della pubblicazione di Parole sante

Parole sante (Perdisa Pop) di Eva Clesis si configura subito come un romanzo del Sud che ha per protagonisti la bigotta signora Magnano, vedova dell’ex sindaco di Comasia – paesino immaginario della Puglia meridionale –, e suo figlio Santo, reso storpio da una malattia, una giovane badante ucraina che non parla italiano, un sacerdote trafficone e il suo sagrestano delinquentello. È una storia di superstizione e di raggiri, che affonda le radici nel passato famigliare dell’agiata famiglia Magnano e che solo nel finale abbandona il tono scanzonato per avviarsi alla drammatica conclusione.

Qui l’intervista all’autrice:
http://www.puglialibre.it/2013/03/%E2%80%9Cparole-sante%E2%80%9D-intervista-a-eva-clesis/

PER SEMPRE CARNIVORI di Cosimo Argentina, recensione su PugliaLibre

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Su PugliaLibre abbiamo già premiato Vicolo dell’acciaio come miglior romanzo di autore pugliese del 2011, apprezzato Cuore di cuoio e recensito con entusiasmo il suo capolavoro Maschio adulto solitario. In Per sempre carnivori (minimum fax, pp. 190, euro 14) Cosimo Argentina si conferma scrittore di razza e funambolo di un linguaggio composito e gergale, crudele e lirico; quel che manca, però, è il tentativo di rinnovare la propria prosa. Troviamo ancora un giovane narratore in prima persona divorato dall’assenza di riferimenti e di prospettive, Leone Polonia, e una provincia ionica devastata e brutale. È comunque un buon romanzo, che non deluderà i lettori abituali di Argentina e che potrà conquistarne di nuovi, in cui ha una parte rilevante la descrizione di una realtà scolastica sconcertante e priva di ogni etica, con pochi degni precedenti letterari (come L’onda sulla pellicola di Michele Lupo).

Qui la recensione completa di Per sempre carnivori:
http://www.puglialibre.it/2013/02/per-sempre-carnivori-di-cosimo-argentina/