IL GRIDO di Luciano Funetta, recensione

Dopo il buon esordio con Dalle rovine, Luciano Funetta dà piena prova di talento con Il grido

A dispetto della giovane età dell’autore, la scrittura onirica di Luciano Funetta trova piena maturità nel Grido, pubblicato da Chiarelettere nella collana curata da Michele Vaccari. Immersi in un’atmosfera che ha qualcosa sia di orwelliano sia delle ambientazioni dei film di Tim Burton, scopriamo un futuro prossimo angosciante e abbrutito in cui la protagonista, Lena, sopravvive lavorando in un’impresa di pulizie e con qualche briciola d’amore, mentre cerca di ricostruire il proprio passato da orfana presso la casa delle Dame e le frequenti sortite in un Orto Botanico psichedelico. Continua a leggere

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Intervista a Kareen De Martin Pinter, autrice di DIMENTICA DI RESPIRARE – Professione scrittore 27

Kareen De Martin Pinter, autrice di DIMENTICA DI RESPIRARE , intervista

Foto di Klara Beck

Dopo aver esordito per Mondadori nel 2013 con L’animo leggero, Kareen De Martin Pinter ha pubblicato con Tunué il suo secondo romanzo nella collana diretta da Vanni Santoni.
Giuliano, il protagonista di Dimentica di respirare, ha un pensiero forte che lo trattiene sul fondo del mare e quando Maurizio gli insegnerà la disciplina avrà inizio la sua carriera di apneista. L’autrice ce lo presenta però quando la sua parabola sta per declinare, attraverso una scrittura ipnotica, anche quando impone al lettore degli scarti, poiché narrazione in prima persona al presente, visioni e ricordi si inanellano senza interruzioni. È un romanzo che sembra riprodurre l’esplorazione subacquea fatta di subitanee apparizioni attraverso una densità lì di materia qui di parole, ma è anche un omaggio al mare e alle sue creature, insieme crudeli e dispensatori di grazia. Continua a leggere

Quali libri leggere quest’estate? Ecco alcuni suggerimenti e la sesta pagella

quali libri leggere quest’estateGrazie all’insonnia riesco a tenermi abbastanza aggiornato sugli ultimi libri pubblicati (anche se molti, troppi, sono ancora in lista d’attesa); ve ne consiglio alcuni, con i quali magari trascorrere le vacanze: Cielo rosso al mattino di Paul Lynch, Contea inglese di Silvio D’Arzo, Del dirsi addio di Marcello Fois, Il monastero di Zachar Prilepin, Il sovrano delle ombre di Javier Cercas, Potrebbe trattarsi di ali di Emilia Bersabea Cirillo, Una coltre di verde di Eudora Welty, Vita e morte delle aragoste di Nicola H. Cosentino e aggiungo anche il secondo numero di «The FLR – Desire/desiderio». Chiaramente, potreste leggerli anche in autunno o quando vi pare, intanto però prendete nota. Continua a leggere

NELLA PERFIDA TERRA DI DIO di Omar Di Monopoli, recensione

NELLA PERFIDA TERRA DI DIO di Omar Di MonopoliEdito da Adelphi il nuovo thriller di frontiera di Omar Di Monopoli

Nella perfida terra di Dio sta raggiungendo un pubblico di lettori molto più ampio e variegato rispetto a quello che già conosceva e apprezzava la scrittura di Omar Di Monopoli e l’impressione è che anche molti critici stiano scoprendo solo ora il quarantenne di Manduria: del resto, gli autori italiani contemporanei nel catalogo Adelphi sono talmente pochi che ogni nuova acquisizione desta sempre un certo interesse. Chi tuttavia ha letto i romanzi Uomini e cani, Ferro e fuoco, La legge di Fonzi o i racconti Aspettati l’inferno, tutti pubblicati con Isbn, e si aspettava che, insieme alla veste grafica più sobria e tradizionale, potessero essere mutati la voce dell’autore o il suo immaginario viene decisamente smentito. Continua a leggere

Racconti: finalmente tutta un’altra storia

Una selezione di raccolte di #raccontiAnche l’editoria italiana riscopre le short stories

Credo sia stato per colpa di Dino Buzzati e dei suoi Sessanta racconti, o forse delle Cronache marziane di Ray Bradbury, che sono diventato un appassionato lettore di short stories; certo è che per anni in Italia le raccolte di racconti, come la poesia, sono state per gli editori una scommessa a perdere – e non so con quanta incoscienza vi avessi puntato con una collana apposita (Nuovelettere per Stilo Editrice dal 2010) e una rubrica su Sul Romanzo (Raccontami dal 2012), poi trasferitasi su questo blog (About short stories).
Ora invece, quando stilo pagelle sulle pubblicazioni recenti, quasi sempre sono raccolte di racconti a occupare le prime posizioni, a riprova che se ne pubblicano e di qualità. Qualche esempio? I tempi non sono mai così cattivi di Andre Dubus (Mattioli 1885), Una cosa che volevo dirti da un po’ di Alice Munro (Einaudi), Matteo ha perso il lavoro di Gonçalo M. Tavares (nottetempo), Le cose che non facciamo di Andrés Neuman (SUR); ma occorre assolutamente menzionare anche Il paradiso degli animali di David James Poissant (NN) e La donna che scriveva racconti di Lucia Berlin (Bollati Boringhieri).
Ci sono, poi, piccole case editrici che sempre più spesso danno spazio nei propri cataloghi alle narrazioni brevi, come L’orma editore (con quelle di Marcel Aymé, Bernard Quiriny, Antoine Volodine) o LiberAria (con quelle di Orazio Labbate, Fabio Lubrano, Giovanni Battista Menzani, Alessandro Raveggi). E che dire della giovane ed eccellente Racconti edizioni? Caso più unico che raro, ho letto tre loro volumi e mi hanno entusiasmato tutti e tre: Stamattina stasera troppo presto di James Baldwin, Appunti da un bordello turco di Philip Ó Ceallaigh, Karma clown di Altaf Tyrewala.
Non finisce qui. Continua a leggere

Pubblicazioni recenti: appunti di lettura e quarta pagella

Stamattina stasera troppo presto di James Baldwin, Karma clown di Altaf Tyrewala, I difetti fondamentali di Luca Ricci, La cosa giusta di Michele Cocchi, Satantango di László Krasznahorkai, Zero K di Don DeLillo, Povera patria di Stefano Savella, Lettera d’amore allo yeti di Enrico MaciociIn questa quarta pagella molto spazio ai racconti con Stamattina stasera troppo presto di James Baldwin, Karma clown di Altaf Tyrewala e I difetti fondamentali di Luca Ricci; una bella sorpresa, il romanzo La cosa giusta di Michele Cocchi, e poi due “classici contemporanei”, Satantango di László Krasznahorkai e Zero K di Don DeLillo. Infine, qualche nota su Povera patria di Stefano Savella e Lettera d’amore allo yeti di Enrico Macioci: due testi che mi sembrava ingiusto non menzionare e scorretto valutare, dal momento che nel tempo la stima per i due autori si è tramutata in amicizia. Continua a leggere

Intervista a Sandro Campani, autore del GIRO DEL MIELE – Professione scrittore 22

sandro-campani-autore Einaudi-intervistaIl giro del miele di Sandro Campani è la storia di due sconfitti che non si sono arresi: l’anziano Giampiero, che ha portato avanti la falegnameria di Uliano, e il figlio di quest’ultimo, Davide, che della passione per l’apicoltura non è riuscito a farne un lavoro. Trascorrono insieme una lunga notte di confessioni per riappacificarsi con il passato, in cui uno ha finito per ingannare le persone che ama e l’altro per compromettere la relazione con Silvia, l’unica donna che abbia mai desiderato. Intorno a loro e nei racconti, nei ricordi, è vivido l’Appennino tosco-emiliano, con i suoi paesaggi e le sue atmosfere, ed è questa simbiosi con la natura, insieme ai temi della paternità (non sempre biologica) e dello scarto tra aspirazioni e realtà, a imporre un parallelismo con Le otto montagne. Come quella di Cognetti, poi, la scrittura di Campani è sorvegliata, matura, attenta ai dettagli e per giunta capace di calcare le battute su chi le pronuncia, impiegando dove occorre costrutti e termini dell’oralità. Il giro del miele è il quarto romanzo di Sandro Campani, qui di seguito intervistato. Continua a leggere