Una lezione di scrittura di Dostoevskij

l'idiota_dostoevskij_copertinaAlcune considerazioni sui personaggi letterari tratte dall’Idiota di Fëdor Dostoevskij (Einaudi, traduzione di Alfredo Polledro)

La maggior parte degli scrittori cercano, nei loro romanzi e nelle loro novelle, di scegliere dei tipi umani e di presentarli in modo pittoresco e artistico: tipi che ben di rado s’incontrano bell’e compiuti nella realtà e che nondimeno sono quasi più reali della realtà stessa. […]
Ciò nonostante, una questione ci si affaccia pur sempre: che ha da fare il romanziere con le persone assolutamente ordinarie, “comuni”, e come deve presentarle al lettore per renderle in qualche modo interessanti? Trascurarle del tutto nel racconto è impossibile, perché le persone ordinarie sono in ogni momento e nella loro maggioranza un anello indispensabile nella concatenazione degli avvenimenti quotidiani; trascurandole dunque si verrebbe meno alla verosimiglianza. Riempire i romanzi di soli tipi, anzi, per destare interesse, semplicemente di persone strane ed inesistenti sarebbe inverosimile, e magari anche privo di interesse. Secondo noi, lo scrittore deve ingegnarsi a scoprire sfumature interessanti e istruttive pur fra le figure ordinarie.
[…] Non dobbiamo dimenticare che i motivi delle azioni umane sono di solito infinitamente più complessi e più vari di come noi li spieghiamo sempre, e di rado si delineano in modo preciso. A volte la cosa migliore per il narratore è limitarsi alla semplice esposizione degli avvenimenti.

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