Cinque consigli di narrativa italiana contemporanea

Per lavoro e per passione dedico molta attenzione alla narrativa contemporanea: credo che ogni tanto riservi delle sorprese e delle conferme tutt’altro che trascurabili. Ecco le mie considerazioni, seguite da un breve estratto, sugli ultimi libri di autori italiani che per ragioni diverse ho apprezzato. Continua a leggere

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LEGGERE FA MALE, soprattutto d’estate

rassegna Bocca di MagraLa rassegna letteraria di Bocca di Magra a cura di Alessandro Zannoni

Leggere fa male/off è un percorso nella narrativa contemporanea che nasce dall’esperienza della Festa della Letteratura Nera e che dal 20 giugno al 20 agosto vedrà susseguirsi a Bocca di Magra, sulla riviera ligure, scrittori e professionisti del settore editoriale. Qui di seguito le date e gli ospiti della rassegna (tutti gli incontri avranno inizio alle 21,30 presso il porticciolo):
20 giugno – Paolo Zardi autore di XXI Secolo (Neo Edizioni).
27 giugno – Carlo Chierici, ex direttore del distributore librario PDE; Federica D’Alessio, giornalista; Angela Rastelli, editor Einaudi; Silvia Tessitore della casa editrice Zona; Giovanni Turi, editor free lance (sì, sono io).
04 luglio – Paolo Di Orazio, Debbi la strana (Cut-Up); Lorenzo Palloni, Un lungo Cammino (Mammaiuto); Ivano Porpora, La conservazione metodica del dolore (Einaudi Stile libero); Milena Prisco, L’uomo dalla bocca grande (Lite Editions); Luigi Romolo Carrino, La buona legge di Mariasole (e/o).
16 luglio – Carlo Martigli, La congiura dei potenti (Longanesi).
25 luglio – Giampaolo Simi, Cosa resta di noi (Sellerio).
30 luglio – Enrico Pandiani, Più sporco della neve (Rizzoli); Lorenzo Mazzoni, Quando le chitarre facevano l’amore (Spartaco).
06 agosto – Elisa Guidelli, Il romanzo di Matilde (Meridiano Zero).
13 agosto – Beppe Mecconi, Una domanda dall’albero (M edizioni).
20 agosto – Daniele Sartini, Una maglietta di spugna girocollo tipo mare (Delbucchia).

L’ideatore e curatore di Leggere fa male è lo scrittore Alessandro Zannoni, con la collaborazione di Anna Minelli della libreria L’Altro Luogo di Sarzana; la loro intenzione è quella di discutere con schiettezza di letteratura e di libri, presentando autori talvolta trascurati dal grande pubblico e dalle consuete kermesse letterarie, con una serata dedicata anche all’analisi della fragile realtà editoriale italiana. Insomma, Leggere fa male vuole provare a stimolare la curiosità sia dei villeggianti sia di quei lettori che generalmente rifuggono dai salotti culturali.
Ho intervistato Alessandro Zannoni per saperne di più sull’iniziativa e sullo spirito che la anima.

Partiamo dal provocatorio titolo della rassegna, Leggere fa male: a chi e perché?
Fa male a tutti, perché se leggi un libro che fa schifo ti passa la voglia e pensi che magari tutti scrivono così e smetti di leggere; se leggi un libro bello poi ne hai voglia di un altro e un altro ancora, e i libri a volte costano troppo e ti prendono tempo che invece potresti dedicare ai tuoi amici su Facebook; se leggi un libro che ti apre la testa, poi, che ti fa ragionare sulle cose, che ti insinua dubbi, ti fa vedere il mondo dalla prospettiva giusta, allora sono dolori; per non parlare del rischio di portare alla luce quei sentimenti e quelle emozioni, durante la lettura, che ti possono segnare intere giornate.
Sì, lo sconsiglio vivamente. Continua a leggere

XXI SECOLO di Paolo Zardi, l’outsider del Premio Strega

Paolo Zardi IntervistaTra i dodici finalisti del Premio Strega 2015, XXI Secolo è la scommessa vinta da Paolo Zardi e dalla Neo Edizioni

XXI Secolo è la terza opera che il padovano Paolo Zardi pubblica con Neo Edizioni; se con le precedenti raccolte di racconti date alle stampe dall’editore abruzzese (Antropometria e Il giorno che diventammo umani) si era guadagnato l’apprezzamento di alcuni critici e lettori, ora sta giungendo all’attenzione di un pubblico ben più ampio, complice la candidatura al Premio Strega su proposta di Valeria Parrella e Giancarlo De Cataldo: al momento XXI Secolo è nella “sporca dozzina”, ma nulla esclude che riesca a ritagliarsi un posto nella cinquina dei finalisti. Sarebbe una sorta di miracolo per la piccola casa editrice di Angelo Biasella e Francesco Coscioni, ma soprattutto un giusto riconoscimento per un testo intenso e lucido come questo.
XXI Secolo è un romanzo ambientato nell’Occidente devastato di un futuro prossimo e indefinito, delineato con pochi tratti efficaci e feroci; qui un uomo mansueto e determinato si trova a doversi prendere cura dei due figli e della moglie in coma, preservandoli dalla barbarie, e al contempo è costretto a riconsiderare la propria vita coniugale a fronte di una dolorosa scoperta: «Capì in quel momento che, di sua moglie, sapeva solo ciò che aveva voluto conoscere. Attraverso un’interpretazione di parte, smussando o negando gli aspetti che non gli piacevano, l’aveva trasformata in una versione comoda e comprensibile».
Quella di Paolo Zardi è un’analisi in forma narrativa della deriva contemporanea delle nostre certezze e aspettative, degli attuali assetti sociali ed economici, ma anche dei complessi legami famigliari e affettivi, condotta con una scrittura essenziale e delicata, di un sentimentalismo solo a tratti invadente.
Qui di seguito un’intervista all’autore, il cui blog è grafemi.wordpress.com.

XXI Secolo è innanzitutto un romanzo famigliare, oltre che una storia d’amore: due filoni narrativi molto presenti anche in diversi dei tuoi racconti, giusto?
La scelta degli argomenti che popolano i racconti e i libri che ho scritto è fuori dal mio controllo: se fosse per me, se potessi decidere, scriverei romanzi storici ambientati nel tardo impero romano, oppure commedie romantiche nella Danimarca degli anni cinquanta. Ci ho provato, qualche volta, ma non sono arrivato ad alcun risultato concreto. Il processo creativo assomiglia alla paziente ricerca che da ragazzino facevo su una vecchia radio di mio nonno, quando giravo un’enorme manopola per trovare, tra le frequenze AM, qualcosa di intellegibile. Si udivano voci confuse appartenenti a lingue sconosciute, bollettini di guerre lontane, fischi che sembravano provenire dallo spazio siderale… Poi, d’improvviso, mi imbattevo in vecchie melodie suonate da orchestre, che io immaginavo essere di Vienna, e allora mi sentivo finalmente appagato. Con le storie succede più o meno lo stesso, con l’unica differenza che la radio sono io. Procedo per tentativi, spesso alla cieca, fino a che non trovo la frequenza giusta; e ora, guardandomi indietro, scopro che quella frequenza ha quasi sempre a che fare con la famiglia. Dal punto di vista drammaturgico, credo che i legami famigliari, così profondi, e così casuali (non scegliamo i nostri genitori, e anche i figli, nonostante l’educazione che faticosamente cerchiamo di impartire, crescono secondo modalità che non possiamo controllare), così viscerali, in senso stretto, e così impegnativi, abbiano una potenza, e presentino un interesse, assolutamente straordinari. Perfino il legame fondante di una famiglia, quella miscela di attrazione, stima, empatia, complicità, che tiene insieme la coppia che decide di costruire qualcosa insieme, mescola una forza e una fragilità che derivano dalla natura stessa del legame. Con il senno di poi, quindi, non mi stupisco di scoprire questa mia predilezione per il tema della famiglia; e anzi, a volte mi chiedo: “ma di cos’altro potrei parlare? Del paesaggio?” Continua a leggere

Intervista ad Angelo Biasella, direttore editoriale della Neo Edizioni

Logo Neo Edizioni NeroAngelo Biasella è il direttore editoriale e l’editor della Neo Edizioni, da lui fondata nel 2008 insieme a Francesco Coscioni.

Quale percorso ha portato te e Francesco Coscioni a creare la Neo Edizioni? Quali sono state le tue precedenti esperienze in ambito editoriale?
Francesco è laureato in Scienze della Comunicazione e ha lavorato come direttore marketing in una nota azienda di moda; io ho un’inutile laurea in Scienze Politiche, una tessera da pubblicista e trascorsi, abbastanza travagliati, tra giornalismo ed editoria. Di fondare una casa editrice se ne parlava da più di un decennio ma erano solo pop-up che affioravano alle feste comandate e svanivano finiti gli slanci pasqua-natalizi (siamo cugini di sangue). L’idea di farla davvero la cazzata ha preso corpo un imprecisato giorno del giugno 2007. Stanchi dei rispettivi lavori, ci siamo detti che era il momento di provare. Allora, focalizzato il Ki e aperti i chakra alla bell’e meglio, siamo partiti alla volta di Roma per formarci e informarci. Un anno di presa di coscienza ed è spuntata la Neo Edizioni.

Come proporre un testo alla tua attenzione e quali errori evitare?
Dato che ne arrivano parecchi, la mia attenzione deve essere catalizzata già dalla mail di presentazione. Il contenuto deve essere “esatto”: deve essere esaustivo ma non prolisso, deve spiegare ma non svelare, deve contenere i prodromi dello stile dell’autore e deve recare in sé una promessa di paradiso. Oltre a questo, non sarebbe male se gli autori che si approcciano a noi avessero letto almeno uno dei titoli che abbiamo in catalogo. Capisco che, ormai, provarci non costa che un click ma l’invio a tappeto è un’indelicatezza che abbiamo sempre avversato. Continua a leggere

IL GIORNO CHE DIVENTAMMO UMANI di Paolo Zardi, recensione – About short stories

copertina-il-giorno-che-diventammo-umani-paolo-zardi-neoIl giorno che diventammo umani – e non potemmo più tornare indietro.

Il giorno che diventammo umani (Neo Edizioni) di Paolo Zardi è una raccolta di racconti che, come la precedente Antropometria, indaga con uno sguardo lucido e disturbante la drammaticità dell’esistenza.
Che voglia scuotere il lettore lo si comprende già dal racconto di apertura, Domenica pomeriggio (forse il più crudo), in cui un uomo “qualunque” sodomizza una ragazzina, percependo solo in maniera indistinta il male di cui è colpevole.
Quelli del Giorno in cui diventammo umani sono personaggi in bilico tra l’ottusità della vita, gli impulsi e la fragilità del corpo, i rischi di un’eccessiva autoconsapevolezza e il desiderio di comprendere/si: così quell’umanità evocata nel titolo ne esce piuttosto ammaccata, ma non rinuncia a un’ostinata sopravvivenza. Continua a leggere