ABBACINANTE. L’ALA DESTRA di Mircea Cărtărescu, recensione

Abbacinante. L’ala destra. Mircea Cărtărescu, VolandSi conclude con Abbacinante. L’ala destra la trilogia del rumeno Mircea Cărtărescu pubblicata da Voland

Abbacinante. L’ala destra prosegue e porta a compimento il percorso di Mircea Cărtărescu attraverso la storia della Romania, il proprio passato e l’idea di una letteratura che assorbe e plasma una realtà dilatata. L’intera trilogia (che comprende anche Abbacinate. L’ala sinistra e Abbacinante. Il corpo) è stata tradotta a cura di Bruno Mazzoni per Voland, impresa non da poco; nella scrittura di Cărtărescu sogni, visioni, ricordi, riflessioni metaletterarie e satira politica si compenetrano al punto che lo stesso autore non è più in grado di delimitarne i confini: «[…] non so più quando vivo e quando scrivo. Quando passeggio per strada, mi rendo improvvisamente conto che sono in una via inesistente nella Bucarest reale, che è la strada descritta da me il giorno prima in questo libro illeggibile».
È dunque incoraggiante che Abbacinate. Il corpo abbia vinto il Premio Gregor von Rezzori e sia ora tra i finalisti per il Premio Strega Europeo; è il segnale che nonostante tutto si ritiene ancora un valore la capacità di sperimentare, di sovvertire i canoni della narrazione tradizionale, di sfidare il lettore chiedendogli di perdersi nell’incubo partorito da un’altra mente: «Il suo manoscritto era tutto quel che poteva essere più diverso da un romanzo: era un libro. Esso non poteva essere letto, come non è possibile leggere una pietra o una nuvola. Lo scriveva non con l’inchiostro di una biro, ma con il midollo stesso della sua spina dorsale». Continua a leggere

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