Rassegna dai blog culturali

rassegna culturale dal web

Non c’è marchio editoriale che ti salvi dal rischio di acquistare, per 16/18/22 euro, carta straccia. Senza vita, senza idee, senza necessità. […] le recensioni spesso sono capolavori di equilibrismo per non dispiacere a nessuno, non si stronca più niente o quasi, si ignorano molti buoni libri perché autore, o editore, o entrambi, non hanno potere sufficiente per chiedere, e ottenere, attenzione dalle pagine culturali: Lidia Ravera riflette sulla polemica tra Raimo e Ferretti, ma anche sullo stato dell’editoria e della lettura (Huffington Post).
http://www.huffingtonpost.it/lidia-ravera/caro-ferrari-con-la-cultura-si-mangia-ma-chi-ci-si-vuole-arricchire-ha-sbagliato-indirizzo_b_4134863.html?utm_hp_ref=fb&src=sp&comm_ref=false

Sono giorni di festa per noi lettori di racconti. Chi l’avrebbe mai detto: il Nobel per la letteratura a una narratrice che, in vita sua, non ha scritto nemmeno un romanzo. Certo che per ottenerlo Alice Munro ha dovuto lavorare parecchio: circa centocinquanta racconti scritti in quarantacinque anni di carriera, al ritmo di tre o quattro all’anno, senza fermarsi mai: Paolo Cognetti racconta Alice Munro, vincitrice del Nobel per la Letteratura, nonché una delle autrici a cui è più legato (minima&moralia).
http://www.minimaetmoralia.it/wp/alice-munro-nobel-letteratura/

Da non perdere, nella nuova Webzine di Sul Romanzo, la traduzione dell’articolo in cui Eduard Limonov traccia una parodia del suo difficile confronto con una editor americana…
http://issuu.com/sulromanzo/docs/sul_romanzo_anno_3_n_5_ott_2013

Molto interessanti anche le considerazioni di alcuni addetti ai lavori su come nasca un bestseller (ossia sull’impossibilità di predeterminarlo), raccolte da Alessandro Mazzarelli su Europa.
http://www.europaquotidiano.it/2013/09/29/nellofficina-del-bestseller-come-pubblicare-un-caso-editoriale/

Scrivere, leggere, editare: una selezione dal web

rassegna culturale dal web

Nei prossimi giorni non so con quale frequenza aggiornerò il blog: ogni tanto anche gli editor provano a staccare la spina, ma raramente ci riescono (perché ovunque vadano sono libromuniti e cercano di controllare la posta elettronica anche dalle località più remote, nonché di tenere sotto controllo le pagine culturali dei quotidiani, ecc.). Ne approfitto allora per segnalarvi qui i link a una serie di recenti articoli che potrete leggervi con calma se dovessi latitare un po’.

Per Esmé, con amore e squallore di Paolo Cogetti
La prima di una serie di riflessioni sul racconto e sull’arte della narrazione, a partire dall’opera di illustri scrittori. Ecco l’incipit: “Il racconto non è solo una narrazione breve, è una narrazione incompleta. Comincia dopo che qualcosa è già accaduto, finisce quando qualcos’altro deve ancora accadere: lascia fuori un bel pezzo della storia, e certe volte quello che resta fuori è perfino più importante di quello che c’è dentro. Il racconto, diceva Grace Paley, è un punto di domanda. Il romanzo ha l’ambizione di rispondere, di contenere tutto – se non proprio tutto il mondo almeno tutto un mondo – di costruire per noi una casa in cui abitare: alla fine chiuderemo la porta su un luogo che ci ha accolti per un po’ di tempo, e che conosciamo bene. Il racconto è piuttosto una finestra sulla casa di qualcun altro […]”.
(http://www.minimaetmoralia.it/wp/per-esme-con-amore-e-squallore/)

L’arte della guerra di carta e inchiostro di Cosimo Argentina
Anche Cosimo Argentina, sempre su minima&moralia, si è soffermato a riflettere sulla scrittura, sulle sue regole e le ferite da cui scaturisce e che crea: “Scrivere con la penna o col pc è uguale. Scrivere di notte o all’alba è uguale. Scrivere nel silenzio o nel chiasso è uguale. L’importante è farlo tutti i giorni e lasciare la frase nel momento ideale. Né un momento prima né uno dopo che l’ispirazione sta calando”. Diverse anche le considerazioni sull’habitat dei narratori.
(http://www.minimaetmoralia.it/wp/larte-della-guerra-di-carta-e-inchiostro/)

Dieci sistemi sicuri per sedurre un editor/una editor di Giulio Mozzi
Giulio Mozzi propone con ironia un decalogo di suggerimenti per attirare l’attenzione di un editor (o di una editor): 1. Pagatelo/a, 2. Portatevelo/a a letto, e così via sino agli ultimi consigli (in cui non si scherza più)…
(http://vibrisse.wordpress.com/2013/07/07/dieci-sistemi-sicuri-per-sedurre-un-editor-una-editor/)

L’Inferno è una noia di Daniele Maria Pegorari
Il professor Pegorari, italianista e studioso dell’opera di Dante, commenta (o meglio satireggia) Inferno, il best-seller di Dan Brown: “romanzo che rende noioso ciò che altri narratori avrebbero scritto con più ritmo, più mistero, più sensatezza e in meno pagine. È quanto di più stolido la narrativa americana abbia prodotto in tema dantesco nel sec. XXI”.
(http://incrocionline.wordpress.com/2013/06/17/linferno-e-una-noia/)

Raccontami – rubrica dedicata alle raccolte di racconti
Continua ormai da tempo la mia battaglia per ridestare l’attenzione dei lettori italiani su una forma narrativa che tanta tradizione ha nella nostra letteratura, ma che oggi viene considerata un harakiri editoriale. Per questo da quasi due anni recensisco ogni mese su Sul Romanzo una silloge di racconti – non sempre consigliandone la lettura, è ovvio.
(http://www.sulromanzo.it/search/node/raccontami, invece una riflessione più generale l’avevo pubblicata su questo blog: https://giovannituri.wordpress.com/2012/03/05/i-racconti-non-si-vendono/)