Intervista a Enrico Remmert, autore de LA GUERRA DEI MURAZZI – Professione scrittore 25

Enrico Remmert autore MarsilioEnrico Remmert ha esordito nel 1997 con Rossenotti, pubblicato da Marsilio, casa editrice con la quale ha pubblicato anche i romanzi La ballata delle canaglie (2002) e Strade bianche (2010), la recente raccolta di racconti La guerra dei Murazzi e, a quattro mani con Luca Ragagnin, Elogio della sbronza consapevole, Elogio dell’amore vizioso e Smokiana. Ha collaborato a produzioni televisive e teatrali e con diverse riviste (tra le quali «Rolling Stone» e «GQ»).
La guerra dei Murazzi comprende due racconti lunghi e due brevi: eccetto il secondo, sono tutti percorsi da una violenza latente (fisica o psicologica) che alcune volte prorompe inattesa, altre inevitabile. La narrazione è sempre in prima persona, con uno stile mimetico tecnicamente ineccepibile; vi sono poi particolari e storie che Remmert non rivela pur alludendovi spesso: come nella vita, la pretesa di conoscere tutta la verità è destinata a rimanere inesaudita.  Continua a leggere

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VACCHE AMICHE di Aldo Busi, recensione

VACCHE AMICHE, Aldo Busi, MarsilioVacche amiche, un trattato su etica e solitudine

Vacche amiche di Aldo Busi, pubblicato da Marsilio Editori, non è né un romanzo, come indicato in basso a destra sulla copertina, né un’autobiografia, come suggerito nel sottotitolo: un’autobiografia non autorizzata. Lo stesso autore, a partire da alcune considerazioni sulla Recherche di Proust, afferma: «non esiste l’autofiction negli scrittori veri» – e che Aldo Busi sia uno scrittore vero, piaccia o meno, non può essere messo in discussione.
Vacche amiche è una dissertazione dal piglio narrativo sulle relazioni umane e sull’etica, quindi è anche un attraversamento della contemporaneità radicalmente antireligioso e feroce nei confronti della oligarchia politico-giudiziaria. Busi demistifica e polemizza, come di consueto, ma soprattutto fa i conti con la solitudine: «Tanti conoscenti, di cui finisci per dimenticarti nome e faccia da un mese all’altro, ma amici no. O si accetta e si corrobora l’ipocrisia come sistema di relazione e stai in compagnia di ipocriti come te e ti senti solo come fai sentire solo chi si fa ipocritamente compagnia con la tua o te ne stai da solo senza chiederti perché lo sei: lo sei perché sei più in gamba e non hai bisogno di una stampella per sentirti dritto solo perché grazie a essa zoppichi come tutti gli altri». Continua a leggere

RACCONTI SENSAZIONALI di Edgar Allan Poe, recensione – About short stories

Edgar_Allan_Poe_portraitEdgar Allan Poe, maestro del mistero e delle short stories

La Marsilio propone una nuova selezione di racconti di Edgar Allan Poe, curata e tradotta da Carlo Martinez, con testo a fronte: Racconti sensazionali – aggettivo che viene attribuito ai testi «non solo per il loro carattere straordinario, eccezionale, ma anche per l’enfasi che essi pongono sulle sensazioni provate dai personaggi e suscitate nei lettori». L’Introduzione del professor Martinez (cui si deve anche il ricco apparato di note), oltre che dar conto del titolo, si sofferma sul difficile rapporto di Poe con la critica statunitense, sul suo tentativo di «trasfondere i principi che governano il mercato nelle regole dell’arte stessa», sulla «fascinazione per la violenza, […] le ossessioni della psiche» e altri tòpoi dell’autore, anche in relazione al dibattito sociale dell’epoca. Continua a leggere

Intervista a Jacopo De Michelis, responsabile narrativa Marsilio

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Intervista a Jacopo De Michelis, responsabile della narrativa Marsilio Editori

Alcuni scrittori non perdono occasione per ringraziare il proprio editor, altri per lanciargli critiche più o meno velate; taluni lo considerano un coautore, altri poco più che un redattore o un semplice lettore professionista… Chi è per te l’editor e qual è il suo ruolo?
Per me l’editor ha, o dovrebbe avere, un ruolo sostanzialmente socratico, maieutico: dovrebbe indicare all’autore da una parte eventuali limiti e difetti di un testo e dall’altra le sue potenzialità ancora inespresse, e cercare di convincerlo ad effettuare determinati interventi di revisione e modifica che lo aiuterebbero ad attingere una totalità di esiti letterari e narrativi. Se si persuade l’autore, bene, se no, non si può costringerlo, anche se si è fermamente convinti che sia un errore.
Personalmente, non credo molto negli editor che intervengono direttamente in maniera pesante su un testo altrui, finché si tratta di limare e rifinire la scrittura o effettuare qualche taglio, va bene, ma andare oltre rischia di essere più dannoso che utile. Così come non credo affatto che siano mai gli editor a mettere in un testo che ciò che ne determina la fortuna o il successo. Noi possiamo, come un allenatore con un atleta, aiutarlo a raggiungere la sua forma migliore, ma l’essenziale c’era già in partenza. Se così non fosse, i libri ce li scriveremmo da soli e non avremmo bisogno degli autori!
In ogni caso, la funzione più importante che un editor svolge in una casa editrice non ha a che fare tanto con il lavoro sui testi che si è deciso di pubblicare, quanto piuttosto con la decisione stessa di pubblicare o meno un determinato libro. È in quella scelta, nel saper riconoscere il talento e fiutare le potenzialità editoriali di un dattiloscritto, che sta il cuore e l’essenza del nostro lavoro.

Qual è stato il percorso che ti ha portato a svolgere questa professione?
Io ho iniziato a occuparmi di letteratura ed editoria durante l’università. Con alcuni amici ho fondato nel 1994 fabula.it, il primo circolo letterario telematico italiano, quando Internet praticamente non esisteva ancora ma c’erano le BBS, Bulletin Board System, di cui oggi ormai nessuno praticamente si ricorda più. Poi ho fatto molti anni di gavetta a Milano, collaborando come free lance con diverse case editrici grandi e piccole come lettore di dattiloscritti, correttore di bozze, curatore di antologie e collane, traduttore. A un certo punto l’attrazione familiare ha prevalso e mi sono trasferito a Venezia cominciando a lavorare a tempo pieno in Marsilio, la casa editrice fondata da mio zio, dove sono il responsabile della narrativa. Continua a leggere