Ecco i migliori blog letterari italiani (2)

classifica blog letterariAl primo post sui migliori blog collettivi italiani che si occupano di libri e cultura segue il secondo, come promesso, e ce ne sarà anche un terzo, dal momento che l’iniziativa ha riscosso consenso e attenzione e alla fine hanno aderito quasi tutti gli interpellati. Ovviamente continuerà a essere una rassegna parziale, ma indicativa di una piazza virtuale in cui a occuparsi di letteratura sono in tanti e spesso lo fanno con grande professionalità e competenza, oltre che con passione. Continua a leggere

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Un corso gratuito di editoria con i protagonisti del settore

GET UP

GET UP! – svegliamo l’editoria, a Bari dal 7 al 22 novembre

In troppi sognano di “lavorare con i libri” senza sapere cosa significhi realmente; molti si barcamenano nel mondo editoriale senza avere le adeguate competenze; alcuni sono semplicemente curiosi di scoprire i retroscena delle professioni che ruotano intorno a una casa editrice. Ebbene, a costoro si rivolge GET UP! – svegliamo l’editoria, il corso gratuito organizzato dall’associazione culturale riga quarantadue e realizzato con il contributo dell’Iniziativa Laboratori dal Basso, promossa dalla Regione Puglia.

Grafica (G), editing (E), traduzione (T), ufficio stampa (U), progettazione (P), innovazione (!): saranno gli argomenti e gli ambiti professionali che verranno discussi da alcuni protagonisti del panorama editoriale italiano, attraverso lezioni e workshop che si terranno a Bari presso la Mediateca Regionale Pugliese (via Zanardelli, 30-36); sono, inoltre, previsti eventi e incontri informali alla Nuova Taverna del Maltese (via Nicolai, 67).

Tutti di alto profilo i relatori che metteranno la propria esperienza a disposizione dei partecipanti: Riccardo Falcinelli, grafico e art director di diverse case editrici (tra cui minimum fax ed Einaudi – collana Stile Libero); Claudio Ceciarelli, editor e/o; Stefano Izzo, editor Rizzoli; Marco Rossari e Tommaso Pincio, scrittori e traduttori; Roberta Solari, responsabile dell’ufficio stampa Marcos y Marcos; Marco Cassini, fondatore delle case editrici minimum fax e SUR; Alessandro Ludovico, direttore della rivista Neural e PhD alla Anglia Ruskin University di Cambridge (UK). Sul sito di riga quarantadue trovate sia una loro breve presentazione, sia il programma completo di GET UP!.

Marco Rossari, L’UNICO SCRITTORE BUONO È QUELLO MORTO (2)

Editoria, che disastro.
Una delle cose più buffe era che il libro si acquistava in base a una sinossi tra due persone che non l’avevano letto e si vendeva in base a una sinossi tra due persone che non l’avevano nemmeno sfogliato. L’editore straniero proponeva un riassuntino del libro ancora in fieri a quello italiano che poi lo consegnava ai cosiddetti lettori. Costoro – una razza di creature ctonie appena scampate all’università e in attesa di trovare un lavoro decente – davano una scorsa e fornivano un parere. A quel punto il libro veniva girato al traduttore, al quale (“gentilmente”) veniva richiesta una paginetta di presentazione da girare ai promotori. E così i promotori, individui che il libro non l’avevano nemmeno mai annusato, si presentavano con un anticipo di qualche mese ai librai e decidevano insieme a loro […] con quante copie sarebbe stato presente in libreria.

Marco Rossari, L’UNICO SCRITTORE BUONO È QUELLO MORTO

Rossari, L’unico scrittore buono è quello morto

C’era uno scrittore che scriveva solo cose vere, ma tutti gli chiedevano cosa c’era di inventato. Non appena passò a scrivere cose inventate, tutti cominciarono a chiedergli cosa c’era di vero.

C’era uno scrittore che non riusciva a far passare una giornata senza scrivere un rigo. Il problema era che gli altri riuscivano a farne passare innumerevoli senza leggerlo.

Quando parlo col mio lettore cito un autore immaginario dall’impronunciabile cognome slavo e termino con: «…che tu conoscerai senz’altro».

C’era uno scrittore che stroncava montagne e partoriva topolini.

[da L’unico scrittore buono è quello morto (Edizioni e/o): raccolta di aforismi e brevi racconti che compongono un’arguta parodia del mondo editoriale e delle ossessioni degli scrittori.]