I bestseller del 2016 editore per editore

Bestseller, libri migliori editore per editoreDi articoli sui libri migliori dello scorso anno ne sono apparsi davvero troppi, dopo tre anni (2013, 2014, 2015) ho quindi deciso di cambiare la domanda e di chiedere quale sia stato e come mai il titolo più venduto del 2016 per ciascuna casa editrice. Ecco le risposte di ad est dell’equatore, Atlantide, CasaSirio, Einaudi, e/o, Garzanti, Iperborea, Las Vegas, LiberAria, Longanesi, L’Orma, Marcos y Marcos, minimum fax, Neo, NN, Ponte alle Grazie, Racconti, 66thand2nd, SUR, Tunué, Voland. Continua a leggere

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Intervista a Fabrizio Cocco, editor della Longanesi

logo-longanesiFabrizio Cocco è editor della Longanesi dal 2008.

Quale percorso formativo e professionale ti ha portato a diventare editor della Longanesi?
Sono laureato in Filosofia estetica, ho lavorato in pubblicità e comunicazione e nel frattempo, da esterno, ho cominciato a fare il consulente per Longanesi e Guanda. Dopo un decennio sono entrato in Longanesi come editor.

Attraverso quali canali vi giungono i manoscritti? Noti delle differenze rispetto a qualche anno fa nella qualità e nella quantità degli inediti che vi pervengono?
Arrivano da tutti i canali che l’aspirante scrittore riesce a inventarsi: accanto ai plichi cartacei giunti per posta o consegnati a mano, ci sono testi inviati via mail, fatti pervenire tramite un agente, un amico, un conoscente, inviati su Facebook o anche twittati a colpi di 140 caratteri alla volta. È così da quando ho iniziato a lavorare in questo settore, a dire il vero, ma sono solo cinque anni e le modalità erano già di questo tipo… Semplicemente, crescono l’inventiva e l’ingegno e la voglia di apparire. Per questo, consiglio sempre di partecipare a iniziative come IoScrittore, il torneo letterario gratuito lanciato ormai qualche anno fa dal Gruppo GeMS su idea di Stefano Mauri e che permette agli aspiranti scrittori di farsi leggere e valutare da altri aspiranti scrittori. Perché prima di tutto bisogna essere lettori, lettori forti.

Quanto contano nel tuo lavoro i criteri letterari e quanto gli orientamenti del mercato? Continua a leggere

Ignazio Tarantino – Professione scrittore 4

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Ignazio Tarantino ha recentemente esordito con il romanzo Sto bene, è solo la fine del mondo pubblicato da Longanesi.

Quando e perché hai iniziato a scrivere? Quali sono i tuoi modelli letterari?
Ho iniziato a scrivere quando ho capito che riuscivo a farmi capire solo usando foglio e penna, quindi praticamente da bambino. Avevo bisogno di uno strumento di mediazione che desse il tempo al destinatario del messaggio di assimilarlo senza interrompermi e al tempo stesso che non lo annoiasse con inutili giri di parole. Dovevo arrivare al punto in maniera efficace. Da lì non ne sono più uscito. Anzi col tempo la situazione è peggiorata perché con la scrittura praticata con consapevolezza è intervenuta anche la necessità di eliminare la ragione prima che mi aveva portato  a scrivere, cioè il messaggio. Non c’è messaggio. Lo scritto deve dare un’idea nel suo complesso, solo a lettura ultimata. Quindi è rimasto il meccanismo ma non il fine che mi ha portato a comunicare con la scrittura.
Non posso dire di avere dei modelli diretti, non mi sento figlio di questo o quell’altro autore o autrice, non appartengo a nessun gruppo. Credo che molti tra poeti e scrittori, ma ci aggiungerei anche registi e artisti visivi, abbiano contribuito a costruire un certo modo di usare la scrittura, ancora in corso di elaborazione. Certo alcuni punti fermi ci sono ma è troppo presto, secondo me, per dire che seguirò una strada o un’altra. Forse il modello ideale lo devo ancora trovare. Se proprio devo fare un nome, potrebbe essere Pier Paolo Pasolini, inarrivabile, al quale non somiglio neanche un po’, ma dal quale ho appreso le infinite possibilità di racconto.

Come sei approdato alla Longanesi?
Per un esperimento. Ciò che scrivo non lo faccio leggere a amici e parenti, non l’ho mai fatto. Quando ho ritenuto che la storia che avevo scritto aveva le caratteristiche per essere resa pubblica mi sono mosso attraverso i canali tradizionali dell’editoria. Mentre le cose si stavano muovendo mi sono imbattuto in un bando [http://www.ioscrittore.it] con cui il gruppo editoriale al quale appartiene la Longanesi cercava nuovi autori e, detto in parole povere, prevedeva che il testo passasse per le mani di lettori forti. L’idea che fossero degli sconosciuti, una sorta di campione dei frequentatori delle librerie, a leggere il mio manoscritto mi è sembrata una bella sfida e un efficace banco di prova per il mio romanzo. I commenti positivi, a tratti entusiastici, dei lettori l’hanno messo in evidenza e l’editore mi ha contattato.

Un consiglio agli aspiranti scrittori?
Credo che l’aspirante scrittore non esista. O si è o non si è. O lo si è di passaggio. O ci si stufa di esserlo. O non se ne può fare a meno. Oppure si ha solo una storia che valga la pena di essere raccontata e poi nient’altro. Io vedo la scrittura come una prova continua, un confronto con se stessi, un porsi domande, un tentativo di chiarirsi le idee spesso infruttuoso. Non è un passatempo ma non è nemmeno un lavoro. Sarebbe come dire: da grande voglio fare il filosofo. In bocca al lupo. Piuttosto è una riflessione attenta che poi si concretizza in immagini, che si manifesta attraverso una storia. A chi si è trovato a fare della scrittura il suo mezzo di indagine e espressione prediletto, dando per scontato che, se è arrivato a questa consapevolezza, deve  aver ben chiaro cosa è stato già fatto e detto nei secoli passati e cosa attualmente si scrive (anche per risparmiarsi la fatica di sviscerare concetti che sono già stati ampiamente dissezionati e di trovare le parole giuste per esprimerli)  posso suggerire di staccarsi dalla scrivania e sporcarsi le mani, stare nel mondo, far convergere vita attiva  e contemplativa, augurandogli almeno una malattia venerea piuttosto che (avversativo!) un disturbo bipolare.

Qui le precedenti interviste a Omar Di Monopoli (ISBN Edizioni), Elisa Ruotolo (Edizioni Nottetempo), Paolo Cognetti (minimum fax): https://giovannituri.wordpress.com/category/professione-scrittore/

STO BENE, È SOLO LA FINE DEL MONDO di Ignazio Tarantino

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La mia recensione pubblicata sulla «Gazzetta del Mezzogiorno» di ieri

Sto bene, è solo la fine del mondo (Longanesi) è il romanzo d’esordio del monopolitano Ignazio Tarantino e racconta la storia della sua contrastata giovinezza tra impulsi di vita e dettami religiosi. L’autore fa i conti con il proprio passato attraverso la figura del protagonista, Giuliano, che assiste alla conversione di sua madre e dei suoi fratelli al credo dei testimoni di Geova e, prima ancora di comprenderne le ragioni, spinto dal loro amore è costretto ad adeguarsi: «In quel momento capii che entravo definitivamente in un mondo a parte, che non sarei stato come gli altri bambini […]: loro non dovevano stare a pensare se fosse giusto o sbagliato fare una determinata cosa».

L’autore è abile nel mostrare la realtà prima con lo sguardo ingenuo di un bambino di sei anni, che deve ad esempio rinunciare al Natale e alla condivisione della quotidianità ludica con i coetanei; poi con quello curioso di un ragazzino, costretto a rinnegare l’amore corrisposto per Sara e ad accettare la morte del fratello perché i suoi cari impediscono la “sacrilega” trasfusione; infine con quello problematico di un giovane, che non vuole privarsi dell’affetto dei propri cari, ma non può più accettare di continuare a vivere in quella che inizia a percepire come una menzogna. Continua a leggere

UN AMICO DI KAFKA di Isaac B. Singer per “Raccontami (2)”

“Insieme a quello che dà il titolo all’intera silloge, vi sono altri venti racconti, organizzati e selezionati nel 1970 dallo stesso Singer; l’autore li fa precedere da una nota in cui spiega che l’attività di traduttore «insegna all’autore a giostrare più con i fatti che con l’interpretazione di essi». Non ci si lasci trarre in inganno, non è un invito al realismo: oltre alla tradizione ebraica, un altro elemento che accomuna molti di questi testi è proprio il soprannaturale, dall’insondabile essenza divina alle ostili presenze del male, sino ai poteri occulti di cui paiono dotati alcuni uomini”.

Recensione dei racconti di Isaac Bashevis Singer raccolti in Un amico di Kafka per la seconda tappa della rubrica Raccontami su Sul Romanzo: http://www.sulromanzo.it/blog/raccontami-2-un-amico-di-kafka-di-isaac-bashevis-singer