CENTO STRAPPI di Liesl Jobson, recensione – About short stories

Cento strappiCento strappi: le schegge narrative di Liesl Jobson

Cento strappi (Marcos y Marcos) di Liesl Jobson è una formidabile successione di schegge narrative, compiute e taglienti, nata da un laboratorio di traduzione coordinato da Isabella Zani, con la collaborazione di Claudia Tarolo. Il gran numero di traduttori (ventiquattro, più la Zani e la Tarolo) e di racconti (cento, come suggerito dal titolo) potrebbe far pensare a un’opera disomogenea, se non a un campionario: non è affatto così. Ritornano di frequente la dedizione per la musica, l’instabilità relazionale (che spesso diventa anche psichica), il rapporto teso tra genitori e figli, le passioni omosessuali, l’assenza o comunque la distanza degli uomini (mariti, compagni o padri che siano), la natura contrastata del Sudafrica – dove Liesl Jobson è nata e vive – tra richiamo alle origini e modernizzazione; ma non sono tanto queste assonanze tematiche a determinare la compattezza di Cento strappi, quanto la capacità dell’autrice di utilizzare la penna come un bisturi con cui intagliare a fondo la realtà fisica e interiore, con frasi brevi ed economia di parole (senz’altro encomiabile il lavoro complessivo di supervisione di Isabella Zani). Continua a leggere

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