Le letture da spiaggia che non ti aspetti

libri da spiaggiaEcco alcuni dei libri che gli italiani si sono portati sotto l’ombrellone

Da sempre ho l’abitudine di fare lunghe passeggiate in riva al mare, da diversi anni ho anche il vizio di contorcermi per scoprire i titoli dei libri che i villeggianti hanno tra le mani, quest’estate ho iniziato a chiedere di che testo si trattasse quando la copertina era occultata dalle dita o ripiegata.
Dopo un iniziale disorientamento (interrompere la lettura è sempre motivo di fastidio) e qualche diffidenza (diversi devono aver pensato che fossi dell’Euroclub), tutti si sono dimostrati cordiali e ben disposti, con qualcuno mi sono persino intrattenuto per una breve chiacchierata – del resto, come dimostra l’hashtag #letturedatreno proposto tempo addietro su Twitter da Angela Rastelli, la curiosità per le letture altrui è alquanto diffusa.
Quali gli esiti della “ricerca”? Innanzitutto l’evidente assenza di un best-seller estivo: nessun testo ha infatti catalizzato la curiosità dei lettori occasionali negli ultimi mesi e scalato le classifiche di vendita (Grey, la variante maschile delle Cinquanta sfumature di grigio, sembra aver suscitato un tiepido interesse, così come l’ultimo vincitore del Premio Strega, La ferocia di Nicola Lagioia). Occorre anche rilevare che il numero dei lettori è sempre drammaticamente basso: in stabilimenti con oltre un centinaio di ombrelloni occupati, raramente ho individuato più di quattro o cinque persone con un libro tra le mani – e talvolta si trattava  di stranieri. Se poi erano prevedibili anche la scarsità di opere pubblicate da piccoli editori e la prevalenza della narrativa, tutt’altro che scontati si sono dimostrati i titoli: siamo portati a credere che in spiaggia si leggano quasi esclusivamente opere poco impegnative, invece mi sono imbattuto sì in numerosi thriller e polpettoni sentimentali (tra cui comunque un solo Harmony), ma anche in saggi non sempre divulgativi, in diversi romanzi di innegabile qualità letteraria e, soprattutto, in molti classici.
Quest’ultimo dato mi pare il più interessante e rimarca come in un mercato sovraffollato di testi poco significativi e in cui le proposte mutano di continuo, il lettore comune si senta disorientato e preferisca dedicarsi a opere e autori consacrati dalla tradizione; oltretutto, dei classici è più facile trovare un’edizione economica o magari una copia nella libreria di casa o in biblioteca: vantaggio non da poco visto che i prezzi di copertina sembra stiano tornando a salire (il costo medio delle novità Adelphi, Einaudi o Mondadori si aggira intorno ai 18 euro).
Iniziano a essere meno rari gli e-reader, anche se davvero esigui rispetto a smartphone e tablet (in un paio di casi mi sono avvicinato per scoprire che non si era concentrati su un e-book ma su qualche gioco o impegnati a scattar foto). Confermata poi la netta prevalenza di lettrici (quasi il 62% del campione) rispetto ai lettori e, a dispetto delle statistiche, di over 35 rispetto ai giovani – per discrezione non ho chiesto l’età, per cui quest’ultimo dato è molto approssimativo. Infine due curiosità: si incontrano molti più lettori di pomeriggio, quando evidentemente c’è meno confusione, ed è piuttosto frequente che chi legge si accompagni ai propri simili (forse il buon esempio è ancora il miglior canale di diffusione della lettura, o forse gli esemplari in estinzione cercano di aggregarsi nel disperato tentativo di far sopravvivere la specie).
Ed ecco, dunque, l’elenco dei libri che ho appuntato su un piccolo block-notes, ormai unto di crema solare e irrigidito dalla salsedine: Continua a leggere