Nikolaj Gogol’, LE ANIME MORTE

[…] non riconosce, il giudizio contemporaneo, che grande profondità di spirito occorre a illuminare una scena tolta dalla vita, ed elevarla a perla della creazione;  non riconosce, il giudizio contemporaneo, che l’alto, ispirato riso è degno di stare a paro con l’alto impeto lirico, e che un abisso lo divide dalle smorfie del pagliaccio da fiera.

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