BESTIARIO di Julio Cortázar e le regole di un buon racconto

BESTIARIO di Julio Cortázar _copertinaChiunque ami leggere racconti o si cimenti a scriverne non può ignorare Bestiario, la prima raccolta di Julio Cortázar. L’autore argentino non si preoccupa di giustificare l’irrazionale, ma di dar forma al mistero che fa vibrare la realtà e ai sentimenti torbidi e inquieti che ci appartengono: ne scaturiscono degli splendidi racconti malinconici e surreali, in cui spesso la tensione deflagra negli spiazzanti finali. L’edizione dei Nuovi Coralli Einaudi (traduzione di Flaviarosa Nicoletti Rossini) include in appendice due brevi saggi teorici di Cortázar (tradotti da Vittoria Martinetto) dai quali riporto qui di seguito alcuni brani. Continua a leggere

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Quattro chiacchiere con Marco Cassini sulle Edizioni SUR

SUR edizioni logo e intestazioneDopo aver creato con Daniele di Gennaro minimum fax, Marco Cassini nel 2011 ha dato vita a SUR, una casa editrice dedicata agli scrittori sudamericani e improntata a un nuovo modello distributivo che coinvolge direttamente le librerie indipendenti.

Quando e come sono nati l’interesse per la narrativa sudamericana e l’idea di un nuovo marchio?
SUR è nata da una ricerca che inizialmente doveva portare alla creazione di una collana all’interno della casa editrice minimum fax. Era un periodo in cui ci sembrava che la “new wave” di scrittori dagli Stati Uniti che eravamo stati bravi e fortunati a intercettare si stesse esaurendo, e avevamo deciso di puntare la nostra ricerca sull’America Latina con l’intento di creare una collezione di 4-5 titoli l’anno. Poi il progetto è cresciuto al punto di farci pensare a qualcosa di più grande di una collana: dopo i miei primi viaggi in Argentina e in Messico (e grazie ai contatti presi alle fiere del libro di Buenos Aires e Guadalajara) si era già creato un nucleo piuttosto cospicuo di possibili titoli. Contemporaneamente nasceva la volontà di creare una forma di distribuzione alternativa a quella tradizionale, e questo progetto confliggeva con il vincolo di esclusiva che minimum fax aveva con il distributore cui era legato all’epoca, per cui si dovette creare una persona giuridica diversa da minimum fax. Questioni pratiche e progettuali hanno quindi contribuito alla nascita di una vera e propria casa editrice.

La casa editrice SUR voleva sottrarsi al legame incestuoso tra gruppi editoriali, distributori e librerie di catena, privilegiando un rapporto diretto con i librai indipendenti: ci è riuscita?
Nel 2011 proponemmo un modello di distribuzione alternativo a quello tradizionale: applicare al settore librario il concetto di “filiera corta” già presente e sviluppato in altri mercati, facendo così tornare editore e libraio (che sono due imprenditori, e principalmente due intellettuali) a instaurare un rapporto non solo commerciale ma anche culturale: lo scambio di informazioni e di idee come momento fondativo di una relazione non più mediata da un soggetto terzo. Ovviamente tutto questo ha forti ricadute anche sul rapporto commerciale, che – proprio perché coinvolge meno soggetti della filiera – finisce con l’essere più conveniente per le librerie: i librai non pagano il libro subito ma lo ricevono in conto deposito e lo pagheranno solo nel momento in cui lo vendono al loro cliente; inoltre riescono a ottenere sul prezzo di copertina del libro venduto un margine mediamente più alto di quello che otterrebbero da un distributore. Il modello si è avvalso innanzi tutto del consiglio dei librai stessi, che ci hanno aiutato a migliorarlo fino alla sua formulazione attuale. Oggi sono quasi duecento le librerie indipendenti su tutto il territorio nazionale che accolgono i libri SUR e che hanno aderito al nostro modello. E sono sempre di più gli editori che iniziano a usare un sistema simile. Il nostro voleva appunto essere un modello, e la speranza era proprio che venisse adottato da altri per incidere in maniera significativa sul mercato, di cui non ci piacevano (e continuano a non piacerci) le commistioni e concentrazioni a causa delle quali si è venuto a cristallizzare il contesto che hai ben descritto nella tua domanda. Continua a leggere

Julio Cortázar, I PASSI SULLE IMPRONTE (da OTTAEDRO)

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[dal racconto I passi sulle impronte, nella raccolta Einaudi Ottaedro, traduzione di Flaviarosa Nicoletti Rossini]

Le sue pubblicazioni non erano di quelle che aprono senza bussare le porte dei ministeri. Il romanziere alla moda, il critico da terza pagina potevano permettersi molto di più. […] Non era ambizioso, ma lo irritava vedersi lasciato indietro dagli scribacchini del momento.

[…]

Il problema era di non sacrificare quell’anonimo e massificato consumatore che i suoi amici socialisti chiamavano “il popolo” alla soddisfazione erudita di un pugno di colleghi. Trovare l’angolatura che permettesse di scrivere un libro appassionante senza cadere nelle ricette da best seller; guadagnarsi simultaneamente il rispetto del mondo accademico e l’entusiasmo dell’uomo di strada che vuole svagarsi seduto in poltrona il sabato sera.