TUMBAS. TOMBE DI POETI E PENSATORI di Cees Nooteboom, recensione

Tumbas_tombe di poeti e pensatori, Cees Nooteboom, IperboreaIl viaggio di Cees Nooteboom e Simone Sassen alla ricerca dei sepolcri di poeti e pensatori

Tumbas, tradotto per Iperborea da Fulvio Ferrari, è il resoconto dei viaggi dello scrittore Cees Nooteboom e della fotografa Simone Sassen alla ricerca dei sepolcri di letterati e filosofi che hanno segnato la storia della poesia e del pensiero, ma è anche e soprattutto la testimonianza del dialogo ininterrotto reso possibile dai loro scritti: «La maggior parte dei morti tace. Non dice più niente. Ha – letteralmente – già detto tutto. Per i poeti non è così. I poeti continuano a parlare». Si susseguono così ottantadue foto in bianco e nero di tombe o semplici lapidi scattate da Simone Sassen e seguite da un testo a cura di Cees Nooteboom. Un ricordo, un episodio biografico o alcune considerazioni sull’opera, con spunti talvolta illuminanti come «un dramma di Bernhard è una camicia di forza in cui ci si lascia infilare di propria volontà»; oppure: «Borges aveva sempre trattato l’invenzione alla stessa stregua della realtà, citando il maggior numero possibile di fonti e autori falsi, così che la realtà in alcuni dei suoi scritti è avviluppata entro una trama di affabulazione, o, quantomeno, di dubbio». Continua a leggere

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Intervista a Raul Montanari – Professione scrittore 14

raul montanariL’ultimo romanzo di Raul Montanari, Il Regno degli amici, è una storia di iniziazione all’amore, agli aspetti controversi dell’amicizia, alla violenza – subita e inferta; ci conduce all’inizio degli anni ’80 a Milano, sul naviglio Martesana, dove un gruppo di ragazzini elegge a rifugio una dimora abbandonata: qui, in un crescendo di tensione, i protagonisti smarriranno la propria innocenza. Il Regno degli amici, opera avvincente e ben costruita, è la prima che Montanari pubblica con Einaudi Stile libero; i suoi ultimi romanzi erano usciti con Baldini & Castoldi (tra questi Chiudi gli occhi, L’esordiente, Il tempo dell’innocenza), ma suoi scritti figurano anche nei cataloghi di Feltrinelli, Rizzoli, Marcos y Marcos, Indiana.
Raul Montanari si è anche occupato di traduzioni da lingue classiche e moderne ed è docente di scrittura creativa.
Il suo sito internet è http://www.raulmontanari.it/.

Il Regno degli amici rientra a pieno titolo in quello che hai contribuito a definire come post-noir, ossia una narrazione in cui gli aspetti oscuri irrompono nella quotidianità di personaggi comuni: quanto c’è di torbido nell’adolescenza? Come nasce lo spunto narrativo di questo romanzo?
Come mi è già capitato di dire, l’adolescenza è un’occasione narrativa formidabile almeno per tre motivi.
Anzitutto è l’età in cui incontriamo noi stessi e la nostra identità. Potranno passare anni, decenni, ma il nocciolo essenziale della nostra identità, con il suo carico di paure, desideri, struggimenti, rimarrà sempre quello.
In secondo luogo l’adolescenza è la vera età filosofica, anzi direi metafisica. È l’età in cui ci poniamo le grandi domande sul destino, sul senso della vita, su Dio, sulla morte – tutte questioni su cui nell’infanzia non eravamo ancora in grado di riflettere, e che diventando adulti passeranno in secondo piano, perché saremo distratti e logorati dal quotidiano, dal lento lavoro implacabile delle minuzie della vita, come già osservava Heidegger.
Infine, l’adolescenza è il campo di battaglia fra l’amicizia e l’amore, i due modi fondamentali con cui ci mettiamo in relazione con gli altri quando usciamo dalla rete affettiva della famiglia. Prima incontriamo l’amicizia e creiamo con alcuni nostri coetanei a noi affini un gruppo che ha le sue ritualità e che si affida essenzialmente alla condivisione: tutto è di tutti. Quando arriva l’amore, e arriva proprio nell’adolescenza, impone una logica opposta: non più la condivisione ma l’esclusività, non più il gruppo ma il rapporto a due.
Non a caso il protagonista del romanzo, Demo, comincia a vedersi di nascosto con la quattordicenne Valli, che con la sua apparizione ha incantato tutti i membri del gruppo. Demo vive l’amore come una colpa, un tradimento verso gli altri, e proprio questi incontri clandestini preparano una svolta drammatica negli eventi raccontati.

il regno degli amici_raul montanariLa vicenda è raccontata in prima persona da uno dei protagonisti, ormai trentenne: questo genera insieme immedesimazione e un parziale distacco, consentendoti di disseminare alcuni indizi di quanto accadrà. È stata una soluzione che avevi ponderato sin dall’inizio?
Certo. Dedico lo stesso tempo alla preparazione e alla scrittura: un mese per fare le ricerche necessarie e mettere a punto storia, intreccio, personaggi, luoghi, tempi, tecnica narrativa e tutto quello che mi serve. Poi un mese per scrivere la prima stesura. Ho la fortuna di avere una scrittura piuttosto precisa, per cui fra la prima e le stesure successive non ci sono mai grossi scarti.
Nel caso del Regno degli amici, il punto di vista narrativo spostato avanti di diciassette anni rispetto alla vicenda raccontata ha una doppia funzione. Anzitutto permette di aumentare la suspense perché, come tu osservi a ragione, il Demo del 2000 sparge nel suo racconto piccole prolessi, anticipazioni soprattutto emotive che promettono al lettore eventi sempre più coinvolgenti. In secondo luogo, il Demo ultratrentenne ha ormai una sapienza della vita che gli permette di commentare le vicende accadute al Demo sedicenne con un’intelligenza e una profondità che all’epoca non poteva avere. Questo per me è importantissimo: trovo imperdonabile che si attribuisca a un personaggio uno sguardo sul mondo troppo complesso per l’età o per la condizione in cui si trova. Quando l’autore fa sentire platealmente la propria voce usando il personaggio come un megafono trasgredisce una delle regole fondamentali dell’arte narrativa. Continua a leggere

LA BIBLIOTECA DI GOULD di Bernard Quiriny, recensione – About short stories

la_biblioteca_di_gould_ormaLa raccolta “plurima” di Bernard Quiriny all’insegna del divertissement

La biblioteca di Gould. Una collezione molto particolare di Bernard Quiriny è la quinta opera della collana Kreuzville (L’orma editore), che si propone di indagare la contemporaneità attraverso opere francesi e tedesche. Si deve a Lorenza Di Lella e a Giuseppe Girimonti Greco la traduzione di questa “plurima” raccolta di racconti: plurima perché composta da tre sillogi di narrazioni brevi a montaggio alternato. Continua a leggere

Jorge Luis Borges, L’IMMORTALE (da L’ALEPH)

[dal racconto L’immortale, nella raccolta Feltrinelli L’Aleph, a cura di Francesco Tentori Montalto]

Ho riletto, dopo un anno, queste pagine. So che non si scostano dalla verità, ma nei primi capitoli, e in certi paragrafi degli altri, mi pare di avvertire qualcosa di falso. Ciò dipende, forse, dall’abuso di particolari, procedimento che appresi dai poeti e che contamina tutto di falsità, giacché i particolari possono abbondare nei fatti ma non nella memoria di essi…