AD INFINITUM SU AD INFINITUM, un racconto di Cristò

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Cos’è il postmodernismo? – chiese la ragazza con gli occhi chiari seduta sulle scale – Cos’è la metaletteratura?
Dovresti leggere Ad infinitum – risposi.
Vedi, amore – continuai – immagina di scrivere una recensione e di farlo come se fosse un racconto, cominciando con un dialogo tra due personaggi fittizi. Mettiamo che i personaggi siano una ragazza con gli occhi chiari seduta sulle scale e un io narrante non meglio precisato.
Lei fece di sì con la testa: vai avanti; spiegami meglio!
Io aspettai un attimo. Avevo sempre pensato di essere incapace di esprimere i concetti con le giuste parole eppure tutti mi dicevano che sapevo parlare bene. Io invece mi sentivo sempre impreciso.
Nel racconto – dissi – l’io narrante è convinto di essere incapace di esprimere i concetti che ha in mente con le giuste parole, eppure tutti gli ripetono che parla bene e gli fanno domande difficili. Lui cerca di spiegarsi e riesce a dire solo la metà di quello che ha veramente nella testa.
La ragazza con gli occhi chiari seduta sulle scale disse che a lei succedeva sempre questa cosa di non riuscire a trovare le parole giuste.
Io sorrisi.
Che c’entra questo con la metaletteratura? Che c’entra con il postmodernismo? – chiese. Continua a leggere

THAT’S (IM)POSSIBLE di Cristò, recensione su PugliaLibre

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That’s (im)possible (Caratteri Mobili, pp. 80, euro 8), ultima opera narrativa di Cristò, si presenta come il resoconto di una misteriosa lotteria diventata in breve tempo un format televisivo dal successo planetario e un fenomeno di massa; tutti sono pronti a farsi blandire da una speranza, sia pure – o anzi ancor più – se irrazionale (in questo caso indovinare un numero tra uno e infinito): «Le cose impossibili accadono continuamente. Per questo giocavo a That’s. Per questo ci giocavano tutti», sono le parole di Leonardo Angrisano, sociologo e presumibilmente personaggio. “Presumibilmente” non solo perché credo proprio di conoscerlo, ma anche perché si legge nella Premessa (necessaria): «Naturalmente tutti sapete che i fatti narrati nel testo sono assolutamente veri e che i nomi e i cognomi delle persone intervistate corrispondono a persone realmente esistenti»; non cercate però Leonardo o altre comparse su Google, perché i risultati della ricerca potrebbero confondervi: come in tutte le opere di Cristò la letteratura è finzione, almeno quanto è letteratura la vita reale – continua ad agire su di lui, anche sul piano stilistico, l’influsso vivifico di John Barth e di altri narratori statunitensi. [Continua su PugliaLibre]

John Barth, L’OPERA GALLEGGIANTE

[dalla Prefazione dell’autore all’edizione del 1967]

L’Opera era il mio vero debutto letterario. Avevo ventiquattro anni, scrivevo con grande passione da cinque, ma – probabilmente a ragione – non riscuotendo alcun successo presso gli editori. Ce ne fu uno che, finalmente, accettò di far salpare l’Opera. Come capita ai costruttori, richiese però parecchie modifiche nella struttura della mia nave prima di farle affrontare realmente le onde. Le modifiche riguardavano soprattutto l’estremità di poppa. Ubbidii, il romanzo fu pubblicato, i critici disapprovarono particolarmente il finale. Ne trassi una buona, piccola lezione di carpenteria navale.