ULTIMA USCITA PER BROOKLYN di Hubert Selby Jr., recensione

Hubert Selby Jr_UltimaUscitaPerBrooklyn_copertinaRiproposta da SUR, nella nuova traduzione di Martina Testa, l’opera che ha ispirato Altri libertini di Tondelli: Ultima uscita per Brooklyn

Con il titolo Ultima fermata per Brooklyn, la raccolta di racconti di Hubert Selby Jr. era già stata pubblicata in Italia nel 1966 da Feltrinelli e comportò un processo per oscenità a carico dell’editore. Ora riproposta da SUR con una prefazione di Paolo Cognetti e nella traduzione di Martina Testa, che ritocca il titolo in Ultima uscita per Brooklyn, l’opera preserva tutta la sua carica dirompente; l’autore, ex marine con problemi di tossicodipendenza, non teme infatti l’estremo né se ne compiace, semplicemente non distoglie mai lo sguardo, anche quando il pudore, la vergogna o l’orrore suggerirebbero di farlo: Continua a leggere

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Jerzy Kosinski e il mostro

Jerzy KosinskiAlcune considerazioni di Cosimo Argentina su Jerzy Kosinski e sull’editoria, a partire dall’Uccello dipinto

Ho finto di leggere L’uccello dipinto di Jerzy Kosinski. Era stato pubblicato nel 1965 e in Italia nel ’76. Ora torna sugli scaffali per minimum fax, tradotto da Vincenzo Mantovani. Dopo aver letto le diavolerie di Jerzy il matto mi viene da chiedermi dove cazzo sono finiti gli editor e i direttori editoriali coraggiosi. E soprattutto che fine hanno fatto gli autori veri, quelli che rischiavano il linciaggio per di scrivere quello che volevano. Dov’è finita la letteratura autentica? Plastica su l'uccello dipinto_Jerzy Kosinski _copertinafogli stampati, questo è rimasto. Un libro come L’uccello dipinto oggi non lo pubblicheremmo. L’autore riceverebbe un’e-mail scandalizzata da parte di una casa editrice su cui c’è scritto: “Egregio Autore, lei ha sprecato un’occasione perché ha esagerato, è andato oltre, da una buona storia ha tirato fuori qualcosa di mostruoso e ingannevole. I nostri lettori vogliono positività, amore, sentimenti, pace, lieto fine”. Continua a leggere

PASSI di Jerzy Kosinski, recensione – About short stories

passi_kosinski copertinaJerzy Kosinski e la fenomenologia dell’abbrutimento

Passi (Elliot Edizioni, traduzione di Vincenzo Mantovani) è da molti considerato il capolavoro di Jerzy Kosinski, scrittore di origine polacca e statunitense di adozione, morto suicida nel 1991. Passi non è un romanzo, sebbene taluni lo definiscano tale, ma una successione di crudeli frammenti narrativi, scritti in prima persona, che compongono una sorta di fenomenologia dell’abbrutimento: non vi è mai una condanna, un giudizio, è come se ogni morale venisse sospesa in un’osservazione distaccata che si traduce in una prosa algida e lacerante.
Non è difficile immaginare lo scalpore che destò l’opera quando venne pubblicata, nel 1968, dal momento che ci sono dialoghi sulla fellatio e amori adulteri vissuti con disinvoltura, stupri di gruppo e di “altro tipo” (una ragazza per scommessa viene sottoposta alle voglie di un animale), vendette atroci compiute sui ignari bambini e giochi dagli esiti mortali, violenze fisiche e psicologiche, irrisione delle gerarchie militari e delle norme del vivere civile. Continua a leggere