Intervista a Chiara Fattori, editor e direttrice editoriale di Intermezzi

logo-intermezzi-editoreChiara Fattori ha fondato Intermezzi Editore nel 2008, insieme a Manuele Vannucci e Attilio Scullari: la loro è una casa editrice che pubblica pochi libri l’anno e li vende online e attraverso una rete di librerie fiduciarie, rinunciando ad avvalersi di un distributore.

Quando avete creato Intermezzi Editore cosa vi distingueva dagli altri marchi esistenti e in che modo il vostro progetto è mutato negli anni?
Intermezzi era la casa editrice di tre trentenni con poca esperienza di questo mestiere ma con grande passione e voglia di fare. Abbiamo pubblicato testi che ci piacevano, che ci era piaciuto leggere e che speravamo potessero piacere anche ai lettori. Credo che questa freschezza e ingenuità si sentisse e che in qualche modo ci rendesse unici. Erano gli anni in cui i social network erano la grande novità e da amanti della rete cominciavamo a usarli, li usammo per far partire Intermezzi, per farla conoscere, e la cosa, devo ammettere, ci riuscì anche facile.
Negli anni siamo diventati iper-selettivi nella scelta del materiale: avendo poco tempo da dedicare a questa attività, pubblichiamo solo quello che ci convince di più, dedicandoci soprattutto alla nostra collana di narrativa breve in e-book, Ottantamila, storie che non superano le 80.000 battute, una misura atipica per il cartaceo, soprattutto perché difficilmente sostenibile, ma che si adatta molto bene al supporto digitale e ai ritmi di vita che molti lettori hanno, e sinceramente si adatta anche molto bene a una editor part-time come sono io. Continua a leggere

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TI METTONO IN UNA SCATOLA di Carlo Sperduti, recensione – About short stories

TI METTONO IN UNA SCATOLA, Sperduti, copertinaTi mettono in una scatola di Carlo Sperduti: quando la narrazione si fa divertissement

Nella nuova raccolta di racconti, Ti mettono in una scatola (Intermezzi Editore), Carlo Sperduti sposta l’aspetto ludico dal piano linguistico (prevalente in Un tebbirile intanchesimo e altri rattonchi – no, nessun refuso, tranquilli), a quello narrativo, immergendo i personaggi in situazioni paradossali o esasperando le loro ossessioni, il disagio che li attraversa.
I protagonisti di questi undici testi sono, infatti, ciascuno a suo modo, dei disadattati, a causa di qualche disturbo (è il caso dell’ossessivo-compulsivo di Dove ogni novità nasconde errori) o per colpa di un’eccessiva autoconsapevolezza, come in Un personaggio scomodo o nel bel racconto di apertura, Box Doccia: «anche la vita che ha appena abbondonato e subito di nuovo agognato gli sembra fatta di passaggi da una scatola all’altra per mezzo di altre scatole: uscire dal suo appartamento-scatola per entrare nel bus-scatola o nel tram-scatola che lo porterà all’appartamento scatola di Viola o di Anna o di Paola in cui si infilerà in stanze-scatola  per studiare o fare l’amore o mangiare cibi in scatola, […] è così che si trascorre l’esistenza, facendosi infilare in scatole sempre diverse e inserendo tutte le cose e gli animali e le piante e le persone in tutti i tipi di scatole possibili […] e pure quando crepi, perdio, non resistono alla tentazione di metterti in una scatola» – di qui il titolo del volume, Ti mettono in una scatola, appunto. Continua a leggere