Intervista a Matteo Alfonsi, editor Indiana

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Matteo Alfonsi è editor e caporedattore di Indiana Editore.

Quale percorso formativo e professionale ti ha portato a diventare editor della casa editrice Indiana?
Dopo la laurea in Lettere ho seguito il corso per redattori di Oblique, poi ho fatto uno stage nella redazione di Isbn e contemporaneamente ho cominciato a collaborare con Indiana. Per un anno ho collaborato con entrambe le case editrici, poi ho cominciato a lavorare come editor a tempo pieno per Indiana.

Attraverso quali canali vi giungono gli inediti? Quali errori non deve commettere chi propone un testo alla tua attenzione?
La maggior parte dei dattiloscritti ci è segnalata da agenti, collaboratori, colleghi. Poi abbiamo una casella proposte in cui arrivano all’incirca quattro testi al giorno e che proviamo con scarso successo a monitorare costantemente. Con questo numero di proposte spesso la prima impressione è determinante, ed è indispensabile per capire se il libro rispetti la linea editoriale della casa editrice. La sinossi in questo caso è la porta verso il testo e quindi consiglio di curarla il più possibile: cercare di racchiudere in una pagina la trama del libro in modo sicuro e conciso è un buon modo di presentarsi. Spesso riceviamo proposte in cui la sinossi è scritta in modo sciatto, contorto e, secondo la mia seppur limitata esperienza, in quei casi difficilmente il testo sarà interessante. Continua a leggere