I bestseller del 2016 editore per editore

Bestseller, libri migliori editore per editoreDi articoli sui libri migliori dello scorso anno ne sono apparsi davvero troppi, dopo tre anni (2013, 2014, 2015) ho quindi deciso di cambiare la domanda e di chiedere quale sia stato e come mai il titolo più venduto del 2016 per ciascuna casa editrice. Ecco le risposte di ad est dell’equatore, Atlantide, CasaSirio, Einaudi, e/o, Garzanti, Iperborea, Las Vegas, LiberAria, Longanesi, L’Orma, Marcos y Marcos, minimum fax, Neo, NN, Ponte alle Grazie, Racconti, 66thand2nd, SUR, Tunué, Voland. Continua a leggere

La teoria e la pratica del racconto per Ferruccio Parazzoli

inventare il mondo, parazzoli, bannerInventare il mondo – Teoria e pratica del racconto (Garzanti) è un breve trattato sulla scrittura, con innumerevoli suggerimenti di lettura; il suo autore, Ferruccio Parazzoli, oltre che romanziere e saggista, è stato editor e direttore di collana della Mondadori. Qui di seguito si riportano alcuni brani del suo testo.

Lo scrittore è il medium attorno al quale si vengono ammucchiando caterve di materiali, per attrazione, per magnetismo, all’atto stesso in cui la linea verticale dell’arte – il narrare – entra a contatto con la linea orizzontale della molteplicità. Lo scrittore trasceglie, ammucchia, costruisce assemblando. Identifica, cataloga il mondo delle apparenze, ne dispone i reperti in un gioco di rimandi, di specchi, di moltiplicazione o riduzione.

Il personaggio, anche quando è protagonista, non può mai essere presente come totalmente emerso, ma solo con una maggiore o minore parte di sé; c’è sempre una parte che, seppure presente, resta sommersa: è quanto si usa definire «spessore» del personaggio.

Poiché stiamo parlando della trama, se sia sempre necessaria, se potrebbe essere una gabbia o una rete di sicurezza, sempre più per chi scrive, viene intesa come una gabbia. Per chi legge è ancora percepita come una rete che mi conduce, mi porta, mi rimanda dalla sera prima alla sera dopo, quando riprenderò a leggere: ha una funzione pratica.

Se non sentiamo una voce dentro di noi che precede il fatto di esprimere, non riusciremo a scrivere. Se non volontaristicamente: invece di scrivere si compila. Un articolo posso anche compilarlo, ma un racconto, un romanzo non lo si compila, nascerebbe morto. Continua a leggere

Intervista a Elisabetta Migliavada, direttrice della narrativa Garzanti

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Elisabetta Migliavada è la direttrice della narrativa Garzanti e tra i bestseller che ha portato in Italia figurano romanzi come Il profumo delle foglie di limone della Sánchez e Il linguaggio segreto dei fiori della Diffenbaugh.

Quali passi ti hanno portato dallo stage alla Piemme alla conduzione della narrativa per Garzanti?
Iniziare in Piemme per me è stata una grande fortuna, perché è lì che ho imparato le basi del lavoro editoriale e del publishing. Ero circondata da grandi professionisti che mi hanno insegnato tanto. Inoltre, la dimensione della casa editrice mi ha permesso di seguire sin da subito anche altri aspetti connaturati al mio lavoro, fondamentali, che vedevano la collaborazione stretta tra editoriale marketing e ufficio stampa. È stata una grande scuola. Dopo quattro anni, sono stata assunta in Garzanti, inizialmente in qualità di editor della narrativa straniera, per poi diventarne direttrice. Ero felicissima: ero stata presa dalla casa editrice di alcuni dei miei autori preferiti, ma c’era da rimboccarsi le maniche, trovare nuovi autori, lanciarli, sfidare il mercato. È stato ed è un grande percorso, che ha dato grandi risultati grazie al lavoro d’equipe della Garzanti e del gruppo Gems. In questi anni Garzanti si è imposta soprattutto nella narrativa femminile di qualità, e siamo riusciti a lanciare autori come Kim Edwards, Vanessa Diffenbaugh, Brunonia Barry, Erica Bauermeister, e Clara Sánchez, l’autrice spagnola ancora più letta del momento e ancora in classifica (tra poco festeggeremo i tre anni!) con Il profumo delle foglie di limone. Da un anno sono anche direttrice della narrativa italiana. Lavorare con gli autori è un processo di arricchimento continuo e mi sta dando tante soddisfazioni.

Attraverso quali canali scovi i nuovi autori e cos’è per te l’editing?
I canali sono tanti. Gli agenti prima di tutto. Ma anche le autocandidature: sono moltissime ed è impossibile guardarle tutte tempestivamente, ma credo sia importante comunque non ignorarle perché spesso anche lì tra le pile di manoscritti si può nascondere un fiore che attende solo di sbocciare.
L’editing è un processo lungo ed elaborato, che richiede tante ore. Le fasi sono tante, ma principalmente avviene in due passaggi: una prima sessione in cui insieme allo scrittore analizziamo il romanzo nel suo insieme, e una seconda in cui si interviene più nel dettaglio. Una regola che seguo sempre è questa: fare domande, tantissime domande. Non soltanto all’autore, anche ai suoi personaggi, e stimolarli a rispondere attraverso la penna dello scrittore. E ascoltare, ascoltare, ascoltare: solo così si riesce a lavorare bene insieme. Il mio lavoro è simile a quello di un’ostetrica: fare in modo che il bambino nasca, ma la madre ovviamente non sono io. Continua a leggere

Come fa un editor a scegliere un libro?

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Come fa un editor a scegliere un determinato libro e non un altro? Ecco il vademecum di Elisabetta Migliavada, responsabile della narrativa Garzanti.

1) Ascolta la pancia, ascolta il cuore. Sì perché prima di tutto, sin dalle prime pagine, deve scattare qualcosa di istintuale. È una sensazione, che senti precisamente tra lo stomaco, la pancia e il petto. La sensazione che quel libro va preso. Un qualcosa che non so definire, un po’ come l’innamoramento.

2) Premia la chiarezza. Premia la cura della lingua. La scelta delle parole. Premia la freschezza e l’immediatezza. La capacità che solo alcuni scrittori hanno di farti vivere quello che stai leggendo sia che sia ambientato in un mondo che conosci bene, in un mondo lontano e sconosciuto, in un passato o in un futuro oscuro.

3) Quelle parole che stai leggendo devono far viaggiare la tua mente. Devono permetterti di annullarti. […]

4) Sei sorpresa. Sorpresa dal modo straordinario che quel libro ha di raccontarti l’ordinario, la vita comune. Oppure sei sorpresa dall’originalità della sintassi. Dall’unicità della voce dello scrittore.

5) Hai la pelle d’oca. Non sempre succede, ma con certi libri accade.

6) Stai imparando qualcosa.

 

Qualche indicazione sull’argomento la trovate anche qui:
https://giovannituri.wordpress.com/2013/01/18/vita-da-editor-32/