Sono di Cosimo Argentina, Osvaldo Capraro e Francesco Dezio i primi tre Fondanti

copertine Fondanti_lightNicola Rubino è entrato in fabbrica di Francesco Dezio, Né padri né figli di Osvaldo Capraro, Il cadetto di Cosimo Argentina: le prime tre riscoperte della collana Fondanti di TerraRossa Edizioni.

Occorre interrogarsi su quante opere siano introvabili già a pochi anni dalla loro pubblicazione, sebbene abbiano ancora molto da dire ai lettori e siano migliori di gran parte delle novità che ogni settimana ingombrano gli scaffali delle librerie. Ma il dissenso e la polemica accendono gli animi (e i dibattiti sui social network) per qualche giorno e poi si stemperano senza lasciare traccia. Meglio allora invertire concretamente un trend insostenibile come quello dei “libri usa e getta”: la letteratura è e deve continuare a essere ciò che resta e continua a rivolgersi a ciascuno di noi.
Quella della collana Fondanti, però, non vuole essere una sterile “operazione nostalgia”, né limitarsi a rendere nuovamente disponibili i testi in e-book (come la pur meritoria collana Laurana reloaded diretta da Marco Drago): l’intenzione è sì quella di ripubblicare in forma cartacea romanzi significativi già editi e ormai fuori commercio, ma dando la possibilità agli autori di rivitalizzarli attraverso l’evoluzione che ha caratterizzato la loro scrittura, magari recuperando episodi e scelte stilistiche che erano stati snaturati in fase redazionale. Ogni pubblicazione sarà dunque preceduta da una prefazione in cui ciascuno scrittore racconterà il percorso autoriale intercorso nel frattempo e se e quanto questo abbia influito durante la revisione del testo, prima solitaria e poi con me e Tiziana Giudice (che sta facendo un’egregia correzione di bozze). Continua a leggere

Annunci

Vi presento TerraRossa Edizioni

logo TerraRossa Edizioni, un nuovo marchio editorialeUn progetto pensato e costruito con passione, impegno e tenacia: TerraRossa Edizioni

Sono trascorsi quasi tre anni da quando Angelo De Leonardis mi contattò su Messenger per chiedermi di cosa mi stessi occupando e invitarmi a fare una chiacchierata. Passarono alcuni mesi prima che riuscissimo a vederci e, dal confronto, emerse la sua volontà di creare un nuovo progetto editoriale, mentre io avevo da tempo un paio di ambizioni: recuperare le migliori opere di narrativa fuori commercio (anche se nel frattempo erano sorte iniziative simili) e dare un’opportunità ai tanti scrittori che hanno talento, ma non riescono a pubblicare i propri inediti perché stanchi di dover frequentare i salotti letterari e mostrarsi brillanti sui social network per ottenere un credito che spesso prescinde dal valore dei loro scritti. Continua a leggere

QUALCUNO È USCITO VIVO DAGLI ANNI OTTANTA di Francesco Dezio, un estratto

Déjeuner dans la forêt

Qualcuno è uscito vivo dagli anni Ottanta è un racconto di Francesco Dezio, pubblicato nell’omonima raccolta (collana Nuovelettere, Stilo Editrice). Qui di seguito eccone un estratto.

Amsterdam era la Mecca per i punk altamurani, ne stavano a frotte, veniva anche prima di Londra e Berlino. Nel periodo ’84-’85 carovane di europei si spingevano in Olanda, molti ci finivano per le vacanze, qualcuno però decideva poi di insediarsi lì stabilmente. Pensavano tutti a una cosa: a quanto stavano bene gli olandesi che si potevano fumare quello che volevano. Conveniva starci anche per via delle leggi molto permissive, il governo olandese non faceva distinzioni: turco italiano o disoccupato autoctono ti dava da ottocento a un milione di lire al mese a condizione che per un certo periodo lavorassi. Non era affatto male, soprattutto perché poi potevi arrabattarti anche con altri lavoretti in nero, insomma non facevi la fame. Per cui: la casa la occupavi, la droga costava poco, la polizia ti trattava coi guanti bianchi, ti sballavi in santa pace, stavi bene e ti pagavano pure per fare la vita da porco che ti eri scelto. Che volevi di più?
È chiaro che poi uno si immagina che gli olandesi a casa loro stiano sempre sballati, invece non è così: fatta una rapida ricognizione ci si accorge che i fattoni erano per lo più greci o turchi, tutti a scroccare il sussidio di disoccupazione. In pratica, quella legge civilissima generava un effetto boomerang perché attirava tutta la feccia d’Europa, e l’Italia ne esportava parecchia. Continua a leggere

Francesco Dezio, NICOLA RUBINO È ENTRATO IN FABBRICA

[da Nicola Rubino è entrato in fabbrica di Francesco Dezio, Super UE Feltrinelli]

“Ma loro sono tutti da capire!”
“Tu sei da capire. Leggi Marcuse quando vuoi capire. Leggiti Pasolini, Baudrillard, Houellebecq.”
“Che? Uèl… com’hai detto?”
“Leggiti checcazzo ti pare. Per me ci state dentro tutti alla grande. Tu vuoi annidarti nel sistema per sconfiggerlo, e perché non lo fai? Quale posto migliore di questo per iniziare, mettersi alla prova? Anzi, non è che vogliamo essere in due?”