ADESSO TIENIMI di Flavia Piccinni

Adesso tienimi_Flavia Piccinni_fronte copertinaDietro le quinte della nuova edizione del romanzo d’esordio di Flavia Piccinni

Non ho scoperto Flavia Piccinni attraverso la fortunata prima edizione di Adesso tienimi (Fazi, 2007), ma con il romanzo successivo, Lo sbaglio (Rizzoli, 2011). Mi colpì la sua capacità di portare all’estremo le situazioni e i sentimenti attraverso un accumulo di piccole incrinature e mi sorprese la giovane età dell’autrice (nata nel 1986). Continua a leggere

Vi presento TerraRossa Edizioni

logo TerraRossa Edizioni, un nuovo marchio editorialeUn progetto pensato e costruito con passione, impegno e tenacia: TerraRossa Edizioni

Sono trascorsi quasi tre anni da quando Angelo De Leonardis mi contattò su Messenger per chiedermi di cosa mi stessi occupando e invitarmi a fare una chiacchierata. Passarono alcuni mesi prima che riuscissimo a vederci e, dal confronto, emerse la sua volontà di creare un nuovo progetto editoriale, mentre io avevo da tempo un paio di ambizioni: recuperare le migliori opere di narrativa fuori commercio (anche se nel frattempo erano sorte iniziative simili) e dare un’opportunità ai tanti scrittori che hanno talento, ma non riescono a pubblicare i propri inediti perché stanchi di dover frequentare i salotti letterari e mostrarsi brillanti sui social network per ottenere un credito che spesso prescinde dal valore dei loro scritti. Continua a leggere

Flavia Piccinni – Professione scrittore 5

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Flavia Piccinni ha vinto nel 2005 il Premio Campiello Giovani e ha pubblicato i romanzi Adesso tienimi (Fazi) e Lo sbaglio (Rizzoli); con il carabiniere Nino Maressa ha curato La mala vita (Sperling&Kupfer). Suoi racconti sono apparsi su Nuovi Argomenti e Nazione Indiana, oltre che in diverse antologie.

Quando e perché hai iniziato a scrivere?
Ho iniziato a scrivere, nella migliore tradizione, da bambina. Ero una bambina instancabile, agitatissima, e l’unica cosa che mi faceva stare alla scrivania per ore – esattamente come adesso – era la penna, un foglio bianco, e la possibilità di isolarmi dal mondo.

Quali sono i tuoi modelli letterari?
Amo leggere, ma trovo deviante e banalizzante parlare di modelli. Preferisco citare i miei riferimenti letterari – irraggiungibili, naturalmente – che sono cambiati negli anni – eccetto Salinger, Irene Brin e pochi altri –, ma che hanno una caratteristica comune: la necessità di raccontare la realtà, la capacità di farlo in modo semplice, diretto, usando le parole giuste e mai “giochetti da quattro soldi”, quelli che sembrano andare di moda adesso, e rispetto ai quali Carver metteva in guardia autori, aspiranti autori e lettori.

Come hai trovato l’editore con cui hai esordito (Fazi) e come mai sei poi passata a Rizzoli?
A diciotto anni vincere il Campiello Giovani è stata un’ottima occasione. Ho avuto la possibilità di conoscere numerosi editor, fra cui Massimiliano Governi, che ha scelto il mio primo libro. Quando Governi ha lasciato Fazi è stato naturale considerare tutti i legami con l’editore sciolti.

Chi sono stati i tuoi editor e che rapporto hai avuto con loro?
Ho avuto diversi editor, a partire da Massimiliano Governi che mi è stato accanto come ho appena detto per il mio esordio e che con la sua cifra da scrittore mi ha trasmesso molto, a partire dalla fondamentale devozione che il lavoro di scrittura e riscrittura comporta.

Un consiglio agli aspiranti scrittori?
Non scrivere per pubblicare. E poi: leggere molto, quindi dimenticare. Le brutte copie di grandi autori non interessano a nessuno, né agli editori né ai potenziali lettori. E poi scrivere soltanto se la necessità si avverte come impellente. Se c’è un’urgenza. Questo me l’ha insegnato un grande scrittore, a cui sarò per sempre grata.

Qui le precedenti interviste a Omar Di Monopoli (ISBN Edizioni), Elisa Ruotolo (Edizioni Nottetempo), Paolo Cognetti (minimum fax), Ignazio Tarantino (Longanesi):
https://giovannituri.wordpress.com/category/professione-scrittore/