PASSAPAROLA di Simon Lane, recensione

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Passaparola il primo romanzo di Simon Lane tradotto in italiano

Si deve alla casa editrice Ottolibri la prima traduzione italiana di un romanzo di Simon Lane, Passaparola – A murder mystery (con una prefazione di Francesco Forlani). Ma prima di addentrarci nella storia narrata, occorre rendere merito a Eva Clesis, fondatrice della Ottolibri Edizioni, che per portare a compimento questo progetto culturale e finanziare la traduzione (a cura di Cristina Ingiardi) ha utilizzato i proventi delle vendite del libello 99 rimostranze a Dio, che ha coinvolto ben 101 autori. A dimostrazione che, per chi crede nei libri e nelle professionalità che ruotano intorno al mondo editoriale, ancora ci sono dei margini di possibilità, seppur esigui.
Passaparola esalta la capacità di Lane, scrittore giramondo di origine britannica, di mostrare una Parigi multietnica e ipocrita, di alternare ironia e angoscia senza soluzione di continuità: il romanzo si compone di un’unica ininterrotta testimonianza che un carcerato registra per poi consegnarne il nastro al suo avvocato. Continua a leggere

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Intervista a Eva Clesis, autrice di PAROLE SANTE

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Intervista a Eva Clesis su PugliaLibre, in occasione della pubblicazione di Parole sante

Parole sante (Perdisa Pop) di Eva Clesis si configura subito come un romanzo del Sud che ha per protagonisti la bigotta signora Magnano, vedova dell’ex sindaco di Comasia – paesino immaginario della Puglia meridionale –, e suo figlio Santo, reso storpio da una malattia, una giovane badante ucraina che non parla italiano, un sacerdote trafficone e il suo sagrestano delinquentello. È una storia di superstizione e di raggiri, che affonda le radici nel passato famigliare dell’agiata famiglia Magnano e che solo nel finale abbandona il tono scanzonato per avviarsi alla drammatica conclusione.

Qui l’intervista all’autrice:
http://www.puglialibre.it/2013/03/%E2%80%9Cparole-sante%E2%80%9D-intervista-a-eva-clesis/

Intervista ad Antonio Paolacci, editor Perdisa Pop

Intervista ad Antonio Paolacci, editor della narrativa italiana Perdisa Pop e direttore della collana Corsari

Alcuni scrittori non perdono occasione per ringraziare il proprio editor, altri per lanciargli critiche più o meno velate; taluni lo considerano un coautore, altri poco più che un redattore o un semplice lettore professionista… Chi è per te l’editor e qual è il suo ruolo?
Lo racconta bene il tuo blog: molti non sembrano sapere che l’editor è un editor, cioè né un coautore, né un impiegato negligente, né un dispensatore di favori. Il suo ruolo è il più importante dopo quello dello scrittore e il suo lavoro deve sapersi adattare caso per caso. Personalmente, essendo anche un autore, io cerco di essere l’editor che vorrei per i miei testi: qualcuno che anzitutto li sappia apprezzare e rispettare.

Qual è stato il percorso che ti ha portato a svolgere questa professione?
Per alcuni anni ho frequentato corsi di editoria e collaborato occasionalmente (e abbastanza sterilmente) con case editrici e agenzie letterarie. Nel 2007 ho pubblicato il mio primo romanzo per Perdisa Pop e, da allora, Luigi Bernardi (fondatore e all’epoca direttore del marchio) ha iniziato a coinvolgermi nel lavoro per la casa editrice, prima come lettore e redattore, poi come editor e curatore di collana. Nel 2011 la direzione di Perdisa Pop è passata a me. Continua a leggere