LA STRADA di Cormac McCarthy e le parole che portano il fuoco

the-road_filmUna riflessione di Emma Cannavale che parte dalla Strada (Einaudi) di Cormac McCarthy per ragionare sull’importanza delle parole e della scrittura

Poco prima che il mondo cambiasse all’improvviso, poco prima che ci trovassimo a fare i conti con una realtà delle cose assai poco reale e assolutamente inedita, poco prima di vivere una condizione esistenziale anomala della quale sfugge il senso, non solo di quanto sta accadendo ma anche di come lo si sta raccontando, avevo proposto di leggere La strada di Cormac McCarthy al gruppo di lettura che si tiene mensilmente da tre anni alla Libreria Campus di Bari.
Il romanzo di McCarthy è un’apocalisse desolata; un paesaggio di cenere, fame e solitudine nel quale un padre e un figlio spingono un carrello della spesa in un mondo di pioggia nera, alberi scheletrici e rovine fumanti. Un silenzio cattivo in cui si aggirano branchi di individui resi bruti dall’istinto di sopravvivenza fine a se stesso, dal freddo e dalla paura; nutrono se stessi di una violenza cannibale, si aggirano in un mondo senza scampo. Continua a leggere

Cormac McCarthy, LA STRADA

Anni dopo si era ritrovato in mezzo alle rovine di una biblioteca incendiata, coi libri anneriti nelle pozzanghere. Scaffali ribaltati. Un moto di rabbia di fronte a quelle migliaia di menzogne allineate rigo su rigo. Aveva raccolto uno dei libri e sfogliato le pagine pesanti e gonfie. Non avrebbe mai immaginato quanto valore potesse avere anche la più piccola affermazione sul mondo a venire. Era rimasto sorpreso. All’idea che anche lo spazio occupato da quelle affermazioni rappresentasse di per sé un’aspettativa.