LE PERSONE, SOLTANTO LE PERSONE di Christian Raimo, recensione – About short stories

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Una galleria di personaggi incapaci di compiere scelte radicali: Le persone, soltanto le persone, la nuova raccolta di racconti di Christian Raimo

Con Le persone, soltanto le persone (minimum fax), Christian Raimo torna alla forma a lui congeniale: il racconto. Sono otto storie narrate in prima persona, a eccezione della quarta e dell’ultima; tutte hanno per protagonisti dei trenta-quarantenni che stentano a diventare adulti, ad assumersi delle responsabilità, a impegnarsi seriamente in una relazione, a immaginare un futuro, e finiscono per lasciarsi vivere.
«Odiava il cambiamento, il cambiamento gli sembrava sempre puzzare di fine»: è questa l’attitudine (comune a molti dei personaggi di Raimo) del soggetto dell’ultimo racconto, Il cielo stellato lontano da noi, in cui un uomo e una donna che si stanno separando ritrovano la complicità nell’assistere il fratello di lui, abbandonato dalla misteriosa compagna. Relazioni instabili sono anche al centro di altri tre testi: Il mio giogo è soave, che vede una coppia incontrarsi in Egitto prima che le strade tornino a separarsi (lui vive a Roma, lei a Helsinki); Le cose, in cui un rapporto extraconiugale potrebbe obbligare il protagonista a una scelta, che lascia però compiere al destino; Ceto medio, racconto di un adulterio che perde i suoi connotati occasionali, ma non genera alcuna radicale conseguenza: «Nessuno dei due voleva fare l’amante, nessuno dei due l’avrebbe accettato, disprezzavano quelli che rincorrevano un amante, non credevano che le storie adulterine avessero un futuro che potesse essere chiamato futuro, ma di fatto facevano gli amanti, almeno da gennaio fino a febbraio che poi era diventato fino ad aprile che poi era diventato fino ad agosto…». Continua a leggere

NARRATORI DEGLI ANNI ZERO a cura di Andrea Cortellessa, recensione

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Narratori degli Anni Zero, antologia a cura di Andrea Cortellessa, «L’illuminista», n. 31-32-33, anno XI, Edizioni Ponte Sisto, 2011, pp. 702.

Dopo l’antologia Poeti degli Anni Zero curata da Vincenzo Ostuni, il quadrimestrale diretto da Walter Pedullà, «L’illuminista», ha assegnato al critico Andrea Cortellessa il compito di tracciare un bilancio della nuova narrativa italiana e di indicarne gli esponenti più rappresentativi: Narratori degli Anni Zero ne prende in considerazione ben venticinque. Cortellessa sottolinea subito che «ci sono infinitamente più cose nella prosa e nella narrazione “reali”, oggi in Italia, di quante ne prescriva l’odierna filosofia del romanzo» (p. 17), in continuità con Alfonso Berardinelli e quanti accusano la tirannia della forma romanzo nella produzione editoriale; vengono così privilegiati i virtuosi della scrittura rispetto ai “creatori di mondi” e, meritoriamente, particolare attenzione è riservata anche ad autori e raccolte di racconti – sebbene come unico criterio di selezione sia stata indicata la qualità letteraria non «limitata all’autosufficienza espressiva dello stile […], la costruzione narrativa non è affatto una variabile accessoria dei testi; né può esserlo per me la loro “trama ideologica”» (p. 25). Viene invece seguito con maggior fedeltà il principio di non osservare «alcun criterio geografico né (anagraficamente) generazionale» (p. 23) nella scelta dei narratori antologizzati; quanto al limite temporale (gli Anni Zero), sono presi in considerazione coloro che hanno raggiunto – talvolta anche solo fatto intravedere… – la propria maturità artistica nel primo decennio del nuovo millennio e, di conseguenza, l’ordine con cui vengono indicizzati è stabilito dall’anno di pubblicazione della loro prima opera letterariamente compiuta.
Alla prefazione di Walter Pedullà, seguono l’introduzione di Andrea Cortellessa e le venticinque sezioni (una per ciascuno scrittore), divise in presentazione critica dell’autore, biografia, assaggi narrativi, dichiarazioni di poetica e silloge di giudizi critici. La mole dell’opera (circa 700 pagine) ha reso possibile offrire al lettore anche ampi estratti delle opere menzionate – che peraltro il curatore ha saputo selezionare con grande pertinenza –, rendendo Narratori degli Anni Zero, più che un testo di semplice consultazione, un’esperienza concreta di lettura attraverso la pluralità della produzione narrativa italiana di questi anni.
Ma veniamo ai venticinque autori e alle specificità che li hanno resi degni di entrare nel novero dei prescelti: Continua a leggere