Lit-blog collettivi e riviste letterarie online (4)

BlogI primi tre post sui blog letterari pubblicati su Vita da editor nell’ottobre 2017 hanno ricevuto oltre 50 mila visualizzazioni, ma nel frattempo alcuni di quei siti hanno cessato o ridotto la loro attività, altri ne sono sorti o hanno professionalizzato i propri contributi; interessante è anche rilevare come alcune riviste culturali ormai si stiano svincolando dall’idea di un supporto cartaceo approdando al web e altre stiano seguendo invece un percorso inverso. Ho voluto dunque integrare la rassegna (che rimane parziale) e farmi raccontare queste realtà da chi le coordina o vi collabora. Continua a leggere

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Ecco i migliori blog letterari italiani (3)

blogTerzo e ultimo post in cui ho cercato di sopperire all’assenza di attendibili rassegne o classifiche dei blog letterari italiani domandando agli ideatori o ai caporedattori la storia e le peculiarità di quelli che seguo con più interesse. Solo facendo rete, coloro che dedicano ai libri e alla lettura il proprio tempo, per lavoro o per diletto, possono ottenere qualche risultato significativo e giungere al di là delle proprie cerchie di amici, followers o estimatori che dir si voglia, magari suscitando persino la curiosità dei famigerati non-lettori: dunque ringrazio tutti quelli che hanno risposto alla mia richiesta, ma anche quanti si sono soffermati a leggere questi post, li hanno rilanciati sui social network e soprattutto sono andati a curiosare sui link dei lit-blog ospitati. Continua a leggere

Ecco i migliori blog letterari italiani (2)

classifica blog letterariAl primo post sui migliori blog collettivi italiani che si occupano di libri e cultura segue il secondo, come promesso, e ce ne sarà anche un terzo, dal momento che l’iniziativa ha riscosso consenso e attenzione e alla fine hanno aderito quasi tutti gli interpellati. Ovviamente continuerà a essere una rassegna parziale, ma indicativa di una piazza virtuale in cui a occuparsi di letteratura sono in tanti e spesso lo fanno con grande professionalità e competenza, oltre che con passione. Continua a leggere

Ecco i migliori blog letterari italiani (1)

literay blogSempre più spesso lo spazio della critica letteraria si è spostato dalla carta stampata al web, dove non ci sono limiti di battute, né costi tali da richiedere investimenti promozionali da parte di aziende e marchi editoriali – di cui si vanno poi a sponsorizzare i testi con pretestuose recensioni. Certo, la democraticità della rete concede la parola anche a chi non ha gli strumenti per esprimere giudizi significativi, ma nel tempo si è andata definendo una costellazione di blog collettivi in cui la discussione su argomenti letterari è spesso seria e approfondita. Qui di seguito il primo di tre post in cui i loro ideatori ci raccontano come questi siti siano nati, cosa li caratterizzi e quanti siano i collaboratori. Continua a leggere

Perché nessuno stronca i libri brutti?

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Negli ultimi tre mesi, ogni volta che ho letto una recensione letteraria online o sulla stampa mi sono appuntato se il giudizio espresso fosse positivo, negativo o neutrale; questi gli esiti: 64 pollice recto, 11 pollice verso, 39 non classificabili. Eppure, considerando i libri che leggiamo, le proporzioni sarebbero a dir poco invertite, o sbaglio? Insomma, senza farla lunga, le recensioni sono sempre o fin troppo generose o piuttosto vaghe. Perché?

Certo c’è la tendenza a ritenere, sulla scorta delle classifiche di vendita, che i lettori non sappiano comunque distinguere le pietre preziose dalla paccottiglia e dunque non ci si sforza più di tanto di entrare nel merito dei testi, ma è solo uno dei tanti problemi.

Com’è noto, per quanto riguarda la carta stampata, coloro che dovrebbero essere i critici autorevoli quasi sempre collaborano con qualche editore: se si esprimono favorevolmente su un testo la cortesia gli verrà restituita (con un bel pezzo su un’opera che hanno scritto o curato o che comunque afferisce alla loro stessa scuderia), se lo sminuiscono dovranno aspettarsi un colpo basso; oltretutto devono dar conto di quel che scrivono alla testata su cui lo fanno – e i giornali appartengono quasi tutti in maniera più o meno diretta ai grandi gruppi editoriali. Altro discorso andrebbe fatto per coloro che vengono reclutati dai quotidiani magari perché autori di successo, condizione che non implica avere le necessarie competenze per giudicare opere altrui e dunque si limitano a esporne la trama, corredandola con due o tre considerazioni aperte a ogni interpretazione.

Insomma, sulla presunta critica ufficiale non si può fare affidamento e sui blogger, allora? Ancor meno. Continua a leggere