L’OSPITE D’ONORE di Joy Williams, recensione

Una gran bella selezione di racconti di Joy Williams pubblicata dalle Edizioni Black Coffee

“Non troverò mai il tempo di leggerlo” è stata la mia prima considerazione quando Leonardo Taiuti mi ha messo tra le mani L’ospite d’onore di Joy Williams: con i ritmi frenetici di lavoro e il numero dei libri in lista d’attesa che diventa sempre più increscioso, non è facile dedicarsi a opere voluminose di un autore che già non si conosca o che non si reputi un “classico”. Ma in fondo si trattava di racconti, avrei potuto concedermene uno di tanto in tanto portando al contempo avanti altre letture, come mi aveva suggerito lo stesso Taiuti, una delle sue anime delle Edizioni Black Coffee e cotraduttore di quest’opera insieme a Sara Reggiani. Continua a leggere

ROSA SHOCKING di Adam Levin, recensione – About short stories

cover rosa shocking_adam levin_clichyLa raccolta di racconti di Adam Levin pubblicata dalle Edizioni Clichy

Prosegue con Rosa shocking il percorso di Black Coffee, la collana di narrativa nordamericana delle Edizioni Clichy curata da Leonardo Taiuti e da Sara Reggiani; quest’ultima è anche la traduttrice dei racconti di Adam Levin, giovane scrittore statunitense che ha esordito nel 2010 con il romanzo The Instructions.
I testi raccolti in Rosa shocking sono incentrati sui cortocircuiti della comunicazione e sui coni d’ombra delle relazioni umane, ma a prevalere è comunque un tono ironico e scanzonato, che mette in risalto gli aspetti grotteschi di ciascuna esistenza e di ogni tragedia. Sebbene questa tendenza parodistica venga spesso ben dosata da Levin, nel primo racconto, Frankewittgenstein, insieme al ritmo troppo accelerato, può lasciare un po’ perplessi; qui come altrove però lo spunto narrativo è decisamente originale: l’inventiva è una delle indubbie doti dell’autore, così come la scelta di prospettive spiazzanti, rese spesso ancor più efficaci dalla predilezione per i narratori interni. Continua a leggere

Black Coffee, la nuova collana di narrativa nordamericana delle Edizioni Clichy

scrittori statunitensiDa poco in libreria Last days of California di Mary Miller e Il prezzo di Dio di Okey Ndibe, primi due volumi della collana Black Coffee

Last days of California (traduzione di Sara Reggiani) è il primo romanzo di Mary Miller, che aveva già pubblicato diversi racconti su riviste e nella raccolta Big World. È il resoconto dei quattro giorni in cui la quindicenne Jess attraversa il sud degli Stati Uniti in viaggio con la famiglia; la narrazione in prima persona ci restituisce lo sguardo pieno di dubbi, speranze e palpitazioni della protagonista, alle prese con un padre evangelista infervorato, una madre un po’ evanescente e una sorella ribelle. Last days of California, dunque, è insieme un romanzo on the road e di formazione.
Il prezzo di Dio di Okey Ndibe, tradotto da Leonardo Taiuti, è un’opera ambientata tra USA e Nigeria: racconta di un uomo, Ike, discriminato per il suo accento, che spera di risolvere i guai finanziari trafugando e vendendo la statua della divinità adorata dai propri avi. Sebbene Okey Ndibe, docente di Letteratura e Diaspora africana alla Brown University, prediliga il registro grottesco, emergono con forza il volto cinico del paese d’adozione e quello solcato da miseria e corruzione dello stato d’origine.
Sono questi i primi due volumi di Black Coffee, collana diretta per le Edizioni Clichy dai traduttori Sara Reggiani e Leonardo Taiuti, che intende proporre “le voci più fresche del panorama americano, le giovani firme più promettenti ma anche le opere di autori irragionevolmente dimenticati o inediti in Italia”. Qui di seguito l’intervista ai due curatori.

Black Coffee è una collana interamente dedicata alla narrativa nordamericana: ritenete che questa mantenga ancora la sua centralità nel panorama letterario mondiale?
last days of california, Miller, ClichySì, è indubbio. Dagli altri Paesi provengono filoni letterari interessanti ma spesso si tratta di mode passeggere, basti pensare ai thriller svedesi che negli ultimi anni hanno saturato il mercato. La narrativa nordamericana è invece una costante, soprattutto nel nostro Paese. Da sempre subiamo il fascino di quella parte di mondo (lo dimostra la quantità di testi che ogni anno traduciamo e pubblichiamo) e questo perché, a nostro avviso, la narrativa nordamericana possiede un’incredibile capacità di reinventarsi. Generi ormai “abusati” – si pensi all’on the road o al post apocalittico – non cessano mai di rinnovarsi e di evolversi, ed è anche a questo che Black Coffee guarda, alla rielaborazione cioè della tradizione da parte di una nuova generazione di autori. Non a caso la collana si apre con un romanzo di formazione on the road in piena regola, Last days of California di Mary Miller, giovane autrice del Mississippi, che partendo da una forma narrativa collaudata dà vita a qualcosa di molto originale, capace di sorprendere anche i più fini conoscitori del genere. Continua a leggere